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arte contemporanea, collettiva GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA ​ Via San Tomaso 53 Bergamo 24121

Bergamo - dal primo ottobre 2008 all'otto febbraio 2009

Pio Manzù - Quando il mondo era moderno
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Pio Manzù - Quando il mondo era moderno
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Pio Manzù, Fiat 127, (progetto del 1968-'71), da "Auto70", anno IV, n. 37, aprile 1972 ,Archivio Pio Manzù
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GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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Via San Tomaso 53 (24121)
+39 035270272 , +39 035236962 (fax)
www.gamec.it
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L’esposizione ripercorre l’itinerario creativo del designer bergamasco, scomparso a soli trent’anni, cui si devono alcune creazioni che hanno fatto la storia del design italiano, come la Fiat 127 o la lampada Parentesi, creata insieme ad Achille Castiglioni
orario: martedì- domenica: 10.00 – 19.00; giovedì: 10.00 – 22.00; lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 5,00 euro; Ridotto: 3,50 euro
vernissage: 1 ottobre 2008.
editore: ELECTA
ufficio stampa: CLP
curatori: Giacinto di Pietroantonio, Enrico Fagone, Beppe Finessi
autori: Pio Manzù
note: preview stampa martedì 30 settembre ore 11,30
genere: design, arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 1° ottobre 2008 all’8 febbraio 2009, alla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, si tiene la mostra Pio Manzù. Quando il mondo era moderno.

Curata da Giacinto Di Pietrantonio, Beppe Finessi ed Enrico Fagone, l’esposizione ripercorre l’itinerario creativo di Pio Manzù, designer di profilo internazionale.

L’archivio di Pio Manzù, attualmente depositato alla GAMeC, consente di tracciare per la prima volta un percorso completo della sua opera che, nella pur breve esperienza a causa della prematura scomparsa, a soli trent’anni, ha spaziato dal design, alla fotografia, alla grafica editoriale; il percorso articolato nelle quattro sale del secondo piano della galleria, tocca differenti tematiche e mettendo il suo lavoro in relazione con quello di altri designer ed artisti internazionali.

Gli anni degli esordi e della sua formazione alla scuola di Ulm sono oggetto della prima sala in cui si accostano suoi progetti, appunti, schizzi, teorie al lavoro dei docenti e direttori come Max Bill, Tomas Maldonado, ma anche con quello di colleghi come Giovanni Anceschi, Mavigner e artisti e designers italiani Getulio Alviani, Enzo Mari, Gruppo T (Giovanni Ancheschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco) e Gruppo N (Alberto Biasi, Edoardo Landi, Manfredo Massironi, Ennio Chiggio, Toni Costa).

La seconda e terza sala indagano la fase del lavoro di Pio Manzù dedicata al Car design, che gli valse riconoscimenti e premi internazionali: disegni, progetti, foto, modellini relativi alla 127 Fiat e ai Trattori, e i progetti mai prodotti per Autonova, Taxi, Autobus. Molti di questi sono stati realizzati con grande successo sia sul piano della pura ricerca sia del mercato: basti pensare che queste macchine non solo sono pioniere di quelle attuali ma, ad esempio, l'invenzione della scocca superiore per il trattore ridusse del 30% le morti nel lavoro agricolo causate dal ribaltamento dei mezzi.

Agli oggetti è dedicata la sala di chiusura: originali d’epoca - molti di essi ancora oggi campeggiano nelle nostre case e sono considerati ormai dei classici, come il Portaoggetti da scrivania Kartell o la lampada Parentesi disegnata in collaborazione con Achille Castiglioni.

Il catalogo, edito da Electa, presenta contributi di Giacinto Di Pietrantonio, Enrico Fagone, Beppe Finessi e Mario Cresci. Un’ampia selezione di progetti sviluppati da Pio Manzù viene articolata in approfondimenti sulle genesi di ciascuno di essi attraverso testi ed immagini.

Contemporaneamente alla mostra dedicata a Pio Manzù, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea celebra, con un’importante antologica, il padre Giacomo, uno degli scultori più importanti del Novecento italiano, a cent’anni dalla nascita.


 
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