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arte contemporanea, collettiva CASTELLO SFORZESCO ​ Piazza Castello Milano 20121

Milano - mer 25 marzo 2009

L'arte futurista negli Anni Trenta

L'arte futurista negli Anni Trenta

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CASTELLO SFORZESCO
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Conversazione con Gabriella Belli, Anty Pansera, Gino Agnese in occasione dell'uscita del volume: I futuristi e le Quadriennali. Tra i libri più documentati e più completi mai dedicati al Futurismo sviluppatosi durante gli anni trenta e nei primissimi anni quaranta. I testi e le sue tabelle sinottiche, gli indici, le fotografie spesso inedite (non solo delle opere, ma anche degli artisti, i quali così da nomi e cognomi divengono persone sotto gli occhi del lettore) favoriscono uno sguardo d’insieme all’arte futurista di quel periodo – ma, in qualche misura, anche alle ragioni che la determinarono.
vernissage: 25 marzo 2009. ore 18
editore: ELECTA
note: Sala della Balla
genere: presentazione, incontro - conferenza

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comunicato stampa
I futuristi e le Quadriennali è tra i libri più documentati e più completi mai dedicati al Futurismo sviluppatosi durante gli anni trenta e nei primissimi anni quaranta. I testi e le sue tabelle sinottiche, gli indici, le fotografie spesso inedite (non solo delle opere, ma anche degli artisti, i quali così da nomi e cognomi divengono persone sotto gli occhi del lettore) favoriscono uno sguardo d’insieme all’arte futurista di quel periodo – ma, in qualche misura, anche alle ragioni che la determinarono. È un libro che svela, rivela e restituisce a ognuno il suo, annullando così vantaggi e svantaggi dovuti al periodo storico. Appaiono chiare anche le distinzioni stilistiche e motivazionali che si fecero largo nell’arte espressa dal movimento, le cui corrispondenze internazionali, talvolta del tutto insospettate, lo collocano a ragione in ambito europeo. La vulgata secondo cui la seconda stagione futurista si valse di speciali favori del regime fascista o che si piegò agli stilemi della comunicazione governativa dell’epoca viene attaccata. Dai documenti emerge, invece, che la gerarchia fascista riservò ai futuristi degli anni trenta una sottovalutazione talvolta sprezzante. Dice tutto, a questo riguardo, l’esiguo numero di opere acquistate dalle istituzioni nazionali o locali durante le Quadriennali del 1931, 1935, 1939 e 1943. In realtà, fatto salvo il rapporto personale di Marinetti con Mussolini, che si mantenne franco e amichevole nell’arco della loro lunga conoscenza, tutto il resto della strada dei futuristi fu in salita. Eppure non erano – e tanto più oggi non appaiono – meri epigoni dei loro compagni degli anni dieci, bensì erano nuovi, nuovissimi. E alcuni di loro – da Prampolini a Fillìa – erano dotati di antenne così sensibili da percepire gli iniziali segni di crisi della prima modernità, e di rifletterli in manifesti, in articoli e in libri che, a lungo trascurati, ora confermano ancor più la robusta intelaiatura teorica e poetica di una esperienza collettiva che si coglie qui, in ogni suo aspetto, come momento importante del Novecento.





Sommario

I FUTURISTI E LE QUADRIENNALI

DENTRO IL TEMPO

Gino Agnese

PRECEDENTI, CORRISPONDENZE, EVOLUZIONE

Enrico Crispolti

Prampolini protagonista

Enrico Crispolti

“Futuristi astrattisti” nella III e IV Quadriennale

Enrico Crispolti

OTTANTASETTE ARTISTI, TRECENTOSESSANTUNO OPERE

Mariateresa Chirico

I circumvisionisti napoletani alla I Quadriennale

Matteo D’Ambrosio

IL GOVERNATORE DI ROMA LESINA GLI ACQUISTI

Giovanna Bonasegale

Gli acquisti delle opere futuriste alle prime quattro Quadriennali (1931-1943)

a cura dell’Archivio Biblioteca della Quadriennale

UNDICI LE “FUTURISTE” IN SCENA

Anty Pansera

FUTURISTI IN RETROSPETTIVA

Matteo D’Ambrosio

TAVOLE

APPARATI

I futuristi alle Quadriennali

a cura di Mariateresa Chirico e Alessandro Sagramora

Rassegna stampa

Indici dei nomi e dei luoghi












 
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(18/03/2009 15.57.20)
 
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