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arte contemporanea, collettiva COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM ​ Dorsoduro 701 Venezia 30123

Venezia - dal 18 febbraio 2009 all'undici gennaio 2010

Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim
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Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim
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Umberto Boccioni, Dinamismo di un ciclista, 1913
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COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
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Dorsoduro 701 (30123)
+39 0412405411 , +39 0415206885 (fax)
info@guggenheim-venice.it
www.guggenheim-venice.it
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L’esposizione vuole essere un omaggio alla preveggenza di Gianni Mattioli, uno dei più grandi collezionisti del Novecento, per aver accolto all’interno della sua collezione un importante gruppo di opere futuriste di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, Ottone Rosai, Mario Sironi e Ardengo Soffici.
orario: tutti i giorni, domenica di Pasqua e lunedì compresi, dalle 10 alle 18, eccetto il martedì, consueto giorno di chiusura. Aperto il 2 giugno
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero euro 12; seniors euro 10 (oltre 65 anni) studenti euro 7 (entro i 26 anni); bambini (0-10 anni) e soci ingresso gratuito. Il biglietto dà diritto all'ingresso alla collezione permanente, alla Collezione Gianni Mattioli, al Giardino di Sculture Nasher, alla mostra. Tutti i giorni, alle 15.30, il museo organizza visite guidate gratuite alla mostra. Non è necessaria la prenotazione.
vernissage: 18 febbraio 2009.
catalogo: a cura di Flavio Fergonzi
editore: SKIRA
ufficio stampa: press@guggenheim-venice.it
curatori: Philip Rylands
autori: Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Ottone Rosai, Luigi Russolo, Gino Severini, Mario Sironi, Ardengo Soffici
patrocini: Regione Veneto
telefono evento: +39 0412405440
note: Philip Rylands incontra la stampa
giovedì 19 febbraio, alle 12
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
A cento anni dalla pubblicazione su Le F**aro, il 20 febbraio 1909, del Manifesto del Futurismo a firma del “jeune poète italien” Filippo Tommaso Marinetti, a partire dal 18 febbraio e per tutto il 2009, la Collezione Peggy Guggenheim celebra questo rivoluzionario movimento d’avanguardia, che contagiò l’intera scena artistica europea, con la mostra Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim, a cura di Philip Rylands, direttore del museo veneziano. L’esposizione vuole essere un omaggio alla preveggenza di Gianni Mattioli, uno dei più grandi collezionisti del Novecento, per aver accolto all’interno della sua collezione un importante gruppo di opere futuriste di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, Ottone Rosai, Mario Sironi e Ardengo Soffici. L’esposizione gode del sostegno della Regione del Veneto. La mostra comprende, tra gli altri, capolavori come Materia e Dinamismo di un ciclista di Boccioni, Mercurio transita davanti al sole di Balla, Manifestazione interventista di Carrà, Ballerina blu di Severini, nonché tre opere futuriste appartenenti alla collezione di Peggy Guggenheim (Mare=Ballerina di Severini, Velocità astratta + rumore di Balla e la scultura di Boccioni Dinamismo di un cavallo in corsa + case), alcuni prestiti da collezioni private di Balla, Boccioni, Carrà e Sironi, e una recentissima donazione da parte di Giovanni e Lilian Pandini alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, Il ciclista di Mario Sironi, del 1916, una delle prime opere chiave dell’artista. Capolavori futuristi alla Collezione Peggy Guggenheim rappresenta inoltre un’occasione rara per vedere esposte ben tre delle quattro sculture di Boccioni: ad affiancare Dinamismo di un cavallo in corsa + case ci saranno infatti anche Forme uniche di continuità nello spazio e Sviluppo di una bottiglia nello spazio. Una sezione introduttiva sarà dedicata a dipinti, sculture e disegni che contribuiscono a contestualizzare le tematiche del movimento futurista nell’ambito di altre avanguardie del Novecento, quali Divisionismo, Cubismo, Orfismo e Vorticismo. Artisti come Jean Metzinger e Raymond Duchamp-Villon hanno esplorato la resa del movimento e la vita moderna, altri hanno tratto ispirazione dalla retorica di Marinetti, come il vorticista Edward Wadsworth, anch’egli presente in mostra con due silografie, Cantanti di strada e La città dall’alto, recentissime acquisizioni della Fondazione Solomon R. Guggenheim. Il testo sovversivo di Marinetti, che si concludeva con “eretti sulla cima del mondo lanciamo ancora una volta la nostra sfida insolente alle stelle”, era inteso in primis come una rivoluzione letteraria (“Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia”), ma allo stesso tempo incitava, attraverso la drastica rottura con la tradizione, a un radicale rinnovamento di tutti gli aspetti della cultura italiana, esortando alla velocità, al dinamismo e alla ricerca tecnologica. L’anno seguente, precisamente l’11 febbraio e l’11 aprile del 1910, cinque artisti sottoscrissero in due momenti distinti, il Manifesto dei Pittori Futuristi: Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Severini. I cinque firmatari sono tutti presenti con i loro capolavori all’interno della collezione Mattioli, dal 1997 ospitata dalla Collezione Peggy Guggenheim come prestito a lungo termine. Il catalogo ragionato di Flavio Fergonzi La Collezione Gianni Mattioli pubblicato nel 2003 da Skira, documenta in maniera esaustiva ed approfondita i tesori di questa preziosa collezione di arte del XX secolo. I programmi della Collezione Peggy Guggenheim sono resi possibili grazie al sostegno del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim
 
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