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arte contemporanea, collettiva INFINI.TO - PARCO DELL'ASTRONOMIA E DELLO SPAZIO ​ Via Osservatorio 30 Pino Torinese 10025

Pino Torinese (TO) - dal 23 maggio al 15 giugno 2008

Alessandro Scali / Robin Goode - Nanoart. Vedere l’invisibile

Alessandro Scali / Robin Goode - Nanoart. Vedere l’invisibile

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INFINI.TO - PARCO DELL'ASTRONOMIA E DELLO SPAZIO
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Sintesi di un progetto all’estrema avanguardia, è la prima mostra in Italia ad esplorare la nascita di una nuova forma d’arte che utilizza la nanotecnologia per esprimere un’idea inedita del contemporaneo
orario: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.30, sabato e domenica dalle 10 alle 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto d’ingresso al Parco: intero 5 €, ridotto 3 €
vernissage: 23 maggio 2008. ore 18.30
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO GREENGRASS
curatori: Stefano Raimondi
autori: Robin Goode, Alessandro Scali
telefono evento: +39 800329329
genere: arte contemporanea, doppia personale
email: info@viewfest.it
web: www.viewfest.it

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comunicato stampa
Sintesi di un progetto all’estrema avanguardia, Nan°art: vedere l’invisibile è la prima mostra in Italia ad esplorare la nascita di una nuova forma d’arte che utilizza la nanotecnologia per esprimere un’idea inedita del contemporaneo.


Allestita dal 24 maggio al 15 giugno nel suggestivo spazio di Infini.To - Parco dell'Astronomia e dello Spazio, a Pino Torinese, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo, la mostra è promossa da VIEWFest - Festival del cinema digitale (Torino, 6-8 giugno), che la presenta nel suo programma come significativo evento speciale all’interno di nuova sezione, Visual sciences, volta ad esplorare le possibili intersezioni tra le tecnologie di ultima generazione nell’ambito del visuale, l’arte e la scienza attraverso alcuni “casi-studio” di particolare interesse, novità e originalità.


Ideata e curata da Stefano Raimondi, primo critico e curatore d’arte a interessarsi degli sviluppi e delle potenzialità artistiche messe a disposizione dalla nanotecnologia, la mostra presenta sette opere (di cui due inedite) realizzate da Alessandro Scali e Robin Goode in collaborazione con il Laboratorio Materiali e Microsistemi (CHILAB-LATEMAR) del Politecnico di Torino, e diventate ormai un punto di riferimento della nuova disciplina.


LA NANOART, nata agli inizi del nuovo secolo, è infatti, una nuova disciplina artistica che utilizza le caratteristiche e le conoscenze sviluppate dalle nano-tecnologie – ossia di quelle attualissime e rivoluzionarie tecnologie in grado di assemblare e manipolare la materia sulla scala infinitamente piccola del nanometro, ovvero del miliardesimo di metro/ milionesimo di millimetro – per realizzare opere artistiche capaci di stupire i nostri sensi e mettere in dubbio la tradizionale conoscenza della realtà circostante.

Seguita con interesse dai media specializzati (tra cui l’autorevole rivista Nature), dai blog scientifici e filosofici, dai musei e dalle fondazioni artistiche internazionali, la nanoart sfida il confine e la necessità dell’arte percepibile direttamente dall’occhio umano, giocando sul paradosso estetico dell’opera invisibile, ma non per questo inesistente o irreale. Con l’aiuto di personale competente, il pubblico può infatti osservare i lavori in mostra e interagire con essi attraverso microscopi e altre apparecchiature ottiche.


LE OPERE esposte non sono semplici riproduzioni fotografiche di dettagli nanometrici ma creazioni originali che, usando il medium tecnologico come imprescindibile veicolo di significati artistici, riflettono e offrono spunti di riflessione sulla società contemporanea.

Presentata per la prima volta al pubblico, l’opera Artwork risponde in modo tanto diretto, quanto ironico e autoironico, agli interrogativi suscitati dalla stessa nanoarte ed è espressamente e controprovocatoriamente dedicata al filosofo Maurizio Ferraris, sostenitore della necessaria visibilità a occhio nudo dell’opera d’arte.

La seconda opera inedita, Fuoco amico fa esplicito e sconvolgente riferimento – attraverso un proiettile su cui sono incise le debite scuse in diverse lingue – ai numerosi morti per errore, uccisi dai colpi inaspettati degli alleati, di cui sono tragicamente costellate le recenti cronache di guerra.

Prologo ideale della mostra stessa, Oltre le Colonne d’Ercole esprime, con la sua serie di orme dirette verso l’infinito, il desiderio di recuperare la dimensione della sorpresa, del sublime, dell’ignoto: un viaggio al di là del mondo conosciuto, della realtà così com’è abitualmente percepita, alla scoperta di un universo che, seppure invisibile all’occhio umano, esiste ed è regolato da leggi diverse dalle nostre.

Rappresentando l’Africa in scala nanometrica, Dimensione attuale parla invece di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vuole vedere: un continente oggi di rilievo infinitesimale nel panorama mondiale, spesso abbandonato al suo tragico destino. Agli antipodi geo-politici, in Libertà condizionata, invece, a miniaturizzarsi è la Statua della Libertà, ridotta a microscopico simbolo di un sistema in crisi come garante di diritti universali.

Grazie alle nanotecnologie, si varcano confini da sempre considerati insuperabili ed è addirittura possibile far passare un cammello nella cruna di un ago. Accade in La chiave per il Paradiso, opera ironica che gioca con il paradosso biblico per cui “È più facile per un cammello entrare nella cruna di un ago che per un uomo ricco entrare nel regno di Dio”. Di qui la provocazione: l’opera, infatti, sarà messa in vendita su eBay con un valore base d’asta di 1milione di euro.

Il gioco, infine, è in apparenza protagonista anche dell’opera Scemo chi legge: un irriverente divertissement ma anche una metafora dell’inutilità – quando non della pericolosità – di certa tecnologia, se adottata acriticamente o fine a se stessa.



INCONTRO-DIBATTITO. Le domande e le riflessioni suscitate dalla nanoarte sono molteplici e investono campi diversi: dal rapporto tra arte, scienza, e tecnologia, a quello tra oggetto artistico e percezione, fino a coinvolgere lo statuto stesso degli oggetti d’arte (quando, per esempio, possiamo dire che un certo oggetto è un’opera d’arte?).

A questi temi è dedicato sabato 7 giugno, alle ore 17, nella Sala conferenze del Parco, l’incontro-dibattito Tra arte, scienza, e percezione. Accanto all’artista Alessandro Scali e a Stefano Raimondi, curatore e ideatore della mostra, intervengono Maurizio Ferraris, docente di Filosofia teoretica (Università degli Studi di Torino), Rosanna Guidi, docente di Teoria della percezione e Psicologia della forma (Accademia Albertina di Torino), Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, Fabrizio Pirri, professore associato di Fisica della materia (Politecnico di Torino).


CATALOGO. La mostra è corredata da un catalogo bilingue (italiano/inglese), edito da Skira, in cui sono raccolti i saggi dei maggiori esperti di diversi settori, da quello scientifico a quello artistico, da quello storico a quello filosofico ed estetico: Stefano Raimondi, Piero Bianucci, Mauro Carbone, Frances Geesin, Maddalena Mazzocut-Mis, Antonello Negri, Jennifer Palumbo, Fabrizio Pirri, Ottilia Saxl, Kai Simons, Renzo Tomellini, Ugo Volli. Grazie alla ricchezza dei suoi contenuti scientifico/artistici, il catalogo costituisce un testo di riferimento a livello internazionale per la conoscenza della nuova disciplina artistica.

ALESSANDRO SCALI, 35 anni, torinese, e ROBIN TREVOR GOODE, 29 anni, sudafricano di Cape Town residente in Italia, iniziano il loro sodalizio artistico nel 2003, con il progetto Paperkut, ed espongono per la prima volta insieme nel 2004 a Madrid. Nello stesso anno, fondano la Kut Communications, agenzia di comunicazione con sede a Torino e Londra, e danno l’avvio alla sperimentazione della nanoarte, che porterà, nel 2006, alla realizzazione della prima opera, Oltre le colonne d'Ercole.


VISUAL SCIENCES. Nei giorni di VIEWFest, la mostra diventa il centro della riflessione sulle tecnologie legate alla visione proposta dal Festival attraverso una serie di proiezioni dedicate al rapporto tra arte e percezione nelle dimensioni del micro e del macroscopico, dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, e un incontro/dibattito volto ad analizzare i riflessi che il concetto di nanoart può avere in altri ambiti e discipline: dall’estetica, all’etica, alla filosofia.



Proiezioni (6-8 giugno, negli orari di apertura della mostra)


The Making of

A integrazione della mostra, il video che documenta le diverse fasi di realizzazione di opere così immediate eppure così complesse e in cui è possibile vedere il processo di creazione in atto grazie all’interazione tra il Laboratorio Materiali e Microsistemi del Politecnico di Torino e i due artisti.


Iperuranio, di Carlo Turri

Un video che indaga e mette in rapporto la geometria frattale e il mondo naturale.


Formation of a Spyral Galaxy

Realizzato dall’Osservatorio astronomico di Tokio all’interno del Four-Dimensional Digital Universe Project, il video riproduce, grazie al digitale, il procedimento di formazione che porta alla creazione delle galassie: ogni secondo nel film rappresenta il passaggio di milioni di anni.


Power of Ten, di Charles and Ray Eames

A coronamento del rapporto instaurato tra percepibilità e scala micro/macroscopica, viene riproposto il celebre video realizzato nel 1977 per IBM in cui la telecamera porta lo spettatore in un viaggio che parte da un parco di Chicago e arriva nell’universo, per poi ricadere in pochi secondi verso terra, entrare nella mano di una persona e arrivare a un piccolo quark dentro le sue cellule.


 
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