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arte contemporanea, collettiva AUDITORIUM AGENZIA REGIONALE PER LA PROMOZIONE CULTURALE ​ Piazza Venezuela 4 Sulmona 67039

Sulmona (AQ) - dal 12 al 27 febbraio 2009

Meraviglioso!
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Jonathan Pappolla
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AUDITORIUM AGENZIA REGIONALE PER LA PROMOZIONE CULTURALE
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Piazza Venezuela 4 (67039)
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La collettiva affronta la tematica delle stanche esistenze quotidiane che in un periodo di forte crisi globale guardano al futuro prossimo con ansia, ricordando il tempo trascorso con disfattismo e rimuginando su ciò che poteva essere e non è stato
orario: Lun-Ven 9-13 ; 16-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 febbraio 2009. ore 10
curatori: Gerardo Di Feo
autori: Luca Bidoli, Flavio Romualdo Garofano, Michele Miele, Dario Molinaro, Jonathan Pappolla, Raffaele Siniscalco, Alessia Sirangelo
patrocini: Regione Abruzzo Agenzia Promozione Culturale Sulmona InparteArteContemporanea
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Meraviglioso!

“è vero credetemi è accaduto di notte su di un ponte guardando l’acqua scura...”, così intonava Domenico Modugno sul finire degli anni ’60 in un brano che ancor’oggi rappresenta un inno alla vita che riesplode inaspettatamente dopo aver toccato il fondo.

Da queste premesse si apre lo skyline della mostra Meraviglioso! che affronta la tematica delle stanche esistenze quotidiane che in un periodo di forte crisi globale guardano al futuro prossimo con ansia, ricordando il tempo trascorso con disfattismo, rimuginando su ciò che poteva essere e non è stato.

I sette artisti in mostra propongono opere che partono da presupposti differenti ma che si intersecano tra loro toccandosi in più punti in un’ amalgama artistica molto potente.

Si parte con Luca Bidoli, classe 1967, artista veneto, grafico free lance, che propone lavori appartenenti alla serie “Straziami ma di baci saziami”, esposti anche alla Flatfile Galleries di Chicago negli USA. Le opere, degli acrilici e smalto su tela del 2008, presentano un cane, una poltrona e un paio di pantofole su sfondo piatto e informe, che calano lo spettatore in un mondo rovesciato dove all’antropocentrismo, di cui il pianeta sembra soffrire, è sostituito un “animal power” che innalza il cane a proprio portabandiera. Un mondo, quello di Bidoli, che ha scelto, dopo un passato esasperante, un nuovo corso fatto di tanti doverosi passi indietro da parte dell’uomo in favore di un mondo animale molto spesso in secondo piano.

Di seguito troviamo gli scatti di Flavio Romualdo Garofano, classe 1981, attore, regista e fotografo campano che presenta due serie di opere che affrontano temi relativi all’evanescenza e alle presenze-assenze del genere umano. Le foto di Garofano propongono immagini di uomini e donne riflessi su grosse vetrate pubbliche in un mescolarsi di volti, pensieri e speranze. Le opere mostrano istanti di quotidiana transitorietà, piccoli spunti narrativi per intrecci iconografici da decodificare. La realtà che il giovane artista blocca in foto non è intesa soltanto come fenomenologia di eventi ottici ma manifestazione di accadimenti prima psichici poi fisici.

Di carattere diverso gli scatti proposti da Michele Miele, classe 1981, fotografo foggiano, che presenta opere dove la dimensione ludica è espressa tramite la forza materica di alcuni oggetti simbolo dell’infanzia. Miele nella propria produzione artistica predilige trattare scorci urbani o interni architettonici dove la presenza umana ha lentamente lasciato il proprio segno.

L’artista in mostra presenta la serie dei “parchetti” , fotografando aree gioco per bambini in piena notte in una solitudine urbana che fa paura ma che apre proprio attraverso il gioco uno scenario probabile di salvezza. Cavalli a dondolo, scivoli e altalene sono sbalzati sulla carta fotografica grazie a neon crudi e diretti che sorprendono un luogo di quotidiana gioia in un momento di precarietà.

Grande potere iconografico rivestono le opere di Dario Molinaro, classe 1985, foggiano che presenta un acrilico su tela e disegni a china su carta. L’artista presenta in bianco e nero giovani ragazzi e ragazze contemporanei che manifestano le proprie insicurezze, passioni e devastazioni psicologiche attraverso sorrisi tragicomici e sguardi immobili.

Sulla tela Molinaro associa al bianco e nero il verde scuro per lo sfondo su cui si staglia un ragazzo avvolto in un impermeabile di cui sono resi gli innumerevoli particolari. L’attenzione cade sui volti che esprimono il dolore provato durante un periodo di oblio cercato, voluto e poi rinnegato in nome di una retta via ritrovata ma ancora da percorrere.

Di seguito le opere dell’artista tranese Jonathan Pappolla, classe 1985, che propone ritratti di personaggi a metà tra il fumettistico e il surreale. Pappolla dona ai propri soggetti la posa classica del ritratto sconvolgendo però le fattezze umane di personaggi che sembrano sbucati fuori da un’irradiazione radioattiva. Volti corrosi da cromie acide ma virtuose che deteriorano il viso dei malcapitati ritrattati ma producono un procedimento mimetico che svicola in un formalismo figurale di tipo ornamentale. Le opere abbattano i luoghi comuni tipicamente romantici sul ritratto, palesando delle nuove forme iconiche.

Tra immagini e parole si apre, invece, il panorama figurativo di Raffaele Siniscalco, artista tranese, classe 1985, che interpreta poeticamente l’arte di illustrare ciò che non è visibile, in un viaggio cadenzato e ritmico tra figurazioni oniriche,spazi interni ed esterni, emozioni legate al tragitto esistenziale. L’artista crea dei topos ideali della propria creatività che riporta su carta riformula al computer e propone con stampa digitale. Attraverso le parole Siniscalco forza i limiti della figurazione abbandonandosi nei territori indefiniti della poesia.

Con il mezzo fotografico lavora, invece, Alessia Sirangelo, artista tranese, classe 1984 che propone foto disincantate di resoconti di viaggi o peregrinazioni quotidiani. L’artista presenta scatti che ritraggono ragazzi sospesi a mezz’aria mentre praticano la disciplina del “parkour” una fuga metropolitana che abbatte le barriere architettoniche. Opere emblematiche che evocano la voglia di riprendersi il proprio tessuto urbano, il tutto in modo creativo. Sirangelo è brava a bloccare l’attimo in cui l’esistenza gioisce in un estasi di sospensione-elevazione verso i propri desideri.



 
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