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arte contemporanea, collettiva UNIVERSITA' BOCCONI ​ Via Roberto Sarfatti 25 Milano 20136

Milano - dal 14 gennaio al 7 marzo 2008

Domenica Regazzoni - Lo spartito del sogno

Domenica Regazzoni - Lo spartito del sogno
Domenica Regazzoni, Violino spaccato n. 2, 2006, scultura in bronzo
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UNIVERSITA' BOCCONI
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+39 0258362147
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Opere recenti ispirate all'arte della liuteria nella Sala Soggiorno
orario: da lunedì a venerdì, h. 8 - 19. Sabato 8 - 15. Domenica chiuso.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 14 gennaio 2008. ore 18
catalogo: Compagnia del Disegno, a cura di Domenico Montalto con introduzione di Mario Pasi
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Domenico Montalto
autori: Domenica Regazzoni
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Si inaugura lunedì 14 gennaio 2008, presso la Sala Soggiorno dell'Università Bocconi di Milano, la mostra personale Domenica Regazzoni. Lo spartito del sogno. Opere recenti ispirate all'arte della liuteria che propone una trentina di opere pittoriche e scultoree realizzate dal 2001 al 2006 con materiali eterogenei: dalle tavole in legno rielaborate, alla tela e alla carta, dalle sculture in legno a quelle in bronzo.



Primaria fonte di ispirazione per la mostra è stata la memoria del padre Dante, scomparso nel 1999, maestro liutaio degno erede di grandi predecessori quali Stradivari e Amati. Dal ricordo nasce la necessità di una ricostruzione affettiva e simbolica della figura paterna. Al contempo, l'estro creativo di Domenica Regazzoni celebra in chiave contemporanea la tradizione di tutti i liutai italiani: abili tecnici ed artisti a tutti gli effetti.



L'artista utilizza materiali naturali, elementi e forme della liuteria, pittura e scultura. Magnifico esempio in tal senso è Violino scomposto, scultura del 2006 in legno di acero e abete che riproduce con forme sintetiche lo strumento musicale. La stessa purezza di linee, espressa in maniera differente, la ritroviamo in Contorno di violino, scultura in legno d'acero del 2004.

Merita, inoltre, un'attenzione particolare Spicchi di violino: scultura del 2006 in bronzo, lavorato tanto finemente da sembrare legno intagliato.



Di intenso valore e significato sono gli assemblages e i collages, ampiamente rappresentati in mostra. Più precisamente citiamo, tra gli assemblages, Composizione n. 24 e Composizione n. 22 sui quali si ritrovano ricci, piroli, fondi, frammenti di violino che richiamano metonimicamente l'intero strumento e il lavoro preciso e metodico dell'artigiano che lo costruisce, legandoli indissolubilmente. Tale legame diventa più immediato anche grazie all'allestimento che accosta le opere ad una serie di fotografie in bianco e nero di grande formato che ritraggono Dante Regazzoni mentre lavora nel suo laboratorio.

Tra i collages, di grande interesse sono: Tavoletta con corde, Tavoletta n. 3 e Tavoletta con mentoniera. Queste opere risultano molto suggestive e poetiche in quanto realizzate con supporti differenti tratti sia dal mondo dell'arte, come la tela e i colori, sia da quello della musica, come le corde di violino e il ponticello, lama verticale di legno che trasmette le vibrazioni delle corde al piano armonico.



Domenica Regazzoni riesce dunque ad unire arte visiva e musica. Domenico Montalto, curatore della mostra, commenta: "aggiorna i portati del passato alla sensibilità contemporanea, con novità di intenti ed eccellenza di risultati, esibendo ai nostri occhi una sua singolare liuteria. La Regazzoni opera sul crinale tra musica e silenzio. […] Sono costruzioni dotate ognuna di una propria ritmica, appunto di una musicalità che è quella propriamente fisica dell'arte ottenuta attraverso le coordinate specifiche del linguaggio visivo. Con questi suoi violini Domenica risuscita l’armonia delle sfere, unisce mondi diversi e ci ridesta a una nuova visione."



Gillo Dorfles, nel catalogo della mostra all'Auditorium Parco della Musica di Roma, ha scritto: "Violini allo stato embrionale; violini ridotti a frammenti; e anche violini spaccati di cui si intravede la matrice di un suono ormai spento. Certo: è proprio da questi violini ancora in divenire o resi simili a inedite strutture scultoree che prende lo spunto la suggestiva mostra di Domenica Regazzoni dedicata a suo padre. […] Domenica Regazzoni - che in altre occasioni ha saputo dar vita a raffinati collages polimaterici, a minute ma sensibili interpretazioni degli haiku nipponici - in questa mostra ha voluto a bella posta limitare la sua opera esclusivamente a tutto quanto poteva ricordare e celebrare il lavoro paterno, la sua capacità artigianale, il suo incredibile "orecchio" musicale cercando in questo modo di evidenziare […] il connubio tra le due arti, quella visiva e quella sonora."

Accompagna la mostra un catalogo a cura di Domenico Montalto, con introduzione di Mario Pasi.



Cenni biografici

Domenica Regazzoni nasce in Valsassina nel 1953. Inizia a dipingere nei primi anni settanta frequentando i corsi serali all’accademia di Brera. A poco a poco abbandona la pittura figurativa per passare ad un’impostazione più astratta ed informale.

Dai primi anni novanta la sua opera è volta a cercare un punto d’incontro tra pittura, scultura, musica e poesia, alla ricerca delle intime affinità che legano colore e materia, suono e parola. Nel 1992 illustra per la collana “All’insegna del pesce d’oro” di Vanni Scheiwiller, Canto Segreto, una raccolta di poesie di Antonia Pozzi. Nel 1997 è tra gli artisti selezionati al corso internazionale “Libero blu”, organizzato dalla Galleria Blu di Milano.

Negli ultimi anni, ispirandosi alle più poetiche canzoni di Mogol e di Lucio Dalla nascono le mostre Colore Incanto e Regazzoni&Dalla. Vengono realizzate esposizioni personali Tokyo (Center Pint Gallery, Ginza 1997) e in spazi pubblici di numerose città italiane tra cui Bergamo (Centro Culturale S. Bartolomeo, 1996) Milano (Fondazione Stelline 1998), Roma (Complesso del Vittoriano, 2000) e Bologna (ex Chiesa di San Mattia, 2001).

Nel settembre del 2000 torna a Tokyo per presentare una monografia ispirata alla poesia Haiku edita da Viennepierre. Nello stesso periodo, in seguito alla scomparsa del padre Dante Regazzoni, grande liutaio lombardo, nasce l’esigenza di realizzare la mostra Dal Legno al Suono (Catalogo Skira, a cura di Gillo Dorfles) ispirata all’arte della liuteria: l’esposizione, di volta in volta arricchita da nuovi lavori, viene presentata a Firenze (Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, 2003), Milano (Teatro dal Verme, 2004), Lecco (Museo Civico di Villa Manzoni, 2005), Roma (Auditorium Parco della Musica, 2006).



L'amore per la musica e per il violino che Domenica Regazzoni ha ereditato dal padre, è stato trasmesso al figlio Alessio Bidoli che si esibirà nell'Aula Magna dell'Università Bocconi giovedì 24 gennaio 2008 alle ore 21, nell'ambito della stagione concertistica organizzata in collaborazione con la Furcht pianoforti.
 
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