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arte contemporanea, collettiva ARTANDGALLERY ​ Via Francesco Arese 5 Milano 20159

Milano - dal 15 aprile al 15 luglio 2009

Gigi Rigamonti - Cross stories

Gigi Rigamonti - Cross stories
Gigi Rigamonti, 15, 2008, tempere, spray, colori acrilici e carta da lucido, cm. 43x70x1
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ARTANDGALLERY
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Via Francesco Arese 5 (20159)
+39026071991
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La mostra presenta oltre trenta opere inedite e un’installazione, create tra il 2008 e il 2009, di medie e grandi dimensioni: si tratta di dipinti tridimensionali realizzati con materiali diversi, quali impasti di tempere, carta da lucido, pagine di giornali, fiori essiccati e lacche, racchiusi in contenitori di plexiglas. Ognuno di essi trasmette sensazioni del vissuto e suscita corrispondenze emotive.
orario: 14.30-19.00 tutti giorni. Chiuso domenica
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 15 aprile 2009. h. 19 - 23
catalogo: Testi di Manuela Gandini
editore: CHARTA
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
autori: Gigi Rigamonti
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Gli spazi di Artandgallery riaprono al pubblico con la personale Gigi Rigamonti. Cross stories.

La mostra presenta oltre trenta opere inedite e un’installazione, create tra il 2008 e il 2009, di medie e grandi dimensioni: si tratta di dipinti tridimensionali realizzati con materiali diversi, quali impasti di tempere, carta da lucido, pagine di giornali, fiori essiccati e lacche, racchiusi in contenitori di plexiglas. Ognuno di essi trasmette sensazioni del vissuto e suscita corrispondenze emotive.


Si possono inoltre sfogliare grandi e particolari libri d'artista, diari disegnati, dipinti e scritti nei suoi innumerevoli viaggi, da Occidente a Oriente.


Manuela Gandini nel testo in catalogo commenta: “Tutto avviene in pochi secondi, come nel jazz. Superficie accidentata, tubi di colore e gesto. In un rapporto corporeo con l’opera, sulla quale getta l’acrilico tracciando percorsi imprevedibili, l’artista spiegazza con misurata foga i fogli da lucido, li sporca e li strappa, sovrapponendoli al liquido cromatico”.


Accompagna la mostra un esaustivo catalogo edito da Charta con testi di Manuela Gandini. Il libro illustra il percorso artistico di Gigi Rigamonti attraverso una quarantina di fotografie a colori. Il testo di Manuela Gandini analizza il processo creativo dell’artista toccando le trasversalità e la multidisciplinarietà che lo caratterizzano. Come un viaggio nell’universo dell’arte e della cronaca, le parole e le immagini riportate documentano la produzione recente dell’artista delineando, tra l’altro, anche l’attività svolta in Artandgallery nel corso di cinque anni. Attività rivolta al sociale voluta e progettata da Rigamonti con la cura di Manuela Gandini. Una scheda specifica, , inoltre, ne illustra i passaggi salienti.


Artandgallery dal 2009 ha in programma tre mostre all’anno, incentrate sull’arte contemporanea con particolare attenzione a temi sociali.


Gigi Rigamonti è costantemente in viaggio. Sopra e sotto le nuvole, attraversa strade e storie della Babele postmoderna. Dai mercati orientali profumati di spezie e di fritti alla City cristallina e affarista, trae l’energia per il suo ininterrotto lavoro. Mentre viaggia, schizza, prende appunti, disegna, riempie quaderni e libri dove imprime fluidamente luci metropolitane, vetrine, frammenti di parole, skyline, corpi, oceani, guerre. Le opere - fatte di impasto di tempere, di pagine di giornale, di fiori essiccati e di lacche - sono la decomposizione del quotidiano.

Tutto avviene in pochi secondi, come nel jazz. Superficie accidentata, tubi di colore e gesto.

In un rapporto corporeo con l’opera, sulla quale getta l’acrilico tracciando percorsi imprevedibili, l’artista spiegazza con misurata foga i fogli da lucido, li sporca e li strappa, sovrapponendoli al liquido cromatico. I suoi movimenti producono suoni come la musica del caso amata da John Cage e dai Fluxus. Artista-multiplo, Rigamonti concepisce l’arte come il supremo automatismo del respiro. Attraverso le relazioni umane, crea opere in costante mutamento. Il suo lavoro non si limita al quadro, ma si estende al processo creativo che s’innesta anche con gli altri artisti. Artandgallery, stazione di transito che contiene idee, oggetti, persone e altre opere, è l’happening plurale. Il lavoro di Rigamonti però è anche il rapporto con l’industria: fisico e concreto. E’ il saper essere duchampianamente nel mondo degustando una coppa di Crystal su una terrazza all’imbrunire.

Per la riapertura di Artandgallery, Rigamonti, ha realizzato una mostra che ridisegna i parametri spaziali e concettuali dell’ex-teatro. Come in un viaggio attraverso schermi che non hanno più immagini, ma solo l’energia fluida dei fatti umani, il visitatore è spaesato, tra gli echi delle gesta di Pollock, Rauschenberg, Beuys, Cage… I libri illeggibili diventano giganteschi, sono senza scrittura, imponenti e intimi.
 
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