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arte contemporanea, collettiva CASA DEL MANTEGNA ​ Via Giovanni Acerbi 47 Mantova 46100

Mantova - dal 31 agosto 2008 all'undici gennaio 2009

Matilde di Canossa, il Papato, l'Impero. Storia, arte, cultura alle origini del Romanico
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CASA DEL MANTEGNA
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Via Giovanni Acerbi 47 (46100)
+39 0376360506 , +39 0376326685 (fax)
casadelmantegna@provincia.mantova.it
www.provincia.mantova.it
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I due poteri universali che hanno dominato l'Europa nel Medioevo, i vescovi, le città, i nobili, i contadini. La società dei primi due secoli dopo il Mille riletti attraverso la vita di Matilde di Canossa nell'evento clou delle Celebrazioni internazionali Matildiane
vernissage: 31 agosto 2008.
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Liana Castelfranchi, Renata Salvarani
genere: documentaria, arte antica, collettiva
web: www.millenariopolironiano.it

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comunicato stampa
I due poteri universali che hanno dominato l'Europa nel Medioevo, l'Impero e il Papato, i vescovi, le città, i nobili, i contadini...
La società dei primi due secoli dopo il Mille viene riletta attraverso la vita di Matilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l'Appennino.

Tutto questo in una ampia esposizione promossa dalla Provincia di Mantova, con la collaborazione di istituzioni italiane e internazionali, in Casa del Mantegna dal 31 agosto 2008 all’11 gennaio 2009. Una mostra che, per ricchezza e preziosità dei reperti, per l’importanza dei prestiti ottenuti da una ottantina di istituzioni di tutta Europa, per l’ampio apparato didattico e informativo affidato alle più innovative tecnologie, si configura come l’evento imperdibile delle Celebrazioni internazionali Matildiane.

La forza e la solitudine di una donna eccezionale eppure emblematica del suo tempo sono il filo conduttore di che guida alla scoperta di un mondo in profonda trasformazione, in un viaggio per immagini e per suggestioni scandito da croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari, spade e strumenti di lavoro, provenienti da musei italiani ed europei.

Reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo, attrezzi agricoli, presentano il paesaggio e lo spazio vissuto dall'uomo, con ciò che restava dei tracciati delle strade romane, la via del Po e la rete navigabile dei suoi affluenti, i passi alpini e appenninici.

La concezione del potere e i suoi simboli rivivono grazie a troni, scettri, pallii e tessuti preziosi, gioiellerie create per la corte imperiale ottoniana e sassone, opere di committenza papale, trattati, codici normativi e liturgici.

Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa e della questione delle investiture si sviluppano in proiezioni e multimediali, in quadrando in uno scenario dinamico la storia della dinastia dei marchesi di Toscana e l'episodio chiave dell'epoca: l'incontro fra l'imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, nell'inverno del 1077 nel castello di Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate di Cluny.

Le scelte politiche della comitissa, gli eventi drammatici della sua esistenza, il potenziamento dei castelli, le donazioni a monasteri e pievi, gli scontri armati con l'imperatore e con i suoi sostenitori, fino alla devoluzione dei beni al patrimonio di San Pietro dopo la sua morte sono documentati da pergamene, oggetti carichi di valore simbolico, opere d'arte. L'eco di quei fatti, la fama di Matilde e l'esigenza di farne un emblema del sostegno politico al papato hanno alimentato un mito che arriva fino a noi e che ha ispirato anche Dante, Giulio Romano, Gian Lorenzo Bernini, dando vita a capolavori straordinari.

Una sezione è dedicata alla città dove è nata Matilde: Mantova, che poi è stata protagonista di duri scontri fra la contessa e i sostenitori dell'imperatore. Proprio nell'età dei Canossa si è definito il suo tessuto urbano rispetto al fiume Mincio e rispetto alle paludi circostanti, si sono evidenziati i nuclei delle cattedrali, dell'episcopio, del monastero di Sant'Andrea, le costruzioni dei marchesi di Toscana e quelle delle famiglie emergenti che di lì a poco avrebbero dato vita al comune.

La mostra è curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, in collaborazione con l’ ErzbischöflichenDiözesanmuseum di Paderborn, avvelendosi di un comitato scientifico internazionale che annovera docenti e ricercatori di storia medioevale delle maggiori università italiane, tedesche e francesi.

Affiancano la Provincia, nel promuovere “Matilde da Canossa, il Papato, l’Impero” il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, la Regione Lombardia, la Fondazione Cariverona e la Fondazione Banca Agricola Mantovana. Il coordinamento organizzativo è affidato a Civita e la pubblicazione del catalogo a Silvana Editoriale.

In concomitanza con “Matilde da Canossa, il Papato, l’Impero”, a San Benedetto Po è in programma la mostra “L’abbazia di Matilde. Arte e storia in un grande monastero dell’Europa Benedettina (1007 – 2007)”. La mostra, curata da Paolo Golinelli, è programmata nell’ambito delle celebrazioni per il Millenario del Monastero di San Benedetto in Polirone.

 
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