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arte contemporanea, collettiva MUSEO PRINCIPE DIEGO ARAGONA PIGNATELLI CORTES - CASA DELLA FOTOGRAFIA ​ Riviera Di Chiaia 200 Napoli 80121

Napoli - dal 28 marzo al 5 luglio 2009

Vincenzo Gemito
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MUSEO PRINCIPE DIEGO ARAGONA PIGNATELLI CORTES - CASA DELLA FOTOGRAFIA
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Riviera Di Chiaia 200 (80121)
+39 0817612356 , +39 081669675 (fax)
sspsae-na.pignatelli@beniculturali.it
www.polomusealenapoli.beniculturali.it
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Mostra dedicata a Vincenzo Gemito, uno dei protagonisti della scultura europea tra Ottocento e Novecento, attivo a Napoli tra il 1868 e il 1925, anno della sua scomparsa
orario: tutti i giorni ore 9.00 - 14.00; venerdì e sabato 9.00-20.00; martedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Integrato: € 6,00. Ridotto: € 3,00, applicabile a tutte le categorie che usufruiscono delle riduzioni di legge per il Museo in base alla normativa vigente nonché per coloro che usufruiscono delle riduzioni di legge e per i possessori di biglietto d’ingresso di Duca di Martina, Capodimonte, San Martino, per le aziende che hanno sostenuto finanziariamente e promozionalmente la realizzazione della mostra, gruppi di minimo 15 e massimo 30 persone con prenotazione obbligatoria. Gratuito: per tutte l
vernissage: 28 marzo 2009. ore 13 anteprima stampa
catalogo: in mostra
editore: ELECTA NAPOLI
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Denise Pagano
autori: Vincenzo Gemito
patrocini: La mostra è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Progettata e realizzata da Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli. Promossa da: Regione Campania, Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, Progetto Cofinanziato con i fondi PO FESR CAMPANIA 2007-2013 Obiettivo OPERATIVO 1.9, Provincia di Napoli, Assessorato ai Beni Culturali, Comune di Napoli, Assessorato al Turismo e Grandi
genere: personale, arte moderna

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comunicato stampa
Al Museo Pignatelli dal 29 marzo, la mostra dedicata a Vincenzo Gemito, uno dei protagonisti della scultura europea tra Ottocento e Novecento, attivo a Napoli tra il 1868 e il 1929, anno della sua scomparsa.

Sono esposte oltre duecento opere: dalle terrecotte giovanili, di prodigiosa precocità, fino ai superbi bronzi della maturità; verranno, inoltre, presentati circa ottanta tra i disegni più significativi dell’artista, realizzati a penna, matita, carboncino, seppia, acquerello. Le opere provengono da raccolte pubbliche e private, italiane e straniere.

Le esposizioni dedicate a Gemito sono state rarissime: degne di rilievo quella del 1953 al Palazzo Reale di Napoli e la selezione presentata a Spoleto, nel 1989, nell’ambito del Festival dei Due Mondi.

Presentare, quindi, a distanza di anni, una rassegna ampia e articolata della produzione di Gemito, costituisce senz’altro un’occasione unica per riscoprire e far conoscere un grande esponente delle arti e della civiltà a Napoli tra Otto e Novecento, documentando anche aspetti poco noti della sua attività, come le piccole sculture cesellate, con ossessiva precisione, in metalli preziosi, secondo metodi sperimentali di grande modernità, ma al tempo stesso eredi di una lunga e fortunata tradizione locale, che affondava le sue radici fin in età ellenistico-romana.

La mostra, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è progettata e realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, promossa dalla Regione Campania/Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali - progetto Cofinanziato con i fondi PO FESR CAMPANIA 2007-2013 Obiettivo OPERATIVO 1.9 , dalla Provincia di Napoli-Assessorato ai Beni Culturali, dal Comune di Napoli-Assessorato al Turismo e Grandi Eventi; con il contributo di Intesa Sanpaolo Banco di Napoli, Amici di Capodimonte.

E’ previsto inoltre il contributo della Compagnia di San Paolo.

Nella mostra al Museo Pignatelli è presentata, inoltre, un’ampia selezione di opere –sculture e disegni – appartenenti alla celebre raccolta di Achille Minozzi, che, in stretti rapporti con l’artista, realizzò, con passione e competenza, tra fine Ottocento e inizi Novecento.

La collocazione delle opere secondo criteri sia cronologici che tipologici consente un percorso che documenta l’intero itinerario artistico di Gemito, evidenziando, tra l’altro, affinità e diversità che caratterizzano la sua produzione grafica da quella plastica.

Nel percorso della mostra sono esposte anche opere di pittori e scultori che con lui condivisero esperienze umane e artistiche. Infatti, nel complesso panorama dell’arte dell’Ottocento, tra istanze realistiche e tensioni simboliste, Gemito - che visse a Parigi tra il 1877 e il 1880 - pur mantenendo una forte autonomia, intrattenne costanti relazioni con i maggiori protagonisti del tempo, da Boldini a Rodin.


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La mostra, che si apre con due sale destinate a documentare gli importanti nuclei collezionistici Minozzi e Consolazio, prosegue poi con un allestimento concepito per sezioni tematiche dedicate ai soggetti più frequentemente ricorrenti nella sua produzione: fanciulli ripresi dal vero, pescatori e acquaioli rappresentanti un’umanità atemporale che l’artista propone senza alcun intento polemico o di denuncia sociale, ritratti e autoritratti, meduse e sibille, nonché grandi personaggi storici, quali Alessandro Magno e Carlo V.

Tutti protagonisti della personale ricerca sull’uomo che Gemito affronta con intenso senso etico, perseguendo l’essenza della forma fissata nel gesto e nell’attimo.

Particolare attenzione è riservata alla ricca produzione grafica, con una selezione di circa ottanta disegni, in parte inediti, realizzati a penna, a matita, a carboncino, a seppia e ad acquerello. Alcuni sono studi o schizzi per le sculture, altri sono concepiti come vere e proprie espressioni autonome.

Al piano terra della villa trovano posto altre opere: il centrotavola realizzato per Umberto I è esposto nella Sala da Pranzo; il Narciso eseguito per i Pignatelli è nel Fumoir; la grande scultura raffigurante Oscar du Mesnil, proveniente dal Museo di Philadelphia, è nella Sala da Ballo. Qui una interessante sezione documentaria e fotografica testimonia la vita di Gemito, i luoghi e le persone a lui cari, gli amici e i committenti che lo sostennero nei momenti più drammatici della sua esistenza
 
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