Mimmo Rotella - Al tavolo da disegno. Opere su carta 1947-1950 3078 utenti online in questo momento
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arte contemporanea, collettiva ZONCA & ZONCA ​ Via Ciovasso 4 Milano 20121

Milano - dall'otto maggio al 14 giugno 2008

Mimmo Rotella - Al tavolo da disegno. Opere su carta 1947-1950
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Mimmo Rotella - Al tavolo da disegno. Opere su carta 1947-1950
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Mimmo Rotella, senza titolo, 1949, inchiostro su carta, cm 21x30
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ZONCA & ZONCA
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Via Ciovasso 4 (20121)
+39 0272003377 , +39 0272003369 (fax)
info@zoncaezonca.com
www.zoncaezonca.com
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Prima del décollage. La produzione giovanile di Mimmo Rotella per la prima volta in mostra a Milano: 60 opere su carta, in buona parte inedite, del periodo 1946-1950.
orario: Dal Lunedì al Venerdì h.10-13 e h.15.30-19.30
Sabato e domenica su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 8 maggio 2008. dalle ore 18.30
catalogo: in galleria. a cura di Alberto Fiz
editore: ELECTA
curatori: Alberto Fiz
autori: Mimmo Rotella
patrocini: In collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Prima del décollage. La produzione giovanile di Mimmo Rotella per la prima volta in mostra a Milano.
Giovedì 8 maggio alle ore 18,30 la galleria Zonca & Zonca di Milano inaugura una personale di Mimmo Rotella che comprende 60 opere su carta, in buona parte inedite, del periodo compreso tra il 1946 al 1950. L’esposizione, a cura di Alberto Fiz, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e ideata da Piero Mascitti con il contributo scientifico di Chiara Spangaro, rappresenta un’occasione importante per analizzare la produzione giovanile del maestro che nel 1953 impose il décollage, il celebre strappo che rappresentò una vera e propria lacerazione del sistema formale aprendo nuovi varchi alla percezione e alla relazione tra arte e vita.
In questa mostra, aperta sino al 15 giugno, si prende in esame il processo creativo che ha portato alla nascita del décollage proponendo, per la prima volta a Milano, disegni, schizzi, tempere, elaborati durante gli anni di formazione dove Rotella si impose per la sua vena sperimentale: “Alla mia arte sono arrivato attraverso tutte le esperienze. Giunto a Roma dipinsi diversi quadri in stile figurativo espressionista, surrealista, ed anche cubista; non ne fui mai contento. Poi pensai all’astrattismo geometrico”.
Una rassegna che consente di ripercorrere l’ampio dibattito artistico sviluppato in Italia in un periodo di profonda trasformazione come quello della seconda metà degli anni Quaranta. A quell’epoca Rotella era già una figura di spicco come dimostrano gli stretti rapporti intercorsi tra lui e l’Art Club, l’associazione indipendente di artisti proveniente da diversi paesi del mondo che nel 1945 vide tra i suoi fondatori Enrico Prampolini. Nel 1949 Rotella venne invitato alla III Mostra annuale dell’Art Club alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e qualche mese dopo era presente a Palazzo Carignano di Torino alla I Mostra Internazionale dell’Art Club. Le sue ricerche astratte, insomma, s’imposero rapidamente all’attenzione degli osservatori più acuti nell’ambito di un’indagine dove, come afferma lui stesso nella sua autobiografia, non mancano riferimenti a Kandinsky e a Mondrian.
“Rotella”, afferma Alberto Fiz nel suo saggio in catalogo, “non è solo un ottimo disegnatore ma, sin dai suoi esordi, dimostra una capacità di analisi e di sintesi del segno che lo conduce verso un superamento degli aspetti formali a favore di una visione problematica dell’opera in base ad un atteggiamento che caratterizzerà tutta la sua ricerca”.
La sua prima mostra personale si svolse a Roma nel 1951 nella sede della galleria Chiurazzi e venne presentata in catalogo dagli amici artisti Piero Dorazio, Achille Perilli e Mino Guerrini. Dorazio scriveva senza esitazioni “Rotella è uno dei nostri”, mentre Perilli osservava come “il simbolo geometrico conservi oggi ancora carattere di poesia sì da poterlo usare senza alcun ricordo di ciò che realmente è nell’origine. Rotella si muove con sicurezza tra questi segni e sa raccoglierli in costellazioni”. La mostra milanese consente di riflettere anche sulla prima esperienza americana di Rotella che dal settembre 1951 all’agosto 1952 si trovava alla Kansas City University con una borsa di studio della Fulbright Foundation. Qui realizzò il suo primo grande murale astratto sistemato nei saloni dell’università. L’opera ebbe un grande impatto tanto che il 9 marzo 1952 venne inaugurata una sua mostra personale alla William Rockhill Nelson Gallery of Art di Kansas City.
Si tratta, dunque, di un periodo particolarmente intenso della sua produzione rimasto spesso in ombra che oggi trova la sua giusta valorizzazione con questa mostra che rappresenta un importante contributo scientifico per comprendere, nella sua integrità, una figura fondamentale per l’arte italiana e internazionale come quella di Rotella.
E’ significativo osservare come, in contemporanea con la riscoperta del Rotella giovanile, il museo Marca di Catanzaro ospiti, sino al 18 settembre 2008, una grande mostra, a cura di Alberto Fiz e ideata da Piero Mascitti, dedicata alle opere su lamiera che l’artista ha realizzato nella seconda metà degli anni Ottanta.
La mostra milanese è accompagnata da una monografia edita da Electa dedicata ai disegni e alle opere su carta.
 
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