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arte contemporanea, collettiva AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA ​ Viale Pietro De Coubertin 34 Roma 00196

Roma - dal 12 novembre 2008 al 10 gennaio 2009

I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie
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AUDITORIUM - PARCO DELLA MUSICA
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Viale Pietro De Coubertin 34 (00196)
+39 0680241436
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La mostra vuole far riflettere sulla “deteriorabilità” dell’arte contemporanea, sul restauro di un’arte che bruciando si evolve per “consumazione”, superando ogni staticismo estetico e rafforzando sempre più l’aspetto concettuale. L’opera in divenire si rinnova e genera creatività
orario: tutti i giorni dalle 11 alle 20- la domenica dalle 10 alle 20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 novembre 2008. ore 18.30
editore: SKIRA
curatori: Achille Bonito Oliva
autori: Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Giulio Aristide Sartorio, Mario Schifano
genere: arte contemporanea, collettiva
email: ufficiostampa@musicaperroma.it

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comunicato stampa
Dal 12 novembre al 10 gennaio il Foyer dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie.

La mostra, curata da Achille Bonito Oliva, è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e organizzata in collaborazione con il Gruppo Jacorossi.


L’esposizione unisce i percorsi estetici di Mario Schifano, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis e Giulio Aristide Sartorio, non in un’ottica disciplinare artistica, ma attraverso un imprevisto realmente accaduto: l’incendio del 1991 in una falegnameria nel quartiere di S. Lorenzo in Roma, il cui calore raggiunse le circa 60 opere di Jacorossi depositate in un locale adiacente: nel foyer dell’Auditorium saranno esposte le 23 opere di maggiori dimensioni.


Su queste opere gli interventi di restauro si sono limitati ad operazioni di semplice pulimento ed in alcuni casi di sostituzione della tela portante. Schifano e Cucchi non sono volutamente intervenuti sulle opere perché consapevoli del maggiore impatto emotivo prodotto dal fuoco.

Il calore sulle tele ha interagito totalmente con esse, creando ciò che ogni artista avrebbe sempre desiderato: l’opera d’arte totale, un’arte che va oltre se stessa, va oltre l’opera dell’artista; un evento tragico che ne ha trasformato anche l’anima. .

Questi artisti, provenienti da differenti realtà contemporanee, diventano inconsapevolmente uniti da un’unica storia.


La mostra vuole far riflettere sulla “deteriorabilità” dell’arte contemporanea, sul restauro di un’arte che bruciando si evolve per “consumazione”, superando ogni staticismo estetico e rafforzando sempre più l’aspetto concettuale. L’opera in divenire si rinnova e genera creatività.

Queste riflessioni sollecitano sia la questione dei limiti del restauro di opere realizzate in genere con materiali deperibili, sia la questione della loro immortalità, la quale trova il suo fondamento non nell’aspetto materico ma in quello prettamente concettuale. Sarebbe un errore evitare, con il tradizionale restauro, che l’opera solleciti rinnovate e continue emozioni dovute al variare dell’opera stessa, che si trasforma con il deterioramento senza interventi di restauro. Queste considerazioni erano molto chiare a Schifano, infatti quando andò con Ovidio Jacorossi e la sua amica pittrice Sabrina Acciari a vedere le opere “rovinate” per tentare un intervento di restauro, disse, quasi urlando per l’emozione: “Non le toccare! Sono più belle di prima!”. Anche Munch lasciava le sue opere esposte alle intemperie per dimostrare che sopravvivevano.

Una mostra per raccontare una storia che autenticamente unisce l’arte contemporanea alla vita. Un’arte che è specchio del suo tempo, che è in grado di uscire dalle gallerie e mostrarsi in luoghi che sono crocevia di passaggio di persone, dove si respira una dimensione di quotidiano che va oltre al luogo di culto istituzionale.


La narrazione della mostra vuole essere supportata dall’ausilio di nuovi media. L’utilizzo della tecnologia, oltre a far vivere esperienze immersive dal forte impatto emozionale, agevola il visitatore nella comprensione delle opere, favorendone la conoscenza anche sotto l’aspetto di una rinnovata sacralità.

Un approccio espositivo per stabilire con i visitatori un rapporto interattivo e coinvolgente,

Il fuoco dell’arte è la prima mostra in Europa dove il fuoco, intervenuto sulle opere, sollecita emozioni e dibattiti.

Un racconto che non vuole essere didascalico ma emozionale.


A chiusura dell’esposizione avrà luogo un convegno internazionale sui temi sollevati dal progetto, a cui saranno invitati i direttori e gli esperti dei più importanti musei internazionali.

 
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