Mario Persico 3107 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
22/07/2019
Partecipa all'edizione 2019 di Fuori Fuoco Moak e racconta il caffè in tutte le sue forme
22/07/2019
Da Noto, in partenza per la Luna, con Photology Air
22/07/2019
Addio a Ilaria Occhini, volto gentile e notissimo di cinema, teatro e tv
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva CASTEL DELL'OVO ​ Via Luculliana Napoli 80132

Napoli - dal 17 ottobre al 14 novembre 2007

Mario Persico

Mario Persico
CASTEL DELL'OVO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Luculliana (80132)
casteldellovo@comune.napoli.it
www.comune.napoli.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Una mostra che rende omaggio a uno dei più interessanti pittori napoletani, ma fa riflettere anche sulla storia artistica di Napoli
orario: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
Domenica e festivi orario 9.00-14.00 Chiuso il martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 ottobre 2007. ore 18
editore: ELECTA NAPOLI
ufficio stampa: CIVITA GROUP
patrocini: Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Dedicare oggi una mostra antologica a Mario Persico significa non solo rendere omaggio ad uno dei più interessanti pittori napoletani, ma anche riflettere sulla storia artistica di Napoli.
L’esposizione, curata da Mario Franco, è promossa dalla Regione Campania e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e organizzata da CIVITA.

Negli anni Cinquanta Persico, con Mario Colucci, Lucio Del Pezzo, Guido Biasi, fece parte del gruppo di artisti che aderì alla corrente pittorica detta nucleare, che aveva il suo maggior rappresentante nel milanese Enrico Baj. Dal 1959 al 1963 è stato il redattore della rivista “Documento Sud”, un foglio di tendenza che stabilì tra la città di Napoli ed il mondo dell’arte una fitta serie di rapporti internazionali (con il gruppo Phases dell’artista e critico Edouard Jaguer, animatore del Surrealismo rivoluzionario, con lo SPUR di Monaco dello scultore Lothar Fischer che confluirà nell'Internationale Situationniste e il BOA di Buenos Aires). Dal 1963 Persico cominciò un percorso autonomo, una sorta di ritorno alla figurazione che tesaurizzava le tecniche precedenti verso opere-strutture aperte, che chiamò “praticabili”, poiché il fruitore poteva interagire con esse, ampliandole o modificandole. Il ’63 segna anche la ripresa dell’attività editoriale con la rivista “Linea Sud”. Su questa rivista Persico pubblica anche alcune poesie che saranno raccolte e ristampate dall’editore Guanda. Nel 1966 illustra la traduzione italiana di Luciano Caruso dell’opera patafisica “Ubu Cocu” di Alfred Jarry.
In Persico l’interesse per le teorie patafisiche (una sorta di ironico ritorno a quanto di esoterico rimane nel pensiero occidentale, secondo l’insegnamento di Alfred Jarry, demone dell’assurdo e della derisione) è una costante della sua opera.
Fin dagli anni cinquanta Mario Persico frequenta e collabora con Edoardo Sanguineti. Tra i momenti più interessanti di questa collaborazione si possono annoverare le scenografie e i costumi per l’opera Laborintus II di Sanguineti su musiche di Luciano Berio, andata in scena alla Scala nel 1973. Più recentemente ha firmato con Sanguineti, Dorfles e Pirella il “Manifesto dell’Antilibro” ed ha realizzato nel 2001, alla Biennale di Venezia, due “Bandiere della Pace” impagina nei modi della “poesia visiva” un testo di Sanguineti. Ancora nel 2003 ha illustrato un “Omaggio a Goethe” e nel 2004, un “Omaggio a Shakespeare, nove sonetti”, con traduzioni di Sanguineti.
Dal 2001 è Rettore Magnifico dell’Istituto patafisico partenopeo e stampa “Patapart” , una delle più belle, colorate - e difficili da sfogliare - riviste d’arte contemporanea.

La mostra
Accanto alla tradizionale esposizione di opere - circa un centinaio di opere dipinte più disegni e strutture mobili tridimensionali - la mostra intende offrire al visitatore una serie di supporti e di documenti in grado di disegnare il contesto storico-esistenziale delle opere stesse e dell’ artista che le ha concepite.
Apposite bacheche esporranno, quindi, documenti testimoniali, riviste, manifesti collettivi di gruppi e di movimenti che, staccandosi dalla vieta tradizione oleografico-paesaggistica ottocentesca, si sono avvicinati alle problematiche dell’arte contemporanea con lo scopo di ritrovare nella città di Napoli la sua non sopita natura aperta e cosmopolita. Allo stesso modo alcuni pannelli esplicativi forniranno notizie su tutte quelle esperienze che hanno contribuito all’evolversi dell’arte a Napoli, comprendendo le connessioni tra il lavoro creativo e l’ambiente circostante, ovvero quella rete di relazioni sociali e culturali che qualificano il cosiddetto tessuto civile della città.

 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram