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arte contemporanea, collettiva ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE C. MONDELLI ​ Via Chiatona Massafra 74016

Massafra (TA) - dal 23 maggio al 23 giugno 2009

Nicola Andreace - I mestieri. Dalla poetica alla denuncia

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ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE C. MONDELLI
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Mostra Antologica sulla civiltà contadina
vernissage: 23 maggio 2009. ore 18
autori: Nicola Andreace
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L’evento della Mostra s’inserisce all’interno del progetto, Balcone Fiorito, giunto alla 15 ^ Edizione, che, con la collaborazione del Comune di Massafra, dell’Istituto Tecnico Agrario “C.Mondelli”. di “Segmenti d’Arte”, del CRSEC TA/50, del WWFdi Massafra,

la FIDAPA ha organizzato, ponendo insieme le opere di un Maestro e quelle degli alunni delle Scuole di Massafra di ogni ordine e grado, - selezionate da un’apposita giuria- con l’intento di sensibilizzare i giovani ai valori della bellezza del territorio, alle tradizioni agricole ed artigianali, alle procedure di sistemi antichi, la cui conoscenza insegna a riflettere, a meglio capire il presente, a saper scegliere con autonomia e correttezza.

La Rassegna pittorica antologica di Andreace in mostra è stata già presentata

1. a Villa Castelli (BR), promossa dalla locale Amministrazione col patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Taranto, nella Galleria Civica d’Arte Contemporanea dal 16 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007 (fu oggetto di un documentato servizio su RAI3 a cura di Raffaele Nigro)
2. a Monteiasi nell’ex casa comunale nell’ambito dell’ Edizione “Falò e colori”, il 13 marzo,2009, organizzata dalla Biblioteca, recensita e curata dal critico d’arte Angelo Lippo, che per l’occasione sostenne “ Nelle opere di Andreace c’è una riscoperta dell’identità del Mezzogiorno. Non un abbandonarsi alla nostalgia, ma lo studio rigoroso dell’industrializzazione e le sue ripercussioni sull’uomo e le sue attitudini manuali. Nulla è lasciato al caso; dietro ogni soggetto raffigurato intento a svolgere il proprio lavoro quotidiano c’è una preparazione accurata dell’autore, una ricerca ormai cinquantennale fatta di appunti, emozioni, analisi delle trasformazioni della propria terra. Il risultato finale è una emozionante riscoperta delle attività manuali, ormai dissipate dalla velocità del tempo presente. È una testimonianza preziosa dell’artista sulla civiltà del suo territorio, sull’homo faber, che, attraverso il proprio sapere manuale ed intellettuale, da sempre è stato catalizzatore del processo evolutivo della specie e della società intera…”

“Al mondo contadino- ben rileva Raffaele Nigro- Andreace ben resta saldamente legato, pur consapevole che non c’è diga capace di frenare il progresso, non c’è argine al fiume straripante della storia e della modernità”, ma afferma Michele Campione “…il rapporto con la storia e con la cronaca pone la pittura di Nicola Andreace al centro degli eventi esistenziali”, e per il suo linguaggio visivo l’artista diventa - dice Marcello Venturoli “…il paladino della pugliesità, il pugnace meridionalista delle ricerche, degli incontri plurigenerazionali, interclassisti fra diverse culture, il pittore nato, capace di dare una ragione morale alle sue scelte di linguaggio. I personaggi del suo mondo contadino sono, prima di tutto, persone, essere umani su cui meditare”. Le immagini pittoriche in mostra tracciano e scandiscono un’analisi della fase storica della nostra Civiltà Contadina, vissuta dai nostri avi, interpretano lo spirito mediterraneo ed evocano il patrimonio culturale antico con colori caldi, terragni, patrimonio che deve essere conosciuto con l’arte,” quell’arte con cui “esemplarmente – scrive Sandra Orienti- Andreace documenta tutte le sue battaglie per l’arte, in una ricerca inesausta e sempre tesa in rinnovamenti e fedeltà”.

P,S. Così Nicola Andreace ha così spiegato il manifesto accluso, da lui realizzato per l’occasione: In una clessidra stilizzata, metafora del tempo, che scorre inesorabile, le immagini della nostra “Civiltà Contadina” si animano, raccontandosi e trasmettendoci il senso del loro essere e la storia delle nostre radici.
 
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