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Alessandro Algardi
L’artista ha cominciato a lavorare alla metà degli anni sessanta, nel momento in cui, come contendenti contrapposti, si fronteggiavano le violente, coloratissime, enfatiche immagini della Pop Art e quelle rarefatte, tutte mentali e talvolta cervellotiche dell’ arte Minimal e Concettuale.
Comunicato stampa
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Alessandro Algardi
Alessandro Algardi ha ben poco a che spartire con il prototipo dell’artista alla moda tutto studio a Berlino, Londra o Chelsea.
Il suo lavoro non è diverso da lui. Teso, silenzioso, preciso, naviga ormai da molti anni su rotte discoste da quelle dei troppo facili «casi culturali». I propri interlocutori preferisce sceglierseli da sé, con attenzione circospetta e aristocratica. Ma chi lo ha conosciuto a Milano, dove è nato nel 1945, ad Amsterdam, Bruxelles o New York dove Algardi ha esposto le sue opere, ne è stato sempre catturato.
L’artista ha cominciato a lavorare alla metà degli anni sessanta, nel momento in cui, come contendenti contrapposti, si fronteggiavano le violente, coloratissime, enfatiche immagini della Pop Art e quelle rarefatte, tutte mentali e talvolta cervellotiche dell’ arte Minimal e Concettuale.
Da buon intellettuale di marca europea, non si è accontentato di prender partito. Ha deciso invece di buttare lo sguardo più in là, e più a fondo, di cercare i propri orientamenti in esempi meno scontati.
... La tela, che al primo sguardo sembra apparentemente avere una superficie astratta, richiede all’osservatore uno sforzo mentale. Il fascino estetico della nuova scrittura è qualcosa simile alla pelle morbida di una immaginaria bellezza, che noi possiamo toccare e che trasmette una forza interiore tale da colpire la psiche come un lampo, perlomeno se l’osservatore può sentire una tale reazione e accettarla. «Plus est en vous» suggeriscono queste opere e soltanto per coloro che sono iniziati. Davanti ad un’opera d’arte, molti rimangono senza idee o senza parole. Sono incapaci di afferrarne il significato che potrebbe nascere nel loro cervello.
Il significato della calligrafia di Algardi
Non ci si può avvicinare ad un Algardi senza provare rispetto per un’opera che contiene l’impatto del paesaggio spirituale della sua mente.
Rimaniamo ancora perplessi, dopo un’analisi della calligrafia illeggibile ma esteticamente bella del nostro pittore. Ogni scritto esprime un’idea che vive nella mente. Noi scriviamo con parole leggibili, perché pensiamo che la nostra idea sia chiara e degna di essere letta. Qui sta il più profondo significato di Algardi, la cui scrittura rimane affascinante anche quando nel corso degli anni continuiamo ad ammirare il suo testo illeggibile. La sua arte è dedicata al giardino segreto dei nostri pensieri nascosti.
Colui che pensa che queste opere siano noiose, prive di significato e di valore, è egli stesso «jejune», che vuol dire «affamato, vuoto e magro». Personalmente, preferisco interpretare i suoi scritti come un digiuno che mi rende affamato, come la superficie di un deserto con la sua profonda solitudine che arricchisce. Noi abbiamo bisogno di questa solitudine per scoprire le nostre proprie risorse.
A questo punto potrebbe essere utile un paragone ed io propongo di guardare ad una bella tela bianca con la superficie tagliata da Fontana. L’analogia tra Algardi e Fontana è interessante. Fontana squarcia la tela e la brutalità incisiva dei suoi tagli rivela una ferita nella sua sensibilità che sembra meno evidente nell’opera di Algardi. Ma anche Algardi crea tele eruttive, dove i graffi, attraverso la superficie, esprimono la sua furiosa energia.
L’immobilità delle pagine congelate è allora sostituita dalla rabbia di un gesto tormentato...
Ubeir Peeters
Alessandro Algardi
Curruculum dal 2002
Bibliografia
2006 Ubeir Peeters «I manoscritti illeggibili di A. Algardi» Testo critico G.A.M.
2005 Elisabetta Longari «Convegno sulla scrittura» Bari
Jacqueline Ceresoli «Liriche in libertà» Rivista Stile
2003 Jacqueline Ceresoli «Sensualissimo colore» Rivista Stile
2000 Giulio Giorello, Giorgio Fonio,
Michelangelo Coviello Testi critici Artestudio Milano
Cristina Castelli Fusconi «Dal segno alla scrittura» Genesi della comunicazione scritta nel bambino
Opere in permanenza in musei, fondazioni pubbliche e private
U.S.A. Miami Beach, FL «Visual & Concrete Poetry» Ruth e Marvin Sackner
Danville, KY Norton Center Center College
Dubugue, IO Dubugue Museum of Art
Savannah, GA Savannah College of Art & Design Istitutional Advancment -
NL. Amsterdam, Peter Stuyvesant Fondation B
B. Gent, Cattedrale San Baveno
Personali
2008 I. Milano Glauco Cavaciuti Arte
2006 MC. Monaco Maretti Arte Monaco,
I. Venezia CIAC Centro Internazionale Arte Cultura,
I. Faenza G.A.M. Galleria d’Arte Moderna
2004 F. Marseille Galerie du Tableau
2001 B. Bruxelles Art Kiosk Gallery
2000 I. Milano Galleria Artestudio
Esposizioni in musei, fondazioni pubbliche e private
2007 I. Rovereto, MART, Museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto
2006 I. Venezia, CIAC Centro Internazionale Arte Cultura
I. Faenza, G.A.M. Galleria Arte Moderna
2000 B. Leuven, «Epifanie» Museum S.M.A.K. Gent
1992 U.S.A. New York, M.O.M.A. «The Artists and the book in the twentieth century Italy»
Rassegne e collettive
2007 I. Rovereto, “lLe parole nell’arte“, MART
2007 I. Garbagnate, «Parole e oltre»
2006 I. Milano, «Le stanze del cuore» Dodici poesie di A. Merini Associazione Saman
I. Mantova, Palazzo Te «Arte è pensiero»
2002 D. Kassel, «Nicht mehr fur Ohren …» Bruderkirche
2000 B. Leuven, «Epifanie» Museum S.M.A.K. Gent
Alessandro Algardi ha ben poco a che spartire con il prototipo dell’artista alla moda tutto studio a Berlino, Londra o Chelsea.
Il suo lavoro non è diverso da lui. Teso, silenzioso, preciso, naviga ormai da molti anni su rotte discoste da quelle dei troppo facili «casi culturali». I propri interlocutori preferisce sceglierseli da sé, con attenzione circospetta e aristocratica. Ma chi lo ha conosciuto a Milano, dove è nato nel 1945, ad Amsterdam, Bruxelles o New York dove Algardi ha esposto le sue opere, ne è stato sempre catturato.
L’artista ha cominciato a lavorare alla metà degli anni sessanta, nel momento in cui, come contendenti contrapposti, si fronteggiavano le violente, coloratissime, enfatiche immagini della Pop Art e quelle rarefatte, tutte mentali e talvolta cervellotiche dell’ arte Minimal e Concettuale.
Da buon intellettuale di marca europea, non si è accontentato di prender partito. Ha deciso invece di buttare lo sguardo più in là, e più a fondo, di cercare i propri orientamenti in esempi meno scontati.
... La tela, che al primo sguardo sembra apparentemente avere una superficie astratta, richiede all’osservatore uno sforzo mentale. Il fascino estetico della nuova scrittura è qualcosa simile alla pelle morbida di una immaginaria bellezza, che noi possiamo toccare e che trasmette una forza interiore tale da colpire la psiche come un lampo, perlomeno se l’osservatore può sentire una tale reazione e accettarla. «Plus est en vous» suggeriscono queste opere e soltanto per coloro che sono iniziati. Davanti ad un’opera d’arte, molti rimangono senza idee o senza parole. Sono incapaci di afferrarne il significato che potrebbe nascere nel loro cervello.
Il significato della calligrafia di Algardi
Non ci si può avvicinare ad un Algardi senza provare rispetto per un’opera che contiene l’impatto del paesaggio spirituale della sua mente.
Rimaniamo ancora perplessi, dopo un’analisi della calligrafia illeggibile ma esteticamente bella del nostro pittore. Ogni scritto esprime un’idea che vive nella mente. Noi scriviamo con parole leggibili, perché pensiamo che la nostra idea sia chiara e degna di essere letta. Qui sta il più profondo significato di Algardi, la cui scrittura rimane affascinante anche quando nel corso degli anni continuiamo ad ammirare il suo testo illeggibile. La sua arte è dedicata al giardino segreto dei nostri pensieri nascosti.
Colui che pensa che queste opere siano noiose, prive di significato e di valore, è egli stesso «jejune», che vuol dire «affamato, vuoto e magro». Personalmente, preferisco interpretare i suoi scritti come un digiuno che mi rende affamato, come la superficie di un deserto con la sua profonda solitudine che arricchisce. Noi abbiamo bisogno di questa solitudine per scoprire le nostre proprie risorse.
A questo punto potrebbe essere utile un paragone ed io propongo di guardare ad una bella tela bianca con la superficie tagliata da Fontana. L’analogia tra Algardi e Fontana è interessante. Fontana squarcia la tela e la brutalità incisiva dei suoi tagli rivela una ferita nella sua sensibilità che sembra meno evidente nell’opera di Algardi. Ma anche Algardi crea tele eruttive, dove i graffi, attraverso la superficie, esprimono la sua furiosa energia.
L’immobilità delle pagine congelate è allora sostituita dalla rabbia di un gesto tormentato...
Ubeir Peeters
Alessandro Algardi
Curruculum dal 2002
Bibliografia
2006 Ubeir Peeters «I manoscritti illeggibili di A. Algardi» Testo critico G.A.M.
2005 Elisabetta Longari «Convegno sulla scrittura» Bari
Jacqueline Ceresoli «Liriche in libertà» Rivista Stile
2003 Jacqueline Ceresoli «Sensualissimo colore» Rivista Stile
2000 Giulio Giorello, Giorgio Fonio,
Michelangelo Coviello Testi critici Artestudio Milano
Cristina Castelli Fusconi «Dal segno alla scrittura» Genesi della comunicazione scritta nel bambino
Opere in permanenza in musei, fondazioni pubbliche e private
U.S.A. Miami Beach, FL «Visual & Concrete Poetry» Ruth e Marvin Sackner
Danville, KY Norton Center Center College
Dubugue, IO Dubugue Museum of Art
Savannah, GA Savannah College of Art & Design Istitutional Advancment -
NL. Amsterdam, Peter Stuyvesant Fondation B
B. Gent, Cattedrale San Baveno
Personali
2008 I. Milano Glauco Cavaciuti Arte
2006 MC. Monaco Maretti Arte Monaco,
I. Venezia CIAC Centro Internazionale Arte Cultura,
I. Faenza G.A.M. Galleria d’Arte Moderna
2004 F. Marseille Galerie du Tableau
2001 B. Bruxelles Art Kiosk Gallery
2000 I. Milano Galleria Artestudio
Esposizioni in musei, fondazioni pubbliche e private
2007 I. Rovereto, MART, Museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto
2006 I. Venezia, CIAC Centro Internazionale Arte Cultura
I. Faenza, G.A.M. Galleria Arte Moderna
2000 B. Leuven, «Epifanie» Museum S.M.A.K. Gent
1992 U.S.A. New York, M.O.M.A. «The Artists and the book in the twentieth century Italy»
Rassegne e collettive
2007 I. Rovereto, “lLe parole nell’arte“, MART
2007 I. Garbagnate, «Parole e oltre»
2006 I. Milano, «Le stanze del cuore» Dodici poesie di A. Merini Associazione Saman
I. Mantova, Palazzo Te «Arte è pensiero»
2002 D. Kassel, «Nicht mehr fur Ohren …» Bruderkirche
2000 B. Leuven, «Epifanie» Museum S.M.A.K. Gent
17
gennaio 2008
Alessandro Algardi
Dal 17 gennaio al 14 febbraio 2008
arte contemporanea
Location
GALLERIA GLAUCO CAVACIUTI
Milano, Via Vincenzo Monti, 27 e 25, (Milano)
Milano, Via Vincenzo Monti, 27 e 25, (Milano)
Orario di apertura
lunedì 15-19.30, da martedì a sabato 10-13 e 14-19.30, domenica chiuso
Ufficio stampa
ANNA ORSI
Autore



