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arte contemporanea, collettiva MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA ​ Via Luigi Settembrini 79 Napoli 80139

Napoli - dal 21 febbraio all'undici maggio 2009

Alighiero Boetti - Alighiero&Boetti. Mettere l’Arte al Mondo
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Gemelli, 1968
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MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA
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Via Luigi Settembrini 79 (80139)
+39 08119313016
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Il percorso della mostra intende sottolineare il nomadismo culturale ed esistenziale di un'artista che è riuscito a sdoppiarsi iconograficamente in Alighiero&Boetti e attraverso l'opera,
mediante il momento esecutivo, a ricongiungersi con il mondo.
orario: dal Lunedì al Venerdì 10.00 – 21.00 / Sabato e Domenica 10.00 – 24.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Adulti euro 7 – Ridotto 3.50 – Lunedì gratuito. Audioguide € 4.00
vernissage: 21 febbraio 2009. ore 19.00
catalogo: a cura di Achille Bonito Oliva
editore: ELECTA
ufficio stampa: ELECTA, ELECTA NAPOLI
curatori: Achille Bonito Oliva
autori: Alighiero Boetti
note: Conferenza stampa Sabato 21 febbraio ore 12. in collaborazione con l’Archivio Boetti e la Fondazione Alighiero & Boetti
genere: arte contemporanea, personale
email: pellegrini@museomadre.it

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comunicato stampa
La mostra Alighiero & Boetti. Mettere all’Arte il Mondo 1993-1962 illustra il metodo creativo di Alighiero Boetti (1940-1994), un'artista "singolare" che nel tempo è riuscito a diventare "plurale", cambiando nel 1972 il proprio nome in Alighiero & Boetti. Torinese d’origine, è stato tra i più importanti esponenti del movimento Arte povera e dell’Arte Concettuale. Nel corso della sua vita si avvicina a molteplici discipline dalla musica alla matematica, dalla filosofia all’esoterismo, dalle culture africane a quelle del Medio ed Estremo Oriente, verso le quali compie molti dei suoi viaggi.

Ogni progetto artistico ha sempre al centro primo momento di ideazione, svolto singolarmente dell'artista, e poi concretizzato, materializzato e diffuso attraverso un'elaborazione a più mani nella quale gli esecutori non sono semplice manovalanza ma artefici. Boetti dà vita ad un concetto di creatività diffusa: l'artista dà i suoi input al corpo sociale che raccogliendoli si fa artefice, confermando un rapporto di scambio e di complice dignità. Artista e artefice si muovono insieme un territorio fertile in cui l’immagine, apparsa nella mente dell’ideatore, diventa fonte di gioco e si concretizza nelle mani di altri.

Il percorso della mostra intende sottolineare il nomadismo culturale ed esistenziale di un'artista che è riuscito a sdoppiarsi iconograficamente in Alighiero & Boetti e attraverso l'opera, mediante il momento esecutivo, a ricongiungersi con il mondo. Per questo il titolo della mostra è Mettere all'Arte il Mondo: indica l'attitudine di un grande artista che ha voluto far socializzare la propria creatività, sviluppando come metodo l'interattività, il deuteroprotagonismo degli esecutori e la comunicazione dell'arte nella società di massa.

La poetica di Boetti si basa su un'analisi ludica della realtà, i giochi della mente, l'attenzione verso i dettagli, il superamento di ogni schema binario, l'apertura verso il caso intelligente, la coesistenza delle differenze.

Le opere in mostra confermano il poetico strabismo di Boetti che ha sempre lavorato sulla coesistenza della differenza, Alighiero e Boetti, Gemelli, Ordine e disordine, Sale e Zucchero, geopolitica e confine, classificazione e indeterminazione, scrittura e numero, identità e metamorfosi, trama e intervallo, regola e imprevisto, modulare e manuale, organico e geometrico, lineare e circolare, concavo e convesso. Per questo motivo si vuole che l’entrata e l’uscita del percorso espositivo coincidano, in un andamento che richiama una circolarità, come principio filosofico, che caratterizza tutta la sua produzione e che non predilige l’ingresso da destra o da sinistra, proponendo una congiunzione tra oriente e occidente. La foto a dimensione naturale di una performance Oggi venerdì ventisette marzo millenovecentosettanta ore… , esposta al Madre, ritrae Boetti che scrive specularmente con la destra e la sinistra fino alla massima estensione del proprio spazio corporale, ad indicare il tempo circolare, non cronologico, che presiede l'intero percorso espositivo. L’esposizione si snoda evolvendosi dal noi all'io, dai lavori eseguiti in varie parti del mondo in maniera collettiva (Kilim, arazzi, mappe, biro, lavori postali ecc.) fino a quelli realizzati nei primi anni a Torino e a Roma.

Il percorso della mostra, a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con l’Archivio Alighiero Boetti e la Fondazione Alighiero e Boetti prevede un'introduzione nel grande salone centrale del Madre con l'installazione di alcuni Kilim appartenenti alla serie Alternando da uno a cento e viceversa: una cordiale apertura in orizzontale per il pubblico. Nel cortile esterno invece il verticale Autoritratto (scultura in bronzo) che allude ad un ironico narcisismo dell'artista che qui dialoga con tutti gli elementi della natura.
 
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