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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CREDITO VALTELLINESE - PALAZZO SERTOLI ​ Piazza Quadrivio 8 Sondrio 23100

Sondrio - dal 13 maggio al 19 luglio 2008

I Ligari, pittori del ‘700 lombardo

I Ligari, pittori del ‘700 lombardo

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GALLERIA CREDITO VALTELLINESE - PALAZZO SERTOLI
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Piazza Quadrivio 8 (23100)
+39 0342522738
creval@creval.it
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Una sezione monografica focalizzata sui disegni e sulla prove di arte incisoria dei maestri.
vernissage: 13 maggio 2008. ore 18
ufficio stampa: CLP, STUDIO ESSECI
curatori: Angela Dell’Oca
autori: Cesare Ligari, Pietro Ligari, Vittoria Ligari
patrocini: Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
telefono evento: +39 0248008015
note: Mostre collegate a questa al Museo Diocesano di Milano e al Palazzo delle Stelline di Milano
genere: arte antica, collettiva
email: galleriearte@creval.it
web: www.creval.it

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comunicato stampa
Il 2008 sarà l’anno dei Ligari. Alla dinastia di pittori valtellinesi saranno dedicate ben tre mostre e il riallestimento di una sezione museale.


Alla produzione di Pietro e dei figli Cesare e Vittoria saranno affiancate opere di altri protagonisti del Settecento lombardo e veneto, ambiti nei quali operò la celebre famiglia di artisti valtellinesi.


Il grande “Progetto Ligari” è stato voluto e sostenuto dal Credito Valtellinese quale iniziativa di maggior rilievo delle celebrazioni per il primo secolo di attività dell’Istituto.


Il fulcro della mostra sui Ligari avrà sede a Milano presso la Galleria del Credito Valtellinese (Palazzo delle Stelline), dove saranno esposte le opere fondamentali del percorso artistico della dinastia di pittori, suddivise per aree tematiche: genere sacro, profano e ritratto e nelle sale del Museo Diocesano dove saranno invece presentate opere di Pietro, Cesare e Vittoria, a confronto con dipinti di artisti lombardi e veneti che precedono o affiancano la carriera dei Ligari.


A Sondrio è in programma a Palazzo Sertoli, presso la Galleria Credito Valtellinese, una sezione monografica focalizzata sui disegni e sulla prove di arte incisoria dei maestri.


Completano questa articolata offerta espositiva gli itinerari sul territorio valtellinese e non solo, itinerari che condurranno il visitatore a scoprire e ammirare l’amplissima produzione ligariana ad affresco.


Il tutto sarà preceduto da un organico approfondimento storico e critico sulla dinastia d’artisti, studi che saranno raccolti in due volumi, l’uno dedicato ad un atlante ragionato della intera produzione pittorica dei Ligari, il secondo al catalogo delle opere esposte.


I Ligari prendono nome dall’omonima contrada posta nel territorio comunale di Sondrio. Il capostipite, Giovan Pietro, detto appunto “il Ligari”, nasce da famiglia agiata nel 1686. Dodicenne viene mandato a studiare a Roma a bottega da Lazzaro Baldi, seguace di Pietro da Cortona. Da qui si trasferisce in diverse città dell’Italia centrale e a Venezia per stabilirsi poi a Milano e infine in Valtellina. La sua produzione, improntata ad una personale declinazione del classicismo arricchito da slanci coloristici, è presente in molte città e tocca tutti i temi del sacro (famosissimo il suo “Battesimo della Principessa indiana”), del ritratto e dei temi profani. Personalità eclettica, Pietro è anche architetto, progettista di arredi liturgici, agronomo ed anche inventore di originalissimi orologi.


Cesare, oltre che allievo del padre, fu a Venezia scolaro di Giambattista Pittoni e del Piazzetta. Tornato in patria lavorò per una committenza diversificata, religiosa e privata. La sua pittura non venne sempre apprezzata dai suoi conterranei, ancora legati al classicismo del padre. Così Cesare, importante artista del Settecento lombardo, finì i suoi giorni in povertà nel comasco dove cercava quella fortuna che la sua terra gli negava.


Legata al padre e poi al fratello, Vittoria, quando può agire in autonomia, offre prove di notevole livello, sia che si tratti di dipingere soavi Madonne sia quando le vengono commissionate grandi pale d’altare.


Le mostre di Milano sono curate da Simonetta Coppa e Eugenia Bianchi. La mostra di Sondrio da Angela Dell’Oca.

 
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