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arte contemporanea, collettiva TRIENNALE DESIGN MUSEUM ​ Viale Emilio Alemagna 6 Milano 20121

Milano - dal 28 maggio al 28 giugno 2009

Giulio Iacchetti - Oggetti Disobbedienti
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TRIENNALE DESIGN MUSEUM
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Viale Emilio Alemagna 6 (20121)
+39 02724341 , +39 0289010693 (fax)
www.triennale.it
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Il titolo deriva dalla definizione che Giulio Iacchetti stesso dà agli oggetti da lui
selezionati per la mostra. Il designer definisce “disobbedienti” questi oggetti-manifesto,
attribuendo loro un valore paradigmatico ed emblematico rispetto al corpus
complessivo della sua produzione, che spazia da sedie a coltelli, da vasi a lampade,
da rubinetti a divani e persino biscotti.
orario: martedì-domenica 10.30-20.30
giovedì 10.30-23.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 8/6/5 euro con il biglietto del Triennale Design Museum Presso la biglietteria della Triennale di Milano è acquistabile T -Design Museum Card al
costo di 14 euro.
I possessori hanno diritto all’ingresso al museo per visitare la nuova interpretazione, Serie
Fuori Serie, e tutte le mostre previste nel CreativeSet fino a febbraio 2010.
vernissage: 28 maggio 2009. ore 18.30
editore: ELECTA
curatori: Francesca Picchi
autori: Giulio Iacchetti
note: Le mostre del CreativeSet sono un progetto diretto da Silvana Annicchiarico
genere: design, personale

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comunicato stampa
Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta Giulio Iacchetti. Oggetti
Disobbedienti, a cura di Francesca Picchi, che apre il ciclo di mostre dedicato al
nuovo e giovane design italiano nello spazio del CreativeSet del Triennale Design
Museum.
Il titolo deriva dalla definizione che Giulio Iacchetti stesso dà agli oggetti da lui
selezionati per la mostra. Il designer definisce “disobbedienti” questi oggetti-manifesto,
attribuendo loro un valore paradigmatico ed emblematico rispetto al corpus
complessivo della sua produzione, che spazia da sedie a coltelli, da vasi a lampade,
da rubinetti a divani e persino biscotti.
Nei suoi progetti Iacchetti si interroga sempre sulla necessità di ampliare e rafforzare i
processi di democratizzazione del design, in uno scambio dialettico fra cultura e
mercato.
In quest’ottica si inserisce anche la promozione di iniziative collettive e di progetti corali,
che permettono di arricchire la progettualità attraverso nuovi stimoli e punti di vista.
L’approccio del designer è concettuale. Prima che sugli oggetti Iacchetti lavora sulle
idee. Cattura lo spirito del tempo e ne analizza le contraddizioni, creando oggetti
capaci di essere generatori di senso e suggerendo scarti, cortocircuiti, contrasti.
Gli oggetti “disobbedienti” di Iacchetti lanciano a volte feroci provocazioni (come per
esempio lo spremiagrumi St. Peter Squeezer o il tavolino da caffè Vespa table), altre
volte mettono in discussione la forma del mondo così com’è (come il mappamondo
Odnom e la panchina-tettoia-rifugio Flexible Bench).
La “disobbedienza” del designer è caratterizzata da una natura ironica, radicale ma
non snob, consapevole della necessità di dotarsi di nuovi alfabeti, come esemplificato
nel progetto Clay Font ricavato da una originale operazione di lettering sulla forma del
mattone forato.
“Anche attraverso il design è possibile insinuare dubbi” sostiene Giulio Iacchetti. “Il
dubbio appartiene alla tensione che guida il mio approccio al progetto: proporre un
pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma
di lingotto. Un piccolo oggetto d’uso quotidiano capace di suggerire l’idea che
l’acqua è preziosa come l’oro, oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e
integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietà delle risorse
alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo. Questi oggetti non
cambieranno le sorti del pianeta, ma sono pur sempre portatori di un valore
immateriale che trascende la mera oggettualità”.
Biografia
Giulio Iacchetti (1966) è industrial designer dal 1992. Alterna all’attività di progettista
l’insegnamento in università e scuole di design. Dal 2008 insegna progettazione
all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino-Università IUAV di Venezia.
Nel corso degli anni ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Nel 2001, con
Matteo Ragni, vince il “Compasso d’Oro” per la posata multiuso biodegradabile
Moscardino che nello stesso anno entra anche a far parte dell’esposizione
permanente del design al MOMA di New York.
Per Coop Italia ha ideato e coordinato Design alla Coop, un progetto collettivo per
portare il design nella grande distribuzione organizzata.
Per Corraini Edizioni ha curato il libro Italianità, una raccolta di scritti su oggetti, simboli,
odori, sapori e suoni che contribuiscono a formare l’identità del popolo italiano.
I suoi progetti sono stati esposti in numerose mostre e musei, in Italia e all’estero; ha
tenuto conferenze e seminari sul proprio lavoro e sul tema del design a Barcellona,
Colonia, Edimburgo, Istanbul, Mosca, Osaka, Oslo, Porto, Salonicco, San Pietroburgo e
San Paolo del Brasile.
Attualmente è impegnato nella direzione artistica per importanti realtà produttive pur
continuando a dedicarsi alla ricerca progettuale ed alla promozione di una nuova
generazione di designer indipendenti.
Giulio Iacchetti vive e lavora a Milano.
 
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