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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA DI BRERA ​ Via Brera 28 Milano 20121

Milano - dal 7 aprile al 2 giugno 2009

La Sala dei Paesaggi. 1817-1822

La Sala dei Paesaggi. 1817-1822

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PINACOTECA DI BRERA
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Via Brera 28 (20121)
+39 02722631 , +39 0272001140 (fax)
brera.artimi@arti.beniculturali.it
www.brera.beniculturali.it
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Brera presenta la ricostruzione dell’allestimento descritto nella Guida alle Sale della Pinacoteca di Brera data alle stampe nel 1822. La rassegna di dipinti illustra la rilevante trasformazione avvenuta nel genere del paesaggio nei primi decenni del XIX secolo.
orario: 8.30-19.15 da martedì a domenica
(la biglietteria chiude 45 minuti prima)
chiuso lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 10,00 intero € 7,50 ridotto: per cittadini dell'UE e dello SEE di età compresa tra i 18 ed i 25 anni e docenti delle scuole statali dell'UE e dello SEE Gratuito: cittadini dell’UE e dello SEE minori di 18 anni o maggiori di 65 anni, membri I.C.O.M., guide e interpreti turistici, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, studenti, giornalisti, portatori di handicap e accompagnatore. Abbonamento Bicentenario € 20,00: dà diritto all’ingresso illimitato alla Pinacoteca di Brera
vernissage: 7 aprile 2009.
editore: ELECTA
ufficio stampa: ELECTA
curatori: Isabella Marelli
patrocini: Alto Patronato della Presidenza della Repubblica
telefono evento: +39 0272263204
note: Nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario
genere: arte antica

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comunicato stampa
Terzo appuntamento del bicentenario della Pinacoteca è la mostra dedicata alla Sala dei Paesaggi. Grazie all’impegno di Isabella Marelli è stato possibile ricostruire scientificamente, e in modo concreto, l’allestimento descritto nella Guida alle Sale della Pinacoteca di Brera data alle stampe nel 1822.

Le ragioni che avevano portato al sua realizzazione, già iniziata nel 1817, vanno ricercate nel progetto dell’Accademia di istituire una scuola di paesaggio, necessità particolarmente sentita per un genere pittorico di grande successo tra i collezionisti. La cattedra di paesaggio fu assegnata solo nel 1838 a Giuseppe Bisi.
La rassegna di dipinti - riallestita al centro della sala XV della Pinacoteca – illustra la rilevante trasformazione avvenuta nel genere del paesaggio nei primi decenni del XIX secolo: dalle vedute scenografiche e di fantasia di Bernardino (1707-1794) e Gaspare Galliari (1760-1818), ai paesaggi classici e neoseicenteschi nelle varie declinazioni di Luigi Basiletti (1780-1859), Gaetano Burcher (1781-1829) Rosa Mezzera (1780-1826) e Gaetano Tambroni (1810-1841), concepiti per soddisfare le richieste di committenti aristocratici, gusto dal quale non si discosta anche l’opera del giovane Ambrogio Nava (1791-1862), destinato a diventare affermato architetto e presidente dell’Accademia dal 1850 al 1859; in particolare la tela del francese Henri Fradelle (1778-1865) è rappresentativa di un nuovo gusto troubadour, che avrà in Milano un seguace significativo come Giovanni Migliara.
Il nucleo più cospicuo è rappresentato dalle vedute lombarde realizzate dal celebre paesaggista Marco Gozzi (1759-1839), a riscontro di una pensione annua ottenuta fino alla sua scomparsa. I dipinti, inizialmente commissionati dal viceré Eugenio di Beauharnais e successivamente dal Presidente dell’Accademia, hanno per tema luoghi legati alle vicende militari dell’epoca e alla presenza francese in Lombardia, oppure scorci lombardi di particolare interesse paesaggistico e pittoresco: soprattutto la produzione di Marco Gozzi sancisce l’abbandono del paesaggio arcadico per rivolgersi al rilevamento dal vero, di chiara ispirazione cartografica.
Accanto ai paesaggi sono esposte anche due opere di Andrea Appiani (Giove incoronato dalle Ore e Apollo), rievocato quale nume tutelare dell’Accademia e della sua Pinacoteca.
La sistemazione dei dipinti nella sala originaria, pur con alcune sostituzioni, venne mantenuta per tutto il XIX secolo; d’altra parte i dipinti di Marco Gozzi e il Giove incoronato dalle Ore di Andrea Appiani, conosciuto anche come Olimpo, furono a lungo proposti come modelli di studio agli studenti dell’Accademia, come documentano le numerose copie esposte alle rassegne braidensi.
Con la separazione della Pinacoteca dall’Accademia la collezione dei paesaggi venne ripartita tra i due Istituti giungendo anche alla divisione di opere in origine in pendant.
Nel 1902, a seguito del riallestimento della Pinacoteca di Brera, le opere dell’Ottocento vennero assegnate in deposito al Comune di Milano, per allestire il Museo del Castello Sforzesco, e poco dopo trasferite nella Galleria d’Arte Moderna, costituita presso la Villa Reale; negli anni sessanta infine alcune tele furono concesse in deposito temporaneo ad Uffici esterni, quali il Palazzo di Giustizia o l’Intendenza di Finanza.
Per la ricomposizione di quell’ insieme originario ormai smembrato, ci si è avvalsi della consultazione di documenti originali conservati presso l’Archivio di Stato di Milano e l’Archivio dell’Accademia di Brera. La mostra è stata resa possibile anche grazie al prestito di dipinti di proprietà dell’Accademia di Brera; il catalogo, a cura di Isabella Marelli, reca inoltre un saggio di Chiara Nenci sulla pittura di paesaggio a Brera tra didattica e esposizioni.
 
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