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L’ingegno e la mano. Restaurare il mai restaurato
Convegno, preludio delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari, che esamina i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sull’Incoronazione della Vergine.
Comunicato stampa
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LA PALA ALBERGOTTI DI GIORGIO VASARI. UN’OPERA MAI RESTAURATA
Firenze, 13 marzo 2008 L’INGEGNO E LA MANO. Restaurare il mai restaurato è il titolo del convegno, preludio delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari, organizzato dalla Provincia di Arezzo e Confartigianato nazionale con Banca Etruria in qualità di main sponsor (28-30 marzo, Arezzo Palazzo della Provincia sala dei Grandi). Ne hanno parlato oggi – in conferenza stampa - Paolo Cocchi - Assessore alla Cultura Regione Toscana;
Emanuela Caroti - Assessore alla Cultura Provincia Di Arezzo; Isabella Droandi - Restauratrice RICERCA e membro Comitato Scientifico Convegno Arezzo; Giorgio Guerrini - Presidente Confartigianato nazionale; Paolo Schiatti - Vicedirettore Generale Banca Etruria.
A suggerire l’opportunità di un confronto internazionale prima di procedere al restauro – appuntamento eccezionale nel suo genere - sono stati i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sull'opera di Giorgio Vasari, Incoronazione della Vergine.
E’ emerso infatti che la Pala Albergotti - una tra le opere meno indagate dell’artista - sembra non essere mai stata “toccata” da nessun tipo di restauro. E’ questa una caratteristica decisamente rara, e rappresenta una opportunità di conoscenza, di confronto e di condivisione che viene offerta alla comunità scientifica della conservazione attraverso il convegno internazionale che si terrà ad Arezzo il 28, il 29 e il 30 marzo. In questi tre giorni sono stati invitati operatori ed addetti ai lavori da tutto il mondo ad esporre le loro esperienze di restauro e a discutere le problematiche, le tecniche e i materiali che è più opportuno usare.
L’opera, un olio su tavola di 5 metri per 4, con una cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta. è composta da una grande tavola che raffigura l’Assunzione e l’incoronazione della Vergine e due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco e otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante, fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati intorno al 1567. In seguito fu acquistata per 200 scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la sua cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata in Badia durante il radicale restauro della Pieve.
La tavola centrale, che si trova nel cantiere allestito appositamente all’interno della Badia delle sante Flora e Lucilla di Arezzo, sarà visibile per piccoli gruppi guidati durante il convegno, mentre le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette poligonali saranno oggetto della mostra Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della pala Albergotti allestita nella sala del Museo Medievale e moderna fino al 13 aprile e che verrà inaugurata in occasione dell’apertura del convegno il 28 marzo.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Arezzo e dalla Confartigianato, in collaborazione con la Regione Toscana, Comune di Arezzo, Soprintendenza per i Beni APPSAE di Arezzo, Curia Vescovile di Arezzo, Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo, e reso possibile grazie anche al contributo di Banca Etruria che ha una tradizione consolidata in interventi di sponsorizzazione dall’elevata valenza artistica e culturale. Il restauro è a cura di RICERCA.
LA PALA ALBERGOTTI DI GIORGIO VASARI
SCHEDA OPERA
Luogo di conservazione
Arezzo, Badia delle Sante Flora e Lucilla, parete destra del coro
Autore:
Giorgio Vasari (Arezzo 1511 - Firenze 1574) e aiuti (Stradano, Zucchi, Poppi?)
Dipinto raff.:
Incoronazione della Vergine (tavola centrale);
i Santi Donato e Francesco (laterali);
le Sante Chiara (?), Apollonia, Agata, Orsola, Caterina, Lucia, Margherita e Maddalena (tavolette poligonali della centina)
Tecnica e misure:
Olio su tavola; cm 500 x 400; cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta.
Proprietà:
pertinente alla chiesa
Provenienza:
Pieve di Santa Maria di Arezzo, distrutta Cappella Albergotti. Trasferita nel 1865
Alessandra Baroni, Vasari, Stradano, Naldini, Poppi e altri “pittori della Studiolo”, in Arte in terra d’Arezzo. Il Cinquecento, a cura di L. Fornasari e A. Giannotti, Firenze (Edifir) 2004, pp. 178-179:
“…. Vasari tra il 1566 e il 1568 eseguì altre opere per la pieve di Santa Maria di Arezzo alle quali il fiammingo [Stradano], e forse non solo lui, prese parte. Nel 1567 Vasari consegna a Filippo Salviati a Firenze la pala con l’Assunzione e Incoronazione della Vergine […] oggi anch’essa nella Badia delle Sante Flora e Lucilla , acquistata da Nerozzo Albergotti per essere collocata nel nuovo altare di famiglia costruito in Pieve nel 1570 […]. L’impostazione della scena, così prossima, salvo che nella forma centinata, al dipinto della Badia Fiorentina di ugual soggetto databile agli stessi anni, non è lontana dall’Ascensione dipinta da Stradano nel 1569 per l’Altare Asini in Santa Croce a Firenze. E non è escluso che possa aver partecipato all’esecuzione della pala Salviati, anche Jacopo Zucchi, già attivo nell’Appartamento di Eleonora in Palazzo Vecchio accanto allo Stradano […] e in modo più consistente, di fianco al giovane Poppi, nella decorazione ‘fissa’ dello Studiolo di Francesco I.”
Dalle Ricordanze di Giorgio Vasari (trascritto da A. Baroni, foglio 27v):
“Ricordo come nel resto di quest’anno finii una tavola di braccia sette alta drentovi gli apostoli che stanno a vedere la Nostra Donna andata in cielo et Cristo che la incorona che fu fatta per Filippo Salviati et oggi data per condursi in Arezzo nella Cappella di Messer Nerozzo Albergotti la quale la pagata scudi duegento: in Arezzo per Ser Pietro mio fratello a Gerolamo Camaiani scudi 200”
Maria Mercantini, La Pieve di S. Maria ad Arezzo. Tumultuose vicende di un restauro ottocentesco, Arezzo 1982, pp. 15, 69-71
[L’autrice rinvenne dei documenti nell’Archivio della Curia Vescovile aretina che informano di come, mentre si lavorava per rifondare l’altare Albergotti secondo il progetto di Vasari, fu trovata un’urna con i resti del patrono di Arezzo, San Donato.
Il ritrovamento, descritto in una lettera del vescovo Bernardo Minerbetti a Vasari, accadde la sera del 27 novembre 1570]
Notizie su Messer Nerozzo:
di Giovanni di Antonio Albergotti era il padrino del nipote di Giorgio Vasari, figlio di suo fratello Pietro, che era nato nel 1562 e si chiamava anche lui Giorgio. Alla morte di Vasari fu anche suo esecutore testamentario. Fu a lungo Rettore della Fraternita dei Laici.
IL RESTAURO
Committente:
Parrocchia della Badia delle Sante Flora e Lucilla (Don Vezio Soldani)
(finanziamento per donazione alla parrocchia)
Alta Vigilanza:
Soprintendenza per i Beni APPSAE di Arezzo (Dott.ssa Paola Refice)
Restauratori:
R.I.C.E R: C.A., Arezzo (Paola Baldetti, Marzia Benini, Isabella Droandi)
Via Mazzini 1, 52100 Arezzo
(tel. +39057528670; e-mail: ricercarestauro@inwind.it )
Restauro del supporto:
Thierry Radelet, Torino
Indagini scientifiche:
Thierry Radelet, Giuseppe Laquale, Gianluca Poldi, Pier Andrea Mandò e collaboratori (Univ. di Firenze), Stefano Volpin, Antonella Casoli e collaboratori (Univ. di Parma), Costanza Miliani e collaboratori (Univ. di Perugia)
Movimentazione dell’opera e costruzione del cantiere:
Impresa edile ZANNI 3 srl, Monte San Savino (AR)
Documentazione fotografica:
Foto Tavanti - Roberto Rossi, Arezzo
R.I.C.E R: C.A., Arezzo
T. Radelet, Torino
Firenze, 13 marzo 2008 L’INGEGNO E LA MANO. Restaurare il mai restaurato è il titolo del convegno, preludio delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari, organizzato dalla Provincia di Arezzo e Confartigianato nazionale con Banca Etruria in qualità di main sponsor (28-30 marzo, Arezzo Palazzo della Provincia sala dei Grandi). Ne hanno parlato oggi – in conferenza stampa - Paolo Cocchi - Assessore alla Cultura Regione Toscana;
Emanuela Caroti - Assessore alla Cultura Provincia Di Arezzo; Isabella Droandi - Restauratrice RICERCA e membro Comitato Scientifico Convegno Arezzo; Giorgio Guerrini - Presidente Confartigianato nazionale; Paolo Schiatti - Vicedirettore Generale Banca Etruria.
A suggerire l’opportunità di un confronto internazionale prima di procedere al restauro – appuntamento eccezionale nel suo genere - sono stati i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sull'opera di Giorgio Vasari, Incoronazione della Vergine.
E’ emerso infatti che la Pala Albergotti - una tra le opere meno indagate dell’artista - sembra non essere mai stata “toccata” da nessun tipo di restauro. E’ questa una caratteristica decisamente rara, e rappresenta una opportunità di conoscenza, di confronto e di condivisione che viene offerta alla comunità scientifica della conservazione attraverso il convegno internazionale che si terrà ad Arezzo il 28, il 29 e il 30 marzo. In questi tre giorni sono stati invitati operatori ed addetti ai lavori da tutto il mondo ad esporre le loro esperienze di restauro e a discutere le problematiche, le tecniche e i materiali che è più opportuno usare.
L’opera, un olio su tavola di 5 metri per 4, con una cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta. è composta da una grande tavola che raffigura l’Assunzione e l’incoronazione della Vergine e due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco e otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante, fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati intorno al 1567. In seguito fu acquistata per 200 scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la sua cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata in Badia durante il radicale restauro della Pieve.
La tavola centrale, che si trova nel cantiere allestito appositamente all’interno della Badia delle sante Flora e Lucilla di Arezzo, sarà visibile per piccoli gruppi guidati durante il convegno, mentre le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette poligonali saranno oggetto della mostra Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della pala Albergotti allestita nella sala del Museo Medievale e moderna fino al 13 aprile e che verrà inaugurata in occasione dell’apertura del convegno il 28 marzo.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Arezzo e dalla Confartigianato, in collaborazione con la Regione Toscana, Comune di Arezzo, Soprintendenza per i Beni APPSAE di Arezzo, Curia Vescovile di Arezzo, Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo, e reso possibile grazie anche al contributo di Banca Etruria che ha una tradizione consolidata in interventi di sponsorizzazione dall’elevata valenza artistica e culturale. Il restauro è a cura di RICERCA.
LA PALA ALBERGOTTI DI GIORGIO VASARI
SCHEDA OPERA
Luogo di conservazione
Arezzo, Badia delle Sante Flora e Lucilla, parete destra del coro
Autore:
Giorgio Vasari (Arezzo 1511 - Firenze 1574) e aiuti (Stradano, Zucchi, Poppi?)
Dipinto raff.:
Incoronazione della Vergine (tavola centrale);
i Santi Donato e Francesco (laterali);
le Sante Chiara (?), Apollonia, Agata, Orsola, Caterina, Lucia, Margherita e Maddalena (tavolette poligonali della centina)
Tecnica e misure:
Olio su tavola; cm 500 x 400; cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta.
Proprietà:
pertinente alla chiesa
Provenienza:
Pieve di Santa Maria di Arezzo, distrutta Cappella Albergotti. Trasferita nel 1865
Alessandra Baroni, Vasari, Stradano, Naldini, Poppi e altri “pittori della Studiolo”, in Arte in terra d’Arezzo. Il Cinquecento, a cura di L. Fornasari e A. Giannotti, Firenze (Edifir) 2004, pp. 178-179:
“…. Vasari tra il 1566 e il 1568 eseguì altre opere per la pieve di Santa Maria di Arezzo alle quali il fiammingo [Stradano], e forse non solo lui, prese parte. Nel 1567 Vasari consegna a Filippo Salviati a Firenze la pala con l’Assunzione e Incoronazione della Vergine […] oggi anch’essa nella Badia delle Sante Flora e Lucilla , acquistata da Nerozzo Albergotti per essere collocata nel nuovo altare di famiglia costruito in Pieve nel 1570 […]. L’impostazione della scena, così prossima, salvo che nella forma centinata, al dipinto della Badia Fiorentina di ugual soggetto databile agli stessi anni, non è lontana dall’Ascensione dipinta da Stradano nel 1569 per l’Altare Asini in Santa Croce a Firenze. E non è escluso che possa aver partecipato all’esecuzione della pala Salviati, anche Jacopo Zucchi, già attivo nell’Appartamento di Eleonora in Palazzo Vecchio accanto allo Stradano […] e in modo più consistente, di fianco al giovane Poppi, nella decorazione ‘fissa’ dello Studiolo di Francesco I.”
Dalle Ricordanze di Giorgio Vasari (trascritto da A. Baroni, foglio 27v):
“Ricordo come nel resto di quest’anno finii una tavola di braccia sette alta drentovi gli apostoli che stanno a vedere la Nostra Donna andata in cielo et Cristo che la incorona che fu fatta per Filippo Salviati et oggi data per condursi in Arezzo nella Cappella di Messer Nerozzo Albergotti la quale la pagata scudi duegento: in Arezzo per Ser Pietro mio fratello a Gerolamo Camaiani scudi 200”
Maria Mercantini, La Pieve di S. Maria ad Arezzo. Tumultuose vicende di un restauro ottocentesco, Arezzo 1982, pp. 15, 69-71
[L’autrice rinvenne dei documenti nell’Archivio della Curia Vescovile aretina che informano di come, mentre si lavorava per rifondare l’altare Albergotti secondo il progetto di Vasari, fu trovata un’urna con i resti del patrono di Arezzo, San Donato.
Il ritrovamento, descritto in una lettera del vescovo Bernardo Minerbetti a Vasari, accadde la sera del 27 novembre 1570]
Notizie su Messer Nerozzo:
di Giovanni di Antonio Albergotti era il padrino del nipote di Giorgio Vasari, figlio di suo fratello Pietro, che era nato nel 1562 e si chiamava anche lui Giorgio. Alla morte di Vasari fu anche suo esecutore testamentario. Fu a lungo Rettore della Fraternita dei Laici.
IL RESTAURO
Committente:
Parrocchia della Badia delle Sante Flora e Lucilla (Don Vezio Soldani)
(finanziamento per donazione alla parrocchia)
Alta Vigilanza:
Soprintendenza per i Beni APPSAE di Arezzo (Dott.ssa Paola Refice)
Restauratori:
R.I.C.E R: C.A., Arezzo (Paola Baldetti, Marzia Benini, Isabella Droandi)
Via Mazzini 1, 52100 Arezzo
(tel. +39057528670; e-mail: ricercarestauro@inwind.it )
Restauro del supporto:
Thierry Radelet, Torino
Indagini scientifiche:
Thierry Radelet, Giuseppe Laquale, Gianluca Poldi, Pier Andrea Mandò e collaboratori (Univ. di Firenze), Stefano Volpin, Antonella Casoli e collaboratori (Univ. di Parma), Costanza Miliani e collaboratori (Univ. di Perugia)
Movimentazione dell’opera e costruzione del cantiere:
Impresa edile ZANNI 3 srl, Monte San Savino (AR)
Documentazione fotografica:
Foto Tavanti - Roberto Rossi, Arezzo
R.I.C.E R: C.A., Arezzo
T. Radelet, Torino
28
marzo 2008
L’ingegno e la mano. Restaurare il mai restaurato
Dal 28 al 30 marzo 2008
incontro - conferenza
Location
PALAZZO DELLA PROVINCIA
Arezzo, Via Ricasoli, 27, (Arezzo)
Arezzo, Via Ricasoli, 27, (Arezzo)
Vernissage
28 Marzo 2008, ore 15
Ufficio stampa
STUDIO TORRICELLI
Ufficio stampa
STUDIO ESTER DI LEO
Autore




