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arte contemporanea, collettiva GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA ​ Via San Tomaso 53 Bergamo 24121

Bergamo - dal primo ottobre 2008 all'otto febbraio 2009

Giacomo Manzù - Scultore. Gli anni della ricerca. 1938 – 1965
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Giacomo Manzù - Scultore. Gli anni della ricerca. 1938 – 1965
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Giacomo Manzù, Bambina sulla sedia, 1955 ca., bronzo, cm 118x119x60,5, Raccolta Manzù, Ardea
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GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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Via San Tomaso 53 (24121)
+39 035270272 , +39 035236962 (fax)
www.gamec.it
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In occasione del centenario della nascita, la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma celebra nei suoi spazi, dal 1° ottobre 2008 all’8 febbraio 2009, GIACOMO MANZÙ, uno tra i maggiori scultori italiani del XX secolo, che nel capoluogo orobico è nato e col quale ha conservato uno stretto legame.
orario: martedì- domenica: 10.00 – 19.00 giovedì: 10.00 – 22.00; lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 5,00 euro; Ridotto: 3,50 euro
vernissage: 1 ottobre 2008.
editore: ELECTA
ufficio stampa: CLP
curatori: Marcella Cattaneo, Maria Cristina Rodeschini Galati
autori: Giacomo Manzù
note: preview stampa martedì 30 settembre ore 11,30
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra, dal titolo Giacomo Manzù scultore. Gli anni della ricerca. 1938 – 1965, curata da M. Cristina Rodeschini, direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, e Marcella Cattaneo, storica dell’arte, che si avvale di un comitato scientifico composto da Maria Vittoria Marini Clarelli (Soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Livia Velani, Marcella Cossu (direttore della Raccolta Manzù di Ardea), presenterà 60 opere di collezioni pubbliche e private, in grado di ripercorrere il periodo centrale della sua attività che si distingue per il profondo rinnovamento iconografico e per l’eccellenza della qualità plastica. Il progetto espositivo, che prende avvio dalla nota serie delle Crocifissioni realizzate da Manzù tra il 1939 e il 1942, tocca le tematiche più care all’artista: dalla ritrattistica femminile, così intensamente sentita e partecipata dallo scultore, ai ritratti di personalità della cultura alle quali fu legato da rapporti umani e professionali come Carlo Carrà, Eugenio Montale, Cesare Brandi, Oskar Kokoschka, alla suadente interpretazione del nudo femminile. L’innovativa scelta iconografica dei Cardinali, l’incontro con Papa Giovanni XXIII ed il compimento della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, vengono individuati come momenti cruciali della vita artistica di Manzù. In particolare la porta vaticana, che impegnò l’artista dal 1947 al 1964, diviene l’epicentro di una poetica che, nel dialogare con la tradizione, ne rifiuta gli aspetti accademici per dare accesso a una visione della realtà in cui valori umani e storia delle emozioni si saldano in piena alleanza. La scelta di concentrarsi sul periodo 1938 – 1965 metterà in primo piano il contributo dello scultore lombardo alla cultura d’arte del Novecento che, per l’intensità della ricerca condotta entro il dominio di un dichiarato figurativismo, lo pone come una delle personalità di spicco. Il legame della mostra con la riflessione che nel 2008 viene avviata dalla città di Bergamo sulla figura di Giovanni XXIII, a cinquant’anni dall’elezione pontificale, varrà a sottolineare quanto abbia inciso sul lavoro di Manzù la profonda intesa umana con il papa bergamasco. Nel catalogo Electa, i testi di Marcella Cattaneo, Marcella Cossu, M. Cristina Rodeschini, Marco Roncalli, Livia Velani percorrono la vicenda artistica e umana di Manzù, a partire dagli anni Trenta, fino al successo degli anni Sessanta. Ciascuna delle opere in mostra verrà analizzata ripercorrendo la sua genesi ideativa e la sua fortuna critica ed è stata oggetto di una nuova campagna fotografica cura di Jacopo Ferrari. In occasione della mostra, saranno inaugurati degli itinerari in Lombardia legati alla presenza di Manzù, curati da Silvia Carminati.
 
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