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Il DDL della “Buona Scuola” promette il ritorno della storia dell'arte nelle classi, l'equiparazione dei diplomi di Accademie di Belle Arti e istituti legati ai Beni Culturali alle lauree tradizionali, oltre che l'assunzione di 100mila precari. Che ne pensate?
• Senza un investimento culturale più complessivo possono fare ben poco le ore di storia dell'arte nelle scuole; idem l'occupazione scarsa per chi esce da istituti legati ai Beni Culturali
• Una buona notizia che agirà alla base del futuro dell'arte e della cultura
• Aspettiamo una prossima riforma
• Non cambierà nulla come al solito e per ogni assunto ci sarà un nuovo precario in arrivo
• Le ore di storia dell'arte in alcuni istituti equivalgono alla ricreazione: tanto valeva non reinserirle e far studiare altro
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arte contemporanea, collettiva CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE - LA MAGNOLIA ​ Via Della Lungara 19 Roma 00165

Roma - dal 27 novembre al 18 dicembre 2008

Teresa Merolla - Guardami allo specchio

Teresa Merolla - Guardami allo specchio

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CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE - LA MAGNOLIA
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Via Della Lungara 19 (00165)
+39 06684017
cciddonne@tiscali.it
www.casainternazionaledelledonne.org
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Privarsi della vergogna e vestirsi di sete di scoperta, per liberare fino al limite l’indiscrezione nei confronti di sé stessi. Capire che essere significa prima di tutto essere odore, sapore, corpo in ogni sua forma e prospettiva, allora iniziare a scrutarlo, con meticolosa ma tenera distanza.
orario: da martedi a venerdi ore 14-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Roma:
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biglietti: free admittance
vernissage: 27 novembre 2008. ore 19
curatori: Maria Palazzesi
autori: Teresa Merolla
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La Magnolia, spazio espositivo della Casa Internazionale delle Donne ospita le opere della giovane pittrice romana teresa Merolla.

Privarsi della vergogna e vestirsi di sete di scoperta, per liberare fino al limite l’indiscrezione nei confronti di sé stessi. Capire che essere significa prima di tutto essere odore, sapore, corpo in ogni sua forma e prospettiva, allora iniziare a scrutarlo, con meticolosa ma tenera distanza.
Teresa Merolla dipinge quasi ossessivamente corpi. Il proprio, quello di provocanti e ambigui trans, di amiche, modelle e donne incontrate per strada. Ma più diretta e inesorabile l’artista indaga sé stessa, nella forma mutevole e prospettica, nell’essenza celata e fragile.
La pittrice ci provoca, vuole raggiungere il confine del nostro imbarazzo, non accetta di moderare i soggetti, né di astrarre il suo figurativo esplicito e irriverente. Anzi, deliberatamente si spinge quasi fino al pornografico per sfida, per portare all’eccesso l’eterno dualismo femminile carne-spirito.
La sensualità e la nudità sono i mezzi con cui Teresa svela la propria storia, registra la vita data, la vita presa, sperata e risanata, senza nascondere la sua preponderante natura istintiva. Il racconto è un racconto di rottura volontaria degli schemi, di sesso esibito per ascoltare, finalmente, il proprio piacere o vendicarne la profanazione.
Questa ricerca della consapevolezza di sé passa, nella vita dell’artista, attraverso la conoscenza diretta del mondo musulmano, che segna e evolve la sua pittura. La Merolla trascorre un periodo della sua vita in Marocco, dove indossa il velo, estremizza l’esperienza della non libera accettazione del piacere femminile e paradossalmente le sue opere si alleggeriscono, diventano sussurro di veli, mistero e non-corpo. Non è la sua scelta, ma un passaggio che la libera nuovamente.
Nel mondo di Teresa Merolla l’ipocrisia e il timore che nascondono le voglie più istintive sono annullati e, raggiunta questa libertà, lei può affermare con forza disarmante: “Io sono questa…e nei vostri specchi, voi, cosa vedete?”.
Melania Rossi

 
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