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arte contemporanea, collettiva RACCOLTA MANZU' ​ Via Laurentina 72 Ardea 00040

Ardea (RM) - dal 2 aprile al 15 luglio 2008

Giacomo Manzù - Grafica Autobiografica 1937-1980

Giacomo Manzù - Grafica Autobiografica 1937-1980

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RACCOLTA MANZU'
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Via Laurentina 72 (00040)
+39 069135022
gnam@arti.beniculturali.it
www.museomanzu.beniculturali.it
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Un excursus cronologico tra un’ottantina di opere appartenenti alla collezione grafica della Raccolta stessa
orario: lun 14 - 19 / mar-dom 9 - 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 2 aprile 2008. ore 17.30
editore: ELECTA
curatori: Marcella Cossu
autori: Giacomo Manzù
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra , a cura di Marcella Cossu, direttore della Raccolta Manzù, consiste in un excursus cronologico tra un’ottantina di opere appartenenti alla collezione grafica della Raccolta stessa ( costituita da oltre trecento opere su carta, tra disegni, incisioni e bozzetti teatrali), opportunamente riproposta in questa occasione al pubblico degli studiosi e dei frequentatori delle grandi mostre internazionali fin qui organizzate, a partire dagli anni novanta, dalla Galleria nazionale su Manzù; per i più giovani buona parte delle opere presenti può risultare addirittura inedita. Il percorso espositivo è suddiviso nei quattro decenni che vanno dal 1940 al 1980; il primo periodo, il meno ricco di opere ma non per questo il meno significativo, conta fra le altre due caricature politiche, Fascista e Tripartito, del periodo 1941-1943, che avvicinano l’artista, solitamente classico e misurato anche nelle opere di denuncia più cruda, alla vena grottesca e satirica della grafica contemporanea di Mino Maccari e Mario Mafai; di grande interesse risulta lo Studio del 1949- ricco di annotazioni autografe dell’artista sul complesso e contrastato programma iconografico dei singoli episodi che compongono l’opera - per il bozzetto della Porta di San Pietro, la cui commissione ufficiale Manzù riceve tre anni dopo. Il decennio 1950-1960 è principalmente caratterizzato dall’incontro con Inge, ballerina classica, e dagli innumerevoli ritratti femminili e disegni sul tema della danza che ne conseguono, e dei quali la stessa risulta ormai essere unica protagonista e modella. Da ricordare, i due studi analoghi per un episodio della Porta dell’Amore di Salisburgo (1955-1958, la Decollazione del Beato Kolland), nonché la serie delle litografie per illustrare il poema di Salvatore Quasimodo “ Il falso e vero verde” del 1954. Il decennio seguente raccoglie fino al ’63 una serie di disegni e schizzi preparatori per singoli episodi della Porta della Morte inaugurata nel ’64, nonché ritratti di Papa Giovanni e dei suoi principali collaboratori, Monsignor Giuseppe De Luca e Monsignor Loris Capovilla, mentre dal ’65 al ’70 Manzù si dedica principalmente, in grafica come in scultura, a tematiche che rispecchiano la raggiunta conquista della serenità familiare ed esistenziale, quali i cicli degli Amanti,Striptease, Spielerei, con i giochi dei figli Giulia e Mileto in piedi sul carro. Dal ‘64 inizia l’importante attività di scenografo e creatore di bozzetti teatrali di Manzù, esemplificata dalla tempera su carta Edipo del ‘64, eseguita per l’Oedipus Rex di Strawinsky, rappresentato all’Opera di Roma nello stesso anno. Di particolare interesse risulta il gruppo dei disegni per la terza ed ultima Porta di Manzù, quella della Pace e della Guerra ( Rotterdam 1965-1968). Conclude il percorso l’unica acquaforte del 1980 presente in Raccolta, Ragazza II, che si distacca dal corpus delle incisioni del decennio 1970-1980 per le dimensioni decisamente maggiori e un’insolita policromia, chiudendo di fatto la favola grafico-autobiografica della Raccolta Manzù.
Il catalogo della mostra, edito da Electa Mondadori e curato da Marcella Cossu; la sezione riguardante la biografia dell’artista è a cura di Chiara Fabi, ricercatore preso la Facoltà di Lettere dell’Università di Udine.
 
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