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arte contemporanea, collettiva PAN - PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI - PALAZZO ROCCELLA ​ Via Dei Mille 60 Napoli 80121

Napoli - dall'otto novembre al 3 dicembre 2007

Fastforward on new media art: Robots
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PAN - PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI - PALAZZO ROCCELLA
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+39 0817958600
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Le macchine intelligenti, una volta un ossimoro, stanno diventando un luogo comune. In che modo si potrà rapportare un robot simile agli esseri umani? Gli artisti invitati si sono confrontati con molte di queste problematiche, con esperienze e risultati variegati.
orario: feriali: 9.30 > 19.30 | festivi: 9.30 > 14.00, chiuso il martedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 5.00 €, ridotto 3.50 €
vernissage: 8 novembre 2007. ore 19
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Laura Bardier
autori: France Cadet, Paul de Marinis, Christian Faubel, Pascal Glissmann e Martina Hofflin, Ken Goldberg, Leonel Moura, Keneth Rinaldo, Robotlab
telefono evento: +39 0817958643
genere: giovane arte, collettiva
email: sarah.galmuzzi@palazzoartinapoli.net

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comunicato stampa
In occasione del 2° Forum Internazionale Fastforward On New Media Art, il PAN | Palazzo delle Arti Napoli presenta FASTFORWARD ON NEW MEDIA ART: ROBOTS.


Un’ immagine ricorrente nella società contemporanea è l’accelerazione dell’informazione digitale. Alla velocità vertiginosa alla quale la tecnologia evolve e assorbe informazioni, la conoscenza viene trasferita alle macchine intelligenti, in un processo che sembra portarci verso uno stato ibrido postumano. Dall’evoluzione esponenziale delle tecnologie dell’informazione potrebbero nascere i mezzi attraverso i quali gli artisti saranno in grado di creare oltre la propria visione e conoscenza.


In questa occasione l’interesse del PAN è rivolto alle ricerche e produzioni nell’ambito dell’arte robotica. Le macchine intelligenti, una volta un ossimoro, stanno diventando un luogo comune. I robots sono presenti tanto nella scienza e nella tecnologia quanto nelle nostre case, nell'arte, nel cinema e nella letteratura. Sono di crescente importanza in ambiti diffusi come quelli della produzione industriale e dell’intrattenimento. E ancora più profondamente, i temi della robotica suscitano affascinanti questioni culturali che coinvolgono filosofi, artisti, scienziati e tecnologi. Sperimentazioni in questo campo hanno una storia che risale agli anni ‘50 come Senster di Edward Ihnatowicz o Cybernetic Serendipity al ICA di Londra, e trovano spazio anche nelle principali manifestazioni di arte contemporanea come nel padiglione messicano della 52. Biennale di Venezia.


La robotica contemporanea è l’ambito in cui si materializza la comprensione dell’intelligenza umana; un tema che attraversa la discipline scientifiche e quelle umanistiche da sempre e che ha riunito gli ambiti di ricerca nelle neuroscienze, ingegneria, informatica, biologia, matematica, psicologia, filosofia.

Trasferire i processi del cervello animale e umano ai robot è un’impresa in corso che oltre alle difficoltà tecniche impone delle riflessioni profonde su questioni più generali: un robot “intelligente” può anche essere in grado di imitare ed imparare, di fare esperienze e avere consapevolezza del mondo?

Quale status sociale, quali diritti, quali responsabilità avranno questa ed altre forme di “vita artificiale”?

In che modo si potrà rapportare un robot simile agli esseri umani? Sarà possibile progettare robot creativi, che recitino in una piéce teatrale insieme agli attori, o che diventino autori riconosciuti? Come si devono rinnovare le teorie dell’estetica per rendere conto di questa nuova dimensione dell’arte, dove l’artista può diventare progettista robotica, e la creazione essere finalmente opera e processo al contempo?

A queste domande provano a rispondere gli artisti invitati per FASTFORWARD ON NEW MEDIA ART: ROBOTS che si sono confrontati con molte di queste problematiche, con esperienze e risultati variegati.

In mostra si ritrovano artisti come Moura e Robotlab che propongono robot che creano arte, o come Rinaldo de Marinis, Glissmann e Faubel che invece propongono robot che sono opere d’arte in sé e infine come Cadet e Goldberg che realizzano opere che attingono all’immaginario robotico ed elettronico.


Si ringrazia Ruben Coen Cagli per la consulenza scientifica.

 
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