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arte contemporanea, collettiva MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA ​ Via Luigi Settembrini 79 Napoli 80139

Napoli - dal 27 ottobre 2007 al 7 gennaio 2008

Lorenzo Scotto di Luzio
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MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA
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Via Luigi Settembrini 79 (80139)
+39 08119313016
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L’artista, che vive ora tra Napoli e Berlino, presenta una serie di lavori, sculture cinetiche simili a “macchine celibi”, fotografie, disegni eseguiti con capelli, cortometraggi, confermando la poliedricità degli interessi della sua ricerca verso tutti i livelli di sperimentazione del linguaggio artistico
orario: dal lunedì al giovedì e domenica ore 10.00 - 21.00
venerdì e sabato ore 10.00 - 24.00 chiuso il martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: € 7.00
Ridotto: € 3.50
vernissage: 27 ottobre 2007. ore 19
editore: ELECTA
ufficio stampa: ELECTA
curatori: Mario Codognato
autori: Lorenzo Scotto di Luzio
genere: giovane arte, personale

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comunicato stampa
Il Madre dedica a Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) la sua prima mostra personale in un’istituzione museale. L’artista, che vive ora tra Napoli e Berlino, presenta una serie di lavori, sculture cinetiche simili a “macchine celibi”, fotografie, disegni eseguiti con capelli, cortometraggi, confermando la poliedricità degli interessi della sua ricerca verso tutti i livelli di sperimentazione del linguaggio artistico. L’artista spesso protagonista delle sue opere, sfrutta ed esalta atmosfere che sembrano divertenti, ma che in sostanza sono dense di malinconica poesia, riflette sui grandi temi della condizione umana e sulla loro trasposizione nell’ambito artistico. Quest’ultimo è analizzato in tutti i suoi aspetti, dall’appartenenza ad un contesto storico ed antropologico sino al cosiddetto sistema dell’arte contemporanea con i suoi metodi di presentazione e circolarità delle opere.


Per l’occasione, l’artista presenta in anteprima anche tre nuovi cortometraggi, realizzati nell’ultimo anno appositamente per questa mostra. Tableaux Vivant è girato nelle sale del museo stesso. In un’atmosfera surreale, accadono inspiegabili ed inaspettati atti di violenza, molto più simili alla realtà della strada e del quotidiano che all’ambiente ovattato e protetto delle istituzioni culturali. Nel video ″Non credo ci voglia granchè per diventare un pagliaccio bugiardo″ Babbo Natale è il fortuito ed inquietante protagonista di un omicidio, mentre in , ″Whoever, Wherever, However″, alcuni celebri jingles delle suonerie dei cellulari, vere colonne sonore della nostra esistenza metropolitana, accompagnano in un ritmo incalzante e parodistico quei contorcimenti del viso che ognuno di noi presenta nella quotidiana rappresentazione della commedia umana, qui simili ad atti di panico veri e propri. Un tema esplorato frequentemente in altri suoi lavori passati, accanto al rapporto tra corpo e realtà esterna. A quest’ultimo si riferiscono anche un nuovo gruppo di inconsueti disegni che anziché essere tracciati dalla grafite sulla carta, compongono ogni segno attraverso una meticolosa distribuzione di capelli femminili su carta, in una trasposizione sensuale ed essenziale della vita nell’arte, alla ricerca di una comprensione delle contraddizioni di entrambe.
 
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