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arte contemporanea, collettiva MUSEO D'ARTE ​ Piazzetta dei Serviti 1 Mendrisio 6850

Mendrisio - dal 12 settembre 2009 al 10 gennaio 2010

Gli atleti di Zeus. Lo sport nell’antichità

Gli atleti di Zeus. Lo sport nell’antichità

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MUSEO D'ARTE
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Piazzetta Dei Serviti 1 (6850)
+41 0586883350 , +41 0586883359 (fax)
museo@mendrisio.ch
www.mendrisio.ch/Museo
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Il tema della mostra, allestita in occasione dei Mondiali di ciclismo su strada 2009 ospitati proprio a Mendrisio, sarà la figura dell’atleta. Il progetto dell’esposizione ha infatti lo scopo di comunicare, attraverso 140 oggetti di grande qualità estetica e storica, tutto il valore, l’importanza e la bellezza della figura dell’atleta e del suo gesto, così come sono stati concepiti nella cultura occidentale fin dall’inizio dei secoli. Un’esposizione di grande suggestione che, fra torsi, teste, anfore, bronzi, coppe, oggetti tipici del mondo delle palestre, strigili e boccette di oli profumati, mira a rievocare tutto il fascino del mondo dello sport nell’antichità, i suoi valori e le sue storie mitiche.
orario: martedì-venerdì, 14-17; sabato e domenica 10-18. lunedì chiuso (escluso i festivi)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Ingresso: Fr. 10 / € 7 Ridotto e gruppi (da 10 pers.) Fr. 8 / € 6 Audioguida: Fr. 5 / € 3.50 cad Gratuito: scuole (inclusa visita guidata)
vernissage: 12 settembre 2009. ore 17
catalogo: in mostra
editore: SILVANA EDITORIALE
curatori: Esaù Dozio, Carlo Maria Fallani, Simone Soldini
genere: archeologia, arte antica

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comunicato stampa
Il Museo d’arte di Mendrisio presenta, per la prossima stagione autunnale, la prima grande mostra nella Svizzera italiana dedicata all’arte dell’antichità classica. Il tema della mostra, allestita in occasione dei Mondiali di ciclismo su strada 2009 ospitati proprio a Mendrisio, sarà la figura dell’atleta. Il progetto dell’esposizione ha infatti lo scopo di comunicare, attraverso 140 oggetti di grande qualità estetica e storica, tutto il valore, l’importanza e la bellezza della figura dell’atleta e del suo gesto, così come sono stati concepiti nella cultura occidentale fin dall’inizio dei secoli. Un’esposizione di grande suggestione che, fra torsi, teste, anfore, bronzi, coppe, oggetti tipici del mondo delle palestre, strigili e boccette di oli profumati, mira a rievocare tutto il fascino del mondo dello sport nell’antichità, i suoi valori e le sue storie mitiche. Per la prima volta il Ticino accoglierà dunque, negli spazi rinnovati e ampliati (oltre 1.500 metri quadrati di spazi espositivi) dell’antico complesso di San Giovanni a Mendrisio, pezzi straordinari d’arte classica prestati da collezioni archeologiche di celebri musei europei, come quelli di Augst, Basilea, Berna, Dresda, Erlangen, Francoforte, Ginevra, Karlsruhe, Kassel, Losanna Monaco, Wuerzburg e Zurigo. Nel mondo greco, l’attività sportiva assumeva un ruolo predominante nella formazione individuale, era un elemento decisivo nella strutturazione del tessuto sociale dell’epoca. Nei poemi omerici i giochi funebri servivano a garantire la coesione della comunità e, allo stesso tempo, ribadivano la gerarchia interna al gruppo. Con il concetto di “kalos kai agathos” (“bello e buono”) si designava poi l’ideale maschile assoluto, dove l’aspetto estetico era diretto retaggio della mentalità eroica. Per questa ragione l’atleta vittorioso, nella società greca, godeva di quell’aurea epica. Le sue vittorie davano lustro alla comunità di appartenenza che, più o meno implicitamente, lo eleggeva come suo “campione”, cioè figura più rappresentativa. Sullo sfondo della Grecia classica popolata di atleti alle prese con intensi allenamenti, con la vita dei ginnasi, con sogni di vittorie olimpiche e cerimonie panelleniche, gare e sfide nelle diverse discipline sportive prenderanno vita allora le vicende di Odisseo e del suo “testa a testa” con Aiace d’Oileo nella gara di velocità, e si potrà respirare l’atmosfera febbrile dei giochi in onore di Patroclo, quando il pubblico sugli spalti esultava al cospetto degli aurighi impegnati nell’agone omerico. Fra le figure leggendarie sfilerà quella del forte Eracle, l’eroe della mitologia greca divenuto Ercole in quella romana, «cuor di leone!» a detta di Omero nell’Iliade, rappresentato da una preziosa effige di pietra prestata eccezionalmente dal museo di Augst. Accanto a lui saranno rievocate le storie di atleti gloriosi, come l’imbattibile Milone di Crotone, vincitore nella lotta sei volte a Olimpia e altrettante a Delfi, di Timide, Atride, Antiloco, bellissimi e invincibili, e tutti in ginocchio di fronte a Zeus la cui presenza sacrale è suggerita da una splendida testa approdata dalle collezioni dell’Antikensammlung di Kassel. Oltre alle competizioni proprie dell’Atletica, la Corsa, il Salto, i Lanci, il Péntathlon, ecco poi illustrate discipline come il Pugilato, il Pancrazio ovvero la lotta, le gare ippiche e le gare di araldi, classiche discipline olimpiche, distinte ora da doti peculiari, come la forza, l’agilità o la velocità, a ciascuna delle quale sarà dedicata una sezione della mostra con capolavori come l’anfora panatenaica col motivo dei lottatori del Badisches Landenmuseum di Karlsruhe, il discobolo in bronzo d’epoca romana, ispirato all’originale di Mirone, databile al 450 a.C e uscito dalle raccolte dell’Antikensammlungen di Monaco o la coppa, opera di Macrone, ceramica attica a figure rosse, del 490 a.C e concessa in prestito dal Museo Olimpico di Losanna. Da non perdere, la celebre Cohe del pittore di Achille in arrivo dall’Antikenmuseum di Basilea del 480-440 a. C, oltre a oggetti entrati nel culto, come la torcia portata da un corridore anche in uno splendido bassorilievo di Erlangen, il disco bronzeo per la gara di lancio, la corona della vittoria, il tripode o la mano in pietra del pugilatore che ricorda gli incontri di pugilato descritti, per esempio, nella storica anfora, di grande verismo, di Monaco con il boxeur che, colpito da un gancio, perde sangue dal naso. Fra le curiosità: oltre alla corona della vittoria, una grande meta di pietra, alta quasi due metri, documento raro delle gare di velocità che si svolgevano sulle diverse distanze dello stàdion, Accompagnerà la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale ricco di immagini e di contributi scientifici e letterari che, oltre a sottolineare le qualità estetiche e storiche dell’oggetto, si soffermerà sulla figura dell’atleta come esempio e soggetto eroico o anche tragico. La mostra resterà aperta durante lo svolgimento dei Campionati di ciclismo su strada di Mendrisio 2009, in una cornice quindi del tutto eccezionale, stimolante perché il progetto espositivo trova in essa un inserimento ideale sia dal punto di vista tematico che da quello promozionale. La mostra beneficia del sostegno del Comitato organizzativo dei Mondiali designato dall’Union Cycliste Internazionale (UCI). Catalogo Silvana Editoriale (www.silvanaeditoriale.it) Museo d’arte Mendrisio www.mendrisio.ch Orario: mart-ven 10-12, 14 – 17 / sab-dom 10 – 18 lunedì chiuso (escluso i festivi) Ingresso: Fr. 10 / € 7 Ridotto e gruppi (da 10 pers.) Fr. 8 / € 6 Audioguida: Fr. 5 / € 3.50 cad Gratuito: scuole (inclusa visita guidata) Iniziative speciali Costi aggiuntivi - visite guidate ai gruppi Visita con audioguida Fr. 5/ € 3.50 cad Visita con guida del museo Fr 120 / € 80 Visita col curatore Fr. 150 / € 100
 
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