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arte contemporanea, collettiva SCUDERIE DEL QUIRINALE ​ Via XXIV Maggio 16 Roma 00187

Roma - dal 3 luglio al 30 agosto 2009

Lee Miller / Tony Vaccaro - Scatti di guerra. Dallo sbarco in Normandia a Berlino
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Lee Miller / Tony Vaccaro - Scatti di guerra. Dallo sbarco in Normandia a Berlino
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Frank Brown
Tony Vaccaro
(This photo was used for my Christmas card
for friends and relatives.)
Photo: Frank Brown / Galerie Bilderwelt, Ber
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SCUDERIE DEL QUIRINALE
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Via XXIV Maggio 16 (00187)
+39 0639967500 , +39 06696271
info@scuderiequirinale.it
www.scuderiequirinale.it
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Le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia alla Liberazione, raccontate da due punti di vista, con due differenti approcci: da una parte Lee Miller, affermata fotografa cresciuta nella Parigi dei Surrealisti e amica dei maggiori intellettuali dell’epoca, dall’altra Tony Vaccaro, soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, che in quegli anni inizia la sua carriera professionale.
orario: tutti i giorni: dalle 17 alle 24. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: € 5 - Ridotto: € 4 (il biglietto dà diritto ad assistere alla proiezione cinematografica). Abbonamento rassegna cinematografica: € 20. Integrato con Palazzo delle Esposizioni: Intero: € 12; Ridotto: € 9; ridotto speciale riservato agli abbonati Palazzo delle Esposizioni 3€
vernissage: 3 luglio 2009.
catalogo: Punctum
ufficio stampa: PIERRECI
curatori: Marco Delogu, Umberto Gentiloni
autori: Lee Miller, Tony Vaccaro
patrocini: Promotori: Azienda Speciale Palaexpo, Comune di Roma-Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Main Sponsor: Lottomatica Sponsor tecnici: Bettoja Hotel, Pierreci, Roma Multiservizi Vettura ufficiale: Toyota
note: con la generosa partecipazione di Reinhard Schultz (Galleria Bilderwelt)
genere: fotografia, doppia personale

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comunicato stampa
Le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia alla Liberazione, raccontate da due punti di vista, con due differenti approcci: da una parte Lee Miller, affermata fotografa cresciuta nella Parigi dei Surrealisti e amica dei maggiori intellettuali dell’epoca, dall’altra Tony Vaccaro, soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, che in quegli anni inizia la sua carriera professionale. La mostra, di cui Miller e Vaccaro saranno i protagonisti, vedrà le loro fotografie (circa 100 immagini realizzate in un periodo che va dal 1944 al 1945) fronteggiarsi su due pareti del primo piano delle Scuderie del Quirinale.

Nella prima sala espositiva sarà dato spazio a un’introduzione storica redatta da Umberto Gentiloni, che con Marco Delogu ha la cura della mostra, affiancata a una ricostruzione dello sbarco in Normandia attraverso foto aeree della Royal Air Force.



Lee Miller, corrispondente di guerra per British Vogue dal 1940, diventa nel ’44 corrispondente per l’esercito americano e segue da vicino le fasi finali del conflitto, testimone diretto dell’assedio di St Malò e dell’avanzata degli alleati dalla liberazione di Parigi a quella di Buchenwald e Dachau, fino alla distruzione del rifugio di Hitler.

Le sue sono immagini che ci conducono dalla coraggiosa presenza sul fronte alla documentazione della vita quotidiana dei paesi in guerra, dalla ricerca di personaggi a lei sempre vicini, come Cocteau e Picasso, che immortala in una Parigi ancora in stato d’assedio, fino alle atrocità dei campi di concentramento, dando della guerra un’immagine tanto articolata quanto vicina.



Soldato dell’esercito americano e poi fotografo ufficiale del giornale della sua divisione, Tony Vaccaro racconta, attraverso pellicole gelosamente custodite e coraggiosamente sviluppate in condizioni spesso estreme, anni di atrocità vissute in prima persona, ma anche la storia di un continente e soprattutto di un paese, la Germania - dove rimarrà per alcuni anni ancora -, che lentamente esce dallo stato di guerra. Un’attenzione che rivolgerà poi anche alla sua seconda patria, l’Italia, che immortalò da nord a sud nel suo graduale ritorno alla normalità durante quel periodo di ricostruzione che la vide impegnata quanto mai anche sul fronte politico.

 
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