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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DI SAN GIUSTO ​ Piazza Della Cattedrale 3 Trieste 34121

Trieste - dal 29 luglio 2008 al 3 maggio 2009

Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ‘300
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San Giusto regge il modellino della città, affresco, 1380 ca. conservato nella cappella di San Giovanni adiacente alla cattedrale di San Giusto.
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CASTELLO DI SAN GIUSTO
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Piazza Della Cattedrale 3 (34121)
+39 040309362 , +39 0406754065 (fax)
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San Giusto torna alle proprie origini. Il castello che, con l’omonima Basilica domina la città di Trieste e che di Trieste è simbolo, in questi anni è stato oggetto di un radicale intervento di restauro, intervento che può ora ritenersi quasi completato per l’intero “cuore” dell’antico complesso fortificato
orario: 9-19 da aprile ad ottobre; 9-17 da novembre a marzo; chiusure 1/1, 6/1, 25 e 26/12.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero: € 3,50; ridotto: € 2,50; servizio didattico: € 2,50
vernissage: 29 luglio 2008. ore 18
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Paolo Cammarosano, Bianca Cuderi
patrocini: Comune di Trieste, Assessorato alla Cultura Servizio Bibliotecario Urbano e Civici Musei di Storia ed Arte
genere: documentaria, archeologia, arte antica

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comunicato stampa
San Giusto torna alle proprie origini. Il castello che, con l’omonima Basilica domina la città di Trieste e che di Trieste è simbolo, in questi anni è stato oggetto di un radicale intervento di restauro, intervento che può ora ritenersi quasi completato per l’intero “cuore” dell’antico complesso fortificato.

Per presentare il castello ritrovato, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, con il Servizio Bibliotecario Urbano, i Civici Musei di Storia e Arte, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste-Dipartimento di Storia e Storia dell’Arte, ha programmato una grande mostra che consentirà di vedere e capire com’era Trieste in epoca medioevale, con particolare attenzione al Trecento, secolo che segnò in modo decisivo i destini di questa città.
Paolo Cammarosano, presidente del Comitato scientifico che ha coordinato l’iniziativa, rileva: “Lungo tutto lo svolgimento del secolo Quattordicesimo prese salda fisionomia una compagine di famiglie che organizzarono produzione di leggi e amministrazione della giustizia, difesa militare, gestione urbanistica e controllo del territorio, coordinamento tra economia pubblica ed economia privata. Il rapporto con l’autorità dei vescovi, rapporto antico ma sempre intenso, conobbe tensioni e riconciliazioni, mentre la chiesa cattedrale esprimeva una sua mirabile monumentalità. La produzione artistica si aperse agli influssi di Venezia e della Lombardia, il giuoco politico conobbe un continuo bilanciamento tra potenze esterne e più forti: Patriarcato di Aquileia, conti di Gorizia, Repubblica di Venezia, e i duchi d’Austria che infine vinsero”.
L’”operazione Medioevo” è scattata già nello scorso autunno: un iniziale convegno, svoltosi a Trieste nel novembre 2007, ha fatto il punto su tutte le questioni storiche e sociali, archeologiche e urbanistiche, artistiche e culturali.
Un “itinerario medievale” guiderà il visitatore nei luoghi topici del Medioevo triestino per tramite di un’apposita segnaletica, facendogli cogliere lo spessore medievale di una città che sarebbe stata sconvolta in età moderna dalla sua stessa espansione. Il percorso riveste anche una valenza squisitamente turistica. Infatti, oltre a possedere un carattere di scientificità, che lo colloca ad ogni effetto tra gli itinerari culturali di Trieste, si sviluppa dal Castello di San Giusto verso il centro città, attraversando luoghi caratteristici e suggestivi della città, solitamente poco frequentati, perché poco conosciuti e non facilmente raggiungibili.
Tutto ha il culmine in una mostra, “Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ‘300”, nella quale c’è un cuore, il castello di San Giusto, simbolo al tempo stesso di una alta sovranità e di una difesa verso l’esterno, e una diffusione attraverso itinerari nelle strade della città e in chiese e musei che non sono stati depauperati dei loro tesori ma sono inseriti nel percorso dell’esposizione.
Nel castello le immagini urbanistiche e le planimetrie, le opere d’arte, le oreficerie, le armi e le suppellettili di uso comune, le epigrafi e le monete si integreranno con una raccolta singolarmente ricca ed articolata di documenti scritti, dai più solenni codici ad atti di natura privata, lettere diplomatiche e registri delle pubbliche amministrazioni, non solo di Trieste ma anche di Venezia e delle cittadine del Patriarcato di Aquileia, così da dare un’immagine precisa dell’”esplosione documentaria” del tardo medioevo. È uno degli aspetti che integra a pieno titolo la storia di Trieste nella civiltà comunale italiana, in quel Trecento che vide in alcune città del nostro Paese produzioni letterarie ed artistiche di livello altissimo e risonanza universale ma ebbe il suo humus in una diffusa cultura, nelle tensioni sociali e politiche e nelle esperienze di governo che segnarono tutte le città. Per tutte il Trecento rappresentò una maturazione e uno snodo fondamentale verso i destini dell’età moderna. Trieste ne offre un caso al tempo stesso singolare ed emblematico.
“Finalmente – osserva l’Assessore alla Cultura Massimo Greco – una grande iniziativa dedicata ad un periodo che, per quanto riguarda Trieste, è stato meno approfondito rispetto ad altre epoche. La Trieste moderna e contemporanea infatti – con la sua peculiare, straordinaria, anche tragica vicenda – ha finito con l’assorbire attenzioni e passioni. Ma non si comprenderebbero tanti rilevanti aspetti della Trieste più recente senza un adeguato riferimento a un secolo-chiave come il Quattordicesimo”.
Il direttore dell’area Cultura e dei Civici Musei di Storia e Arte, Adriano Dugulin, e il direttore del Servizio Bibliotecario Urbano, Bianca Cuderi, che assieme a Paolo Cammarosano dirigono la mostra, dichiarano: “Attraverso le sezioni in cui sarà articolata la mostra si potrà conoscere la fisionomia del paesaggio urbano, la dislocazione degli insediamenti nel contado, il profilo di un’economia agricola intensamente orientata verso la risorsa vinicola. Verrà illustrata la struttura del Comune, con le varie magistrature che la componevano e le leggi che lo governavano. Attraverso gli Statuti, quelli del 1350 impreziositi da magnifici capilettera, i documenti della vita quotidiana – testamenti, patti dotali, contratti di locazione –, le cause civili e penali, i documenti espressi dalla Chiesa, le monete in circolazione all’epoca e le ceramiche utilizzate, si potrà capire come si vivesse allora a Trieste”.
 
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