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arte contemporanea, collettiva ARCHIVIO DI STATO ​ Piazza Castello 209 Torino 10124

Torino - dal 4 al 27 aprile 2008

Nobuyoshi Araki - Araki Gold

Nobuyoshi Araki - Araki Gold

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ARCHIVIO DI STATO
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Piazza Castello 209 (10124)
+39 011540382 , +39 011546176 (fax)
as-to@beniculturali.it
www.archiviodistatotorino.it
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In mostra una scelta di opere uniche, seminali, capaci di tracciare per episodi fondamentali la storia ormai quarantennale di questo grande maestro dell'obiettivo, celebre e celebrato in tutto il mondo, che si è reso disponibile a collaborare al progetto, oltre che con il prestito di una serie di fotografie scelte nell'ambito di tutta la sua produzione e la presentazione di alcuni lavori inediti
orario: martedì - venerdì 12.00 - 19.00, sabato e domenica 10.00 - 19.00. Chiuso: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 4 aprile 2008.
editore: SKIRA
ufficio stampa: Marcella Ghio tel. +39 06 69980238 fax +39 06 69921454
portatile +39 335 6821996 mghio@beniculturali.it
curatori: Filippo Maggia
autori: Nobuyoshi Araki
patrocini: Istituto Giapponese di Cultura
genere: fotografia, arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra dedicata all'artista-fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, che sarà presentata al pubblico a Roma, nella sede espositiva di Palazzo Fontana di Trevi, e poi in aprile a Torino, presso l'Archivio di Stato, è organizzata dall'Istituto Nazionale per la Grafica nell'ambito del programma pluriennale Vetrine alla Calcografia, ciclo di mostre dedicate dall'Istituto all'arte contemporanea, promosso dalla Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee e sostenuto dalla Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo.

Nobuyoshi Araki, uno dei più controversi e più rappresentativi artisti della contemporaneità - che da un breve esordio nella pittura è poi passato alla fotografia prediligendola quale forma quasi esclusiva della propria espressività - è l'autore scelto quest'anno dall'Istituto quale testimone ed esempio particolarmente emblematico e fecondo del linguaggio fotografico contemporaneo. Nell'arco di tutta la sua lunga e poliedrica attività creativa, l'artista ha utilizzato infatti la fotografia nei suoi diversi generi e nelle sue varie accezioni e possibilità iconiche, spingendole spesso fino ai limiti estremi di visioni parossistiche e iperreali, esteticamente sofisticate e sublimi.


In mostra una scelta di opere uniche, seminali, capaci di tracciare per episodi fondamentali la storia ormai quarantennale di questo grande maestro dell'obiettivo, celebre e celebrato in tutto il mondo, che si è reso disponibile a collaborare al progetto, oltre che con il prestito di una serie di fotografie scelte nell'ambito di tutta la sua produzione e la presentazione di alcuni lavori inediti, specificamente dedicati alla mostra romana, anche con un soggiorno a Roma e la presenza all'evento inaugurale.

Fra i lavori esposti: l’album Tokyo Diary 2003-2007, racconto quotidiano degli ultimi cinque anni del maestro giapponese attraverso singole e selezionate immagini scelte fra le centinaia ogni giorno da lui eseguite; le cinque serie, composte da 20/25 fotografie ognuna e realizzate negli anni Ottanta e Novanta, appartenenti al gruppo Some Stories, che narrano di vicende amorose nei villaggi del Giappone tradizionale, fra templi e foreste di bambù come fondali dipinti, e quelle altrettanto intense che invece si perdono fra le strade e le piccole abitazioni di Tokyo. Una selezione di circa 300 fotografie prodotte da Araki a Ginza negli anni Sessanta e Settanta, sino ad oggi mai presentate: vere e proprie Street Photographs realizzate in quello che è oggi il centro della moda e finanziario di Tokyo, che lucidamente esplorano e registrano i cambiamenti in atto nella società giapponese di quegli anni, in pieno boom economico.

A questo già cospicuo e unico corpo di opere si affiancano ricche selezioni di famose e in molti casi inedite fotografie scelte nella vastissima produzione di Araki, tra le quali i nudi “bondage”, che di lui hanno fatto sovente parlare come di un fotografo scandaloso al limite del pornografico, ma soprattutto i delicatissimi ritratti della ricca e nobile borghesia giapponese, quelli di personaggi celebri del mondo dell’arte e dello spettacolo e quelli di famiglie comuni. Completano infine l'esposizione 50 fotografie a colori dalla serie Color Rays, gli immancabili Flowers e ben 5000 Polaroid.


La mostra e l'esaustivo volume che l'accompagna, edito da Skira, sono a cura di Filippo Maggia.
 
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