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arte contemporanea, collettiva ANTIRUGGINE ​ Borgo Treviso 158 Castelfranco Veneto 31033

Castelfranco Veneto (TV) - dal 30 novembre 2008 al 17 febbraio 2009

Lynn Carver - Fili

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ANTIRUGGINE
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Borgo Treviso 158 (31033)
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Ci sono tre situazioni assolutamente uniche a monte di questa mostra: un'artista veramente originale, un grande violoncellista e un singolare sodalizio di intellettuali. Il tutto nei pochi chilometri che separano Castelfranco, città del Giorgione, dai Colli Asolani, con l'America sullo sfondo.
orario: tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18 (lunedì, Natale e Capodanno esclusi)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 30 novembre 2008. ore 16
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Daniele Capra
autori: Lynn Carver
note: Mostra promossa da Mario e Arianna Brunello
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Ci sono tre situazioni assolutamente uniche a monte di questa mostra: un'artista veramente originale, un grande violoncellista e un singolare sodalizio di intellettuali. Il tutto nei pochi chilometri che separano Castelfranco, città del Giorgione, dai Colli Asolani, con l'America sullo sfondo.

E' dagli Stati Uniti, ed esattamente da Ithaca (nome assolutamente anch'esso non casuale per chi voglia credere ai segni del destino) che arriva Lynn Carver. Approda, negli anni '80, in una antica casa di pietra tra i boschi dei Colli Asolani, un luogo assolutamente differente rispetto alla New York che nel precedente decennio l'aveva vista protagonista. Ad Asolo Lynn, con il marito Euro, ha creato un suo angolo di mondo, al riparo dall'invadenza di quei vortici newyorkesi che dissipano energie e consumano relazioni, legami, persone.

A strapparla da un buen retiro dove la creatività si è fatta esercizio intimo, da non ostentare, è stato un altro grande artista, Mario Brunello, tra i più grandi violoncellisti oggi al mondo. Come nelle favole, egli, gran camminatore, si imbatte nella casa di Lynn, conosce l'artista, si innamora della sua opera e scalfisce ritrosie divenute scelte di vita.

Il terzo fattore è un sodalizio del tutto particolare che Mario Brunello, con la moglie Arianna, ha creato a Castelfranco Veneto. Qui, in un capannone industriale, a ridosso dell'antica città murata, i Brunello hanno voluto Antiruggine, un luogo "per dar vita ai pensieri e alle idee, per non lasciare la nostra mente alla ruggine". Dove si forgiava il ferro, nel primo anno e mezzo di vita di Antiruggine sono passate decine di artisti, grandi musicisti, scrittori, poeti, ricercatori, registi, intellettuali che si sono messi non su un palco ma in mezzo alla gente, non a recitare una parte ma a confrontarsi con chiunque lo volesse: ad Antiruggine non c'è un biglietto di ingresso, non c'è neppure un manifesto, non un annuncio sui giornali, tutto si basa sul passaparola, un passaparola che stipa regolarmente il capannone. Tra i tanti amici dei Brunello e di Antiruggine: Alessandro Baricco, Stefano Benni, Vinicio Capossela, Giuseppe Cederna, Andrea Lucchesini, Carlo Mazzacurati, Moni Ovadia, Marco Paolini, Danilo Rossi, Paolo Rumiz, Tobia Scarpa, Sonig Thakerian...



In questo contesto, lontanissimo, e non solo geograficamente, dalle gallerie newyorkesi d'un tempo, Lynn ha accettato di mostrare le sue opere. Sono il risultato di un lavoro estenuante che si serve di taglio e cucito, orgogliosamente - come scrive il curatore Daniele Capra - svolto in prima persona, per costruire mappe geografiche, comporre ritratti, scrivere con il filo pagine di giornali o guide telefoniche. Le numerose ore passate a progettare i lay-out, a realizzare in solitudine le infinite operazioni di cucitura di lavori talvolta di grandi dimensioni, testimoniano una sensibilità fortemente vocata alla pratica orientale dello zen, nonché un calibratissimo controllo emozionale, in grado cioè di gestire le complesse dinamiche temporali che intercorrono tra progetto e realizzazione. Gli unici compagni di viaggio sono la radio, e talvolta il sonnacchioso miagolio della vecchia macchina da cucire a pedale, che vivono in simbiosi nel tranquillo sottotetto da cui si vedono le fronde degli alberi.

Pur essendo del tutto analoghe le procedure di lavoro, sono tre i filoni principali della ricerca di Lynn Carver, e si possono condensare nei Ritratti, nelle Mappe, e nelle opere in cui è predominante l'aspetto del lettering.
I ritratti - annota il curatore - nascono casualmente negli anni Settanta, quando sceglie di miniaturizzare le dimensioni di un copriletto e realizza, in piccola dimensione, un letto con tanto di lenzuola e cuscini. Quel letto racconta le difficoltà e la vita del committente (un amico) di cui diventa inevitabilmente strumento d'analisi psicanalitica. Successivamente i Ritratti prenderanno anche altre forme ma continueranno ad essere fortemente legati alla dimensione dell'alcova, declinata ogni volta con la leggerezza o la complessità del caso.
Le Mappe di città sono invece naturale situazione privilegiata di corrispondenze topografiche tra realtà differenti e diventano, nella dinamica narrativa che soggiace al tessuto (che è un piccola tessera di un enorme mosaico appartenuto all'artista), luoghi di legami e di simboli. Punti di snodo tra mondi prima incompenetrabili.
La prima pagina di un giornale, un foglio strappato delle pagine gialle, un album di foto di famiglia. Sono questi i lavori di Lynn Carver in cui emerge la passione per le lettere, per i testi, da intendersi nel loro sviluppo grafico. Con forza quelle scritte lei ha spesso ricreato, talvolta fedelmente molte altre dando l'illusione di esserlo. Ma, come ovvio, in questa selva di rimandi, non farebbe alcuna differenza".

Il lavoro di Lynn ha affascinato, oltre che Mario Brunello, molti amici di Antiruggine, che hanno voluto offrire alla mostra una loro testimonianza (da Alessandro Baricco a Paolo Rumiz, ad Aldo Cibic), nonchè Dario Cimorelli, gran patron di Silvana, che ha volto stampare il catalogo.

Con il passaparola che nasce dalla comunanza di riflessioni e obiettivi, prima ancora che la mostra abbia preso definitivamente forma, è già stata "calendarizzata" da altre sedi, in un circuito sorprendentemente esteso di luoghi non alternativi ma complementari a quelli dell'ufficialità delle mostre. Prima sede, dopo Antiruggine, sarà Artesella a Borgo Valsugana.
 
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