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arte contemporanea, collettiva SPAZIO MAZZOTTA ​ Foro Buonaparte 60 Milano 20121

Milano - dal 12 febbraio al 2 marzo 2008

Giorgio Moiso - Fingerstamps
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Giorgio Moiso - Fingerstamps
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SPAZIO MAZZOTTA
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Foro Buonaparte 60 (20121)
+39 0245498776 , +39 0245498815 (fax)
info@spaziomazzotta.it
www.spaziomazzotta.it
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L´esposizione presenta circa dieci tele di grandi dimensioni tra le più recenti dell´autore, oltre a un video e a 15 fotografie
orario: domenica e lunedì chiuso | martedì-venerdì /15,30-19.30; sabato su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 febbraio 2008. ore 18.30 con performance
catalogo: con testo di Francesco Poli
editore: MAZZOTTA
autori: Giorgio Moiso
genere: arte contemporanea, performance - happening, personale

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comunicato stampa
Lo Spazio Mazzotta presenta dal 13 febbraio al 2 marzo la mostra Fingerstamps di Giorgio Moiso.

L´esposizione presenta circa dieci tele di grandi dimensioni tra le più recenti dell´autore, oltre a un video e a 15 fotografie.

Moiso sarà protagonista inoltre di una performance il giorno stesso dell´inaugurazione.


L’artista e musicista savonese con le sue "impronte digitali" ha impresso sulle tele un segno indelebile fatto di gestualità e ritmo musicale, testimoniato dalle sue performances che hanno sempre caratterizzato il suo percorso artistico.


Giorgio Moiso è nato a Cairo Montenotte (Savona) il 13 febbraio 1942.

Gli è maestro il pittore Carlo Leone Gallo (1875-1960) dal quale apprende le tecniche della pittura. Parallelamente, sotto la guida di Gino Bocchino, jazzman savonese, inizia lo studio della musica. Come batterista si evidenzia in alcuni gruppi dell’epoca, conosce a Roma Nunzio Rotondo, Franco D’Andrea e Mario Panseri.

Nel 1968 si diploma presso il Liceo Artistico “Arturo Martini” di Savona.

Ancora giovane studente ha avuto modo di conoscere e di far proprio lo straordinario clima di apertura avanguardistica degli artisti internazionali che frequentavano negli anni ’60 Albisola (Wifredo Lam, Asger Jorn, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Piero Manzoni, Sergio Dangelo, Agenore Fabbri, Mario Rossello e molti altri), e ha sviluppato la sua vena creativa sul doppio binario della musica e dell’arte figurativa, arrivando infine a previlegiare definitivamente l’arte figurativa senza per questo abbandonare la musica jazz, anzi utilizzandola come “materiale” e stimolo del proprio lavoro.

In effetti per anni Moiso si guadagna la vita suonando in un gruppo jazz, come batterista, e questa esperienza sarà fondamentale anche per la pittura.

Nel 1972 è invitato da Mario De Micheli alla mostra “Il tema dell’uomo” nel Museo della Ceramica di Albisola. Sempre nello stesso anno ad Albisola l’amico Giannici gli cede lo studio (che fu già di Tullio di Albisola) situato nella celebre piazzetta di Pozzo Garitta accanto all’atelier che fu di Lucio Fontana.

Nel 1975 è invitato alla X Quadriennale di Roma, dove presenta due opere di grandi dimensioni, sul tema che gli è più caro in quegli anni, l’albero.

Nel 1976 prende studio a Milano dove lavora per alcuni anni.

Nel 1988 incontra a Venezia Mimmo Rotella, Pierre Restany e Arnaldo Pomodoro.

Nel 1998 la passione per il jazz lo porta ad una svolta decisiva nel suo lavoro: far dialogare la musica con il gesto, il segno, il colore.

Il richiamo alle geniali sperimentazioni degli anni Cinquanta primi anni Sessanta (vedi il gruppo giapponese Gutai, Mathieu, Fluxus) con l’aggiunta personale della matrice jazz che gli è propria, danno vita a una miscela che genera una cifra stilistica personale: la Live Performance Painting. La sua pratica operativa, dunque, nasce da un originale mix fra musica e pittura e si ispira a una stagione creativa ormai quasi mitica, ma si precisa e cresce in termini di notevole attualità.

E’ proprio questo felice connubio fra musica e pittura, questa capacità di trasformare una jam session jazzistica in una “jam sassion pittorica”, a caratterizzare in modo singolarmente originale la sua affermazione come artista.

Una seconda mostra di Giorgio Moiso si tiene fino al 17 febbraio a Savona presso la Pinacoteca Civica, Palazzo Gavotti (p.zza Chabrol, 1-2)
 
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