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arte contemporanea, collettiva MUSEO DI STORIA CONTEMPORANEA ​ Via Sant'andrea 6 Milano 20121

Milano - dall'otto al 18 maggio 2008

Milano. La città si racconta: Trittico: 1978-2008. Moro, l’Italia, la coscienza

Milano. La città si racconta: Trittico: 1978-2008. Moro, l’Italia, la coscienza
MUSEO DI STORIA CONTEMPORANEA
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Via Sant'Andrea 6 (20121)
+39 0276006964 , +39 02783797 (fax), +39 0288465933
museicentro.info@comune.milano.it
www.museodistoriacontemporanea.it
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"Milano. La città si racconta" è l'evento che comprende una mostra-documentario dal titolo "Trittico: 1978-2008. Moro, l'Italia, la coscienza", letture, musiche e uno spettacolo inedito sul tema "Milano e la memoria" in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi a trent'anni dall'assassinio di Aldo Moro
orario: da martedì a domenica h. 10 - 13 / 14 - 19. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 8 maggio 2008. ore 18.30
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Alberto Melloni, Francesca Morselli, Fabio Nardelli, Federco Ruozzi
note: Letture teatrali e musica venerdì 9 h. 15 e sabato 10 maggio h. 17 con D. Biacchessi
Spettacolo venerdì 9 maggio h. 21 con D. Biacchessi e G. Liguori
genere: documentaria

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comunicato stampa
"Milano. La città si racconta" è l'evento che comprende una mostra-documentario dal titolo "Trittico: 1978-2008. Moro, l'Italia, la coscienza", letture, musiche e uno spettacolo inedito sul tema "Milano e la memoria" in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi a trent'anni dall'assassinio di Aldo Moro.

La manifestazione di alto profilo culturale è promossa dal Comune di Milano Assessorato alla Cultura con l'assessore Vittorio Sgarbi, dalle Civiche Raccolte Storiche con il direttore Roberto Guerri e la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, in collaborazione con le Teche Rai e l'Accademia di studi storici Aldo Moro di Roma sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica.
L'evento è realizzato con il patrocinio del Senato della Camera dei deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della fondazione Corriere della Sera.

Giovedì 8 maggio inaugura la mostra-documentario itinerante dal titolo Trittico: 1978-2008. Moro, l'Italia, la coscienza.
Alla mostra si affiancano due giornate create per l'occasione di pièce teatrali, jazz e pianoforte con Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore, e Gaetano Liguori, musicista.

L'esposizione è visitabile da venerdì 9 a domenica 18 maggio presso il Museo di Storia Contemporanea di Milano ed è inoltre visibile sul maxischermo in Piazza Duomo.
In mostra la video-installazione "Trittico" riproduce in dimensioni reali la cella in cui Moro visse per 55 giorni: la prigione di garza si presenta appesa in forma di parallelepipedo in tela, sulle cui facce laterali vengono proiettati in una sequenza continua documentari editi e inediti che ricostruiscono un'immagine intima e poetica dell'uomo, il Moro famigliare, dirigente, credente, attraverso fotografie gentilmente concesse dalla famiglia. Sul lato più ampio scorre il corpo della narrazione e lo schermo è diviso come un trittico: nella parte centrale passano i telegiornali dei giorni che hanno immediatamente preceduto e seguito il rapimento; accanto è collocata l'immagine di Moro che si anima e fa sentire il suo pensiero su problemi, rapporti e temi specifici, mentre nell'altro lato dello schermo prendono forma le immagini di Paolo VI, Dalai Lama, Bachelet, Dossetti, Ruffilli e Tobagi che parlano di Moro e del suo ruolo nella storia d'Italia.

Nell'arco di un’ora i visitatori hanno modo di approfondire con parametri nuovi una vicenda che è una metonimia della storia italiana prima e dopo il 1978.

Fra le innumerevoli fonti che hanno testimoniato la vicenda Moro, quelle televisive –enormi per quantità, imponenti per qualità e interesse– costituiscono una parte significativa nel vasto ambito delle informazioni giornalistiche e mediatiche. Esse hanno ispirato da un lato la tradizionale riproposizione del caso attraverso sequenze di repertorio, inquadrature, citazioni; dall'altro la sua rivisitazione interpretativa artistica attraverso la cinematografia.
La mostra "Trittico" coinvolge diverse città italiane: Bologna presso la Biblioteca di Sala Borsa in Piazza Nettuno; Roma nella Cripta della Chiesa di Santa Lucia in Via delle Carceri; Milano nel maxischermo di Piazza del Duomo e al Museo di Storia Contemporanea; Bari nelle sale del Rettorato dell’Università; Siena a Palazzo del Podestà; Venezia al Centro Candiani; Trento presso il Palazzo della Provincia; Reggio Emilia in Sala giunta del Palazzo Municipale, Modena nell’ex Chiesa di San Paolo e Torino.
L'installazione video-storica itinerante è basata su fonti Rai ed è curata da Alberto Melloni, Fabio Nardelli, Federico Ruozzi, Francesca Morselli per la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII. Le musiche sono di Maurice Ravel, Filippo Del Corno, le esecuzioni di Sentieri selvaggi, Enrico Bernardi.
Milano e la memoria
: venerdì 9 h. 15 e h. 21 e sabato 10 maggio h. 17
Venerdì' 9 maggio alle ore 21, nel giorno in cui si celebra in tutta Italia il ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi, il Museo di Storia Contemporanea di Milano presenta "Milano e la memoria", uno spettacolo creato appositamente per l'occasione incentrato su letture e musiche con Daniele Biacchessi e il musicista Gaetano Liguori: si intrecciano così la tecnica del monologo teatrale, il jazz e il virtuosismo pianistico. Daniele Biacchessi legge pezzi inediti per il teatro narrativo civile, tratti da tre suoi libri che rappresentano tre momenti drammatici della nostra storia: "Il paese della vergogna" (Chiarelettere, 2007) rievoca la tragedia di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969; "Walter Tobagi, morte di un giornalista" (Baldini Castoldi Dalai, 2005) ricorda la figura intensa di Walter Tobagi, inviato ed editorialista del Corriere delle Sera, ucciso il 28 maggio 1980 da una banda di ragazzi di buona famiglia che giocavano alla rivoluzione; "Il caso Sofri" (Editori Riuniti, 1998) commemora l’assassinio del commissario Luigi Calabresi.
In uno scritto di Walter Tobagi del dicembre 1978 leggiamo: "Ho riflettuto tante volte sulla storia di Moro. […] mi sono anche chiesto: e se dovessi sparire di colpo che immagine lascerei alle persone che ho più amato e amo […]? E mi sono risposto che al lavoro affannoso di questi mesi va data una ragione, che io sento molto forte: è la ragione di una persona che si sente intellettualmente onesta, libera e indipendente, e cerca di capire perché si è arrivati a questo punto di lacerazione sociale, di disprezzo dei valori umani".
 
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