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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE MUDIMA ​ Via Alessandro Tadino 26 Milano 20124

Milano - dall'undici febbraio al 6 marzo 2009

Alik Cavaliere - Poeta, filosofo, umanista e scultore, anche
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FONDAZIONE MUDIMA
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Via Alessandro Tadino 26 (20124)
+39 0229409633 , +39 0229401455 (fax)
info@mudima.net
www.mudima.net
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La natura e la memoria, il riferimento al mito classico e al racconto del quotidiano, l’essere e le sue passioni, i percorsi mentali labirintici che si snodano nell'alternanza di vero e falso, natura e artificio, immagini reali e riflesse, sono le tematiche ricorrenti nelle opere di Alik Cavaliere (Roma 1926 - Milano 1998), uno degli scultori più singolari del secondo Novecento, capace, come pochi, di una ricerca complessa e stratificata.
orario: unedì-venerdì - ore 15,30/19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 11 febbraio 2009. ore 18.30
catalogo: a cura di Arturo Schwarz
editore: ELECTA
curatori: Adriana Cavaliere, Arturo Schwarz
autori: Alik Cavaliere
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La natura e la memoria, il riferimento al mito classico e al racconto del quotidiano, l’essere e le sue passioni, i percorsi mentali labirintici che si snodano nell'alternanza di vero e falso, natura e artificio, immagini reali e riflesse, sono le tematiche ricorrenti nelle opere di Alik Cavaliere (Roma 1926 - Milano 1998),

uno degli scultori più singolari del secondo Novecento, capace, come pochi, di una ricerca complessa e stratificata.

La grande mostra antologica alla Fondazione Mudima ripercorre con intensità poetica il suo intero percorso, seguendo il filo conduttore del libro curato da Arturo Schwarz per Electa, libro che, in questa occasione, l’autore firmerà per chi vorrà acquistarlo.

La vicenda creativa di Alik Cavaliere, che dimostra interessanti affinità con il surrealismo, la metafisica, l'esistenzialismo, e il Nouveau réalisme - movimenti rispetto ai quali l'artista si pone con originali proposte, tracciando sempre un percorso autonomo, - si arricchisce della dimensione del racconto, un racconto aperto, libero nello spazio e nel tempo, svolto non solo attraverso la scultura, ma anche nella pagina scritta sotto forma di riflessioni, schizzi e appunti.

Le opere esposte, permettono di penetrare nei labirinti esistenziali dello scultore, fatti di esperienze, ricordi, ipotesi, progetti, cui egli ha attinto variamente per plasmare la materia. Viene data così l'occasione per guardare, come in uno specchio magico l'identità dell'uomo, i ritmi della natura, le loro reciproche corrispondenze che si rivelano con grande intensità lirica nel diventare scultura.

A metà tra realtà e finzione, natura e artificio, lo spettatore diviene protagonista, mosso dalla curiosità di penetrare questo universo multiforme. Non a caso Cavaliere sosteneva:

“E’ la curiosità che spinge lontano, che allarga i nostri orizzonti fisici e mentali e fa perdere l’uomo in ogni istante lungo il tortuoso sentiero della ricerca”.

Come evidenzia Arturo Schwarz nel suo libro, ”… con Cavaliere, natura e cultura non sono più antagonisti: l'una diventa la ragione d'essere dell'altra. Mi pare che in poche opere dell'arte contemporanea si possa ritrovare un riflesso altrettanto fedele delle leggi che strutturano il nostro universo sia cosmologico sia umano.

Con Cavaliere, l'etica e l'estetica sono parti di un tutto.

Il pensiero e il sapere si fanno umani e creano un mondo governato dal desiderio e dall'amore.”



Alik Cavaliere (Roma, 1926 - Milano, 1998) è stato uno degli artisti di più forte e coinvolgente personalità nella Milano della seconda metà del secolo scorso, originale e indipendente ma in continuo confronto con la cultura internazionale, ottenendo riscontri molto lusinghieri sia in Italia che all'estero. Dopo aver frequentato Brera, dove sarebbe presto tornato come docente, e la Facoltà di Lettere, incomincia a dedicarsi alla scultura, utilizzando vari materiali, da quelli malleabili (specie terracotta e cemento) ai metalli, e realizzando sopratutto composizioni e installazioni cariche di significati metaforici. Ha incominciato a esporre dal 1955, partecipando alle Biennali di Venezia ( nel 1964 e nel 1972 con sale personali); tra le sue ultime grandi mostre quella del 1992 al Palazzo Reale di Milano e nel 2006 a Palazzo Forti a Verona.
 
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