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arte contemporanea, collettiva GALLERIA FORNI ​ Via Farini 26 Bologna 40124

Bologna - dal 19 gennaio al 5 marzo 2008

Luciano Ventrone - L’eterno presente
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GALLERIA FORNI
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Via Farini 26 (40124)
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Luciano Ventrone (Roma, 1942) presenta accanto alle più celebri composizioni anche una serie di nudi.
orario: 9,30-13 e 16-19,30, chiuso lunedì e festivi. apertura straordinaria domenica 28 ottobre dalle 16 alle 20 in occasione di "Arte a Bologna città d'arte"
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 19 gennaio 2008. ore 18,00
catalogo: con dvd allegato prodotto dalla Galleria Forni
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO PESCI
autori: Luciano Ventrone
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Conosciuto ed apprezzato dal grande pubblico e dalla critica, soprattutto, per le sue mirabili nature morte, in questa mostra, Luciano Ventrone (Roma, 1942) presenta accanto alle più celebri composizioni anche una serie di nudi. Soggetto già affrontato dall’autore agli inizi della sua carriera, il tema della figura femminile ritorna in primo piano già con la personale del 2006 allo Studio Forni di Milano "Still-human-life", ed ora ulteriormente approfondito, evidenziando ancora una volta la sua grande maestria.

Avvalendosi di tecniche raffinate mutuate dagli antichi maestri, ha perseguito con grande tenacia i propri obiettivi: portare fino all’estremo i principi della “mimesis”, nel “folle” tentativo di superare in perfezione ed armonia la stessa natura.
I dipinti in questione, non sono però mirabili soltanto dal punto di vista formale, ma anche dal punto di vista del contenuto. Ventrone non ha semplicemente creato un’emulazione della pittura antica, ma ne ha dato alla luce una diretta discendente, figlia del mondo contemporaneo. Prova evidente ne è la luce, quella fredda e impersonale luce elettrica della lampadina o degli spot, così lontana dalle tremule fiammelle degli antichi, che inonda i soggetti senza pietà, svelandone ogni particolare.
I soggetti prediletti sono frutti o foglie, disposti spesso all’interno di cesti o ciotole di legno o pietra, nudi femminili di schiena e di profilo contro uno sfondo neutro, nero o grigio, che esclude qualunque tipo di suggestione di spazio facendo concentrare lo sguardo del pubblico sul centro della composizione, occupata da elementi di incredibile perfezione.

Barbara Frigerio
 
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