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arte contemporanea, collettiva CENTRO ARTI VISIVE - PESCHERIA ​ Corso XI Settembre 184 Pesaro 61100

Pesaro (PU) - dal 12 luglio al 14 settembre 2008

Scipione / Licini / Cucchi - Il segno marchigiano
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Scipione / Licini / Cucchi - Il segno marchigiano
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Scipione
“Il profeta in vista di Gerusalemme”, 1930
Olio su tavola, cm 42x46,7
Courtesy Collezione privata, Milano

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CENTRO ARTI VISIVE - PESCHERIA
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Corso XI Settembre 184 (61100)
+39 0721387651 , +39 0721387652 (fax)
centroartivisive@comune.pesaro.pu.it
www.centroartivisivepescheria.it
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Per la prima volta vengono messi a confronto tre protagonisti dell’arte del Ventesimo Secolo, caratterizzati da un’espressività visionaria che viene fatta risalire alle loro origini in terra marchigiana: Scipione a Macerata, Licini a Monte Vidon Corrado (AP) e Cucchi a Morro d’Alba (AN)
vernissage: 12 luglio 2008. ore 18.30
editore: SKIRA
curatori: Francesca Morelli, Federica Pirani, Ludovico Pratesi
autori: Enzo Cucchi, Osvaldo Licini, Scipione Scipione
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Sabato 12 luglio 2008 alle ore 18.30 si inaugura presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, la mostra “Il segno marchigiano. Scipione, Licini,

Cucchi”. Per la prima volta vengono messi a confronto tre protagonisti dell’arte del Ventesimo Secolo, caratterizzati da un’espressività visionaria che viene fatta risalire alle loro origini in terra marchigiana: Scipione a Macerata, Licini a Monte Vidon Corrado (AP) e Cucchi a Morro d’Alba (AN).


La mostra intende indagare le relazioni artistiche esistenti tra le ricerche dei tre artisti, con l’ intento di metterne a fuoco le affinità stilistiche ed espressive legate alla loro capacità di creare un immaginario fantastico, sospeso tra sogno e realtà, che si nutre di suggestioni provenienti dalla particolare posizione geografica delle Marche, circondate dagli Appennini e affacciate sul mare Adriatico. Una “marchigianità” che si può identificare in una pennellata capace di coniugare insieme quotidianità e visione, mito e tradizioni popolari, cieli tersi e morbide colline che caratterizzano il paesaggio di una regione plurale che sembra sfuggire ad ogni definizione.


Il percorso espositivo, suddiviso tra Palazzo Montani Antaldi e il Centro Arti Visive Pescheria, presenta una quindicina tra dipinti e disegni di ciascun artista, per un totale di 42 opere, provenienti da prestigiosi musei italiani come il MART di Rovereto, la Galleria Civica di Modena e la GAM di Torino, e alcune importanti collezioni private .


Scipione è rappresentato da rari olii su tavola come Il Colosseo (1931), l’Autoritratto (1927-28) e soprattutto il Profeta in vista di Gerusalemme (1930), che viene esposto al pubblico per la prima volta dopo quarant’anni, accompagnati da alcuni disegni come la Flagellazione (1929) e il Cardinale Vannutelli sul letto di morte (1930).

Di Osvaldo Licini si potranno ammirare alcuni importanti dipinti come La sera (Grande) (1950), Amalasunta occhio giallo (1950), Amalasunta con trombetta su fondo giallo (1949) e Gli Amanti (1953) ai quali si accompagnano numerosi disegni, tra i quali Olandese Volante (1956) e La Patetica (1950).

Il particolare rapporto tra Enzo Cucchi e le Marche viene documentato da capolavori come Paesaggio Barbaro (1983), Quadro minore marchigiano (1979) Quadro Santo (1980) e Carro di fuoco (1981), accostati ad alcuni disegni giovanili di notevole intensità, come Disegno col pane (1978) .


“Una rassegna complessa e impegnativa,- scrive Ludovico Pratesi -, che vede Pesaro come ideale punto di congiunzione tra Macerata, città natale di Scipione,Monte Vidon Corrado, il borgo natio di Licini in provincia di Ascoli Piceno, e Ancona, patria di Enzo Cucchi.

Grazie a loro la Pescheria e il palazzo Montani Antaldi, la prestigiosa sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, diventano magici spazi dove far incontrare Cardinal Decani e Amalasunte, Angeli Ribelli e Paesaggi Barbari , Olandesi Volanti e Carri di Fuoco.”


La mostra è curata da un comitato scientifico composto da Francesca Morelli, Federica Pirani e Ludovico Pratesi.

Curatori delle sezioni: Francesca Morelli-Scipione, Federica Pirani- Osvaldo Licini, Ludovico Pratesi-Enzo Cucchi


Il catalogo della mostra, edito da Skira, contiene un’introduzione della storica dell’arte Maria Teresa Benedetti, i saggi dei tre curatori e le riproduzioni fotografiche di tutte le opere presenti in mostra.

 
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