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arte contemporanea, collettiva MONASTERO FORTEZZA DI SANTO SPIRITO ​ MONASTERO FORTEZZA DI SANTO SPIRITO Fossa 67020

Fossa (AQ) - dal 20 dicembre 2007 al 20 gennaio 2008

Ettore De Conciliis - Opere Recenti

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MONASTERO FORTEZZA DI SANTO SPIRITO
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Monastero Fortezza Di Santo Spirito (67020)
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orario: dal martedì al venerdì 15.30-19.00. sabato e festivi: 10.30-13.00 / 15.30-19.00. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 20 dicembre 2007.
ufficio stampa: SCARLETT MATASSI
autori: Ettore De Conciliis
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
A quella squisita anomalia che, nel panorama dell'arte contemporanea italiana, è la pittura di Ettore de Conciliis il Monastero fortezza di Santo Spirito d'Ocre dedica una mostra. Un'occasione per due interessanti scoperte: l'arte di un maestro che ha conseguito risultati degni, secondo Maurizio Calvesi, "di essere catalogati nella storia della grande pittura" e, insieme, il primo monastero cistercense fondato nella vallata aquilana, un luogo bellissimo circondato da montagne innevate.


Di "stile esplosivo" che "prende sino alla fine dei nervi" parla Charles Bukowski riferendosi ai paesaggi e alle nature morte di Ettore de Conciliis. Un poeta metropolitano dell'eccesso e della disperazione sedotto dal lirismo di un sommesso cantore della natura e del perfetto equilibrio formale. La sorprendente convergenza tra due mondi artistici apparentemente così lontani introduce in modo esemplare al caso de Conciliis. Giacché solo in questi termini si può definire la singolare vicenda di un pittore che, giunto alla soglia dei quarant'anni, avendo alle spalle una carriera già lunga e articolata, sceglie di dedicarsi in maniera esclusiva ai classici generi del paesaggio e della natura morta. Si inoltra per un trentennio in questo desueto percorso di ricerca producendo una pittura del tutto indifferente al retaggio delle rivoluzioni artistiche del '900 eppure di qualità così alta che risulta impossibile qualificarla come minore. E infatti non osano definirla tale neppure quei critici che con grande interesse hanno analizzato gli sviluppi dell'arte contemporanea. Per tutti basterà citare Maurizio Calvesi convinto che Ettore de Conciliis abbia comunque conseguito risultati "degni di essere catalogati nella storia della grande pittura".

Lo spessore, morale oltre che artistico, di de Conciliis emerge però in tutta evidenza solo se si analizza anche la prima parte della sua carriera, svoltasi nel segno di poetiche all'apparenza incomunicanti con quell'inno alla sacralità della natura incontaminata che è la sua attuale pittura.

La prima commissione importante arriva a soli ventiquattro anni e con essa una notorietà ai limiti dello scandalo. Si tratta del grande Murale della Pace eseguito nel 1965 per la Chiesa di San Francesco ad Avellino, sua città natale. La novità del linguaggio e dei contenuti portati all'interno di un edificio sacro dal giovane artista è così forte che l'opera si salva solo grazie all'intervento di papa Paolo VI. L'attrazione per la pittura murale lo porta nel 1971 a Città del Messico per approfondirne le tecniche con David Alfaro Siqueiros. Divenuto un riconosciuto maestro del genere, contribuisce ad imporlo all'attenzione degli osservatori più aggiornati organizzando memorabili conferenze e workshops con l'amica Joan Baez nei campus universitari americani della rivolta giovanile. Rientrato in Italia conclude la stagione della sua arte di esplicito impegno sociale con il Memoriale di Portella della Ginestra (1978-1980), una delle prime e rare opere di land art italiane eseguita trasformando in intensa opera d'arte l'area che nel '47 fu teatro dell'eccidio perpetrato dalla banda di Salvatore Giuliano. Poi la figura umana esce dai suoi dipinti e "l'epica popolare, la corale invocazione di pace e progresso civile" cede il passo "a un sommesso cantico della natura" (Marina Pizziolo).

A questa seconda fase della ricerca artistica di Ettore de Conciliis appartengono le venti tele esposte nella scenografica cornice di Santo Spirito d'Ocre, il primo monastero cistercense fondato nella vallata aquilana. Sono per lo più paesaggi realizzati guardando alla Valle del Tevere, l'appartato angolo di mondo nel quale l'artista ha scelto di risiedere. In essi la sapienza pittorica, la puntuale conoscenza dei maestri della grande tradizione non interferiscono mai nel rapporto con la natura, che il pittore stabilisce in modo diretto ed emozionato attraverso un metodo di lavoro basato solo su pazienti sedute di studio dal vero e che non ammette mediazioni di sorta, foss'anche l'utile ausilio della macchina fotografica. Non mancherà di sorprendere i visitatori più accorti la presenza di quadri di grande formato, piuttosto inconsueti nella pittura di paesaggio contemporanea. è anzi nell'accresciuta dimensione del supporto che il pittore realizza le sue prove più fresche e convincenti.

Mirabili anacronismi di un artista che sostiene di dipingere per "testimoniare la possibilità di meravigliarsi ancora".
 
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