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arte contemporanea, collettiva FONDACO MARCELLO ​ Calle dei Garzoni (San Marco) 3415 Venezia 30124

Venezia - dal 5 giugno al 22 novembre 2009

53. Biennale - Padiglione portoghese

53. Biennale - Padiglione portoghese
FONDACO MARCELLO
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Calle Dei Garzoni (San Marco) 3415 (30124)
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Il progetto "Experiments and Observations on Different Kinds of Air" di João Maria Gusmão e Pedro Paiva rappresenta il Portogallo alla Biennale di Venezia.
vernissage: 5 giugno 2009. ore 18-20
catalogo: in mostra
editore: ELECTA
ufficio stampa: ARTE COMMUNICATIONS
curatori: Natxo Checa
autori: Joao Maria Gusmao, Pedro Paiva
patrocini: Directorate-General for Arts of the Portuguese Ministry of Culture
represented by Jorge Barreto Xavier, the Director-general for Arts.
note: Organizzazione: Direcção-Geral da Artes/Ministério da Cultura. Press Conference: 6 June at 12 noon. Preview Days:
2, 3 and 4 June from 9.30 pm - midnight. Apertura al pubblico dal 7 giugno
genere: arte contemporanea, doppia personale
email: gabcom@dgartes.pt
web: www.dgartes.pt/bv09

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comunicato stampa
La 53. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, decorre dal 7 giugno al 22 novembre 2009. La presente edizione della piú importante esposizione d’arte contemporanea del mondo ha come tema generale Fare Mondi e sará organizzata dal curatore internazionale Daniel Birnbaum (Stoccolma, 1963). João Maria Gusmão e Pedro Paiva sono gli artisti che rappresentano il Portogallo nella 53. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia. La rappresentazione ufficiale portoghese, organizzata e prodotta dalla Direzione Generale delle Arti del Ministero della Cultura, é commissariata da Natxo Checa. Dall’inizio della presente decada Pedro Paiva e João Maria Gusmão hanno presentato, utilizzando piattaforme espositive e formati diversificati come il cinema sperimentale e l’installazione, un congiunto strutturato di saggi in un’incessante ricerca d’affermazione delle possibilitá della “veritá”. Radicando nell’ontologia la loro ricerca di forme non ortodosse o accademiche, gli artisti si sono dedicati a costruire significati di ció che l’esperienza umana nel mondo presenta di diverso e inesplicabile. João Maria Gusmão (Lisbona, 1979) e Pedro Paiva (Lisbona, 1977) sono artisti di una nuova generazione, il cui percorso, anche se recente, rivela una consistenza fuori dal comune. La presenza in mostre internazionali di rilievo – Biennale di São Paulo, Biennale del Mercosur, Manifesta, Wattis Institut, Photoespaña, Kunstverein Hannover, Ikon Gallery – hanno contribuito ad affermare il loro lavoro durante l’ultimo decennio. Nella Biennale di Venezia 2009 la coppia d’artisti presenterà un nuovo corpo di lavoro, certamente multudisciplinare e complesso, inquadrato nelle direttrici della curatela general di Daniel Birnbaum e nella sequenza delle ultime rematiche della loro opera: la Meteoritica e Abissologia.

LA PRATICA ARTISTICA DI JOÃO MARIA GUSMÃO E PEDRO PAIVA


Basata su un’esaustiva ricerca filosofica, letteraria e scientifica, la pratica artistica di João Maria Gusmão e Pedro Paiva, indaga nell’esperienza del reale, dando luogo allo sperimentalismo empirico, nella ricerca di significato per il mondo. Rigettando l’idea di simulacro presente nel discorso artistico contemporaneo, la coppia saggia una “metafisica ricreativa” (Fernando Pessoa), quella che ha come massima il derisorio come affermazione del loro pensiero. In una prima fase del loro percorso, João Maria Gusmão e Pedro Paiva rivolgono l’attenzione ai fenomeni legati ai meccanismi della percezione e dell’inconscio. La serie DeParamnésia (2001- 2002) parte dalla rarità volgarmente nota come déjà vu, per dar risposta a una serie di esperienze fisiche che condizionano il comportamento della visione, della referenza spaziale e della nozione temporale, sviluppando strategie percettive che svelano un inconscio reale. Posteriormente, a partire dal libro l’Uomo che ride di Victor Hugo, gli autori considerano l’episodio di Eflúvio Magnético come proposta per le loro ricerche. Questa serie di lavori (2003-2006) tratta della doppia impossibilità presente in una tempesta marittima: una descrittiva – che tipo d’influenza magnetica provoca la complessità del fenomeno – e un’altra esistenziale – la condizione della morte (naufrago) dell’essere che la presenzia. La possibilità di verifica del fenomeno avviene qui attraverso l’artificio, la potenzialitá sperimentale della finzione, contrariando lo strettamente razionale. Nella sua più recente indagine, la coppia adotta il termine Abissologia, neologismo di René Daumal che indica la scienza che studia l’abisso. Nel contesto della pratica artistica degli autori essa propone una finzione che si detiene nella composizione letteraria di una scienza specifica dei corpi. A somiglianza della teoria sviluppata dagli atomisti, le loro tesi abissologiche fanno riferimento a dati discreti di una certa metafisica che mira ad un avvicinamento prudente alla profondità del reale. Far diventare visibile una questione apparentemente oscura, rivelare “la cosa” identificando l’ombra, mostrare il positivo nell’inversione del negativo, sono alcuni degli aspetti che ci vengono forniti. Gli autori costruiscono nei loro progetti una serie di “narrative veridiche” ricorrendo alla sovrapposizione di strati di finzione fra il letterale e il metaforico. Prendendo la comprensione della natura come una delle questioni iniziali, creano un’architettura di blocchi filosofici che si traduce nella costituzione di una elaborata nozione di transitorietà. Nella prospettiva della conoscenza dell’Essere – ontologia – e in una comprensione degli avvenimenti – fenomenologia –, possiamo assistere nei loro lavori alla possibilità della presentazione del minimo visibile, dell’indiscernibile, insomma, di processi che si occupano dell’eccezione. Il dispositivo di presentazione delle opere, a volte evocativo di una museologia caratteristica delle scienze naturali e umane, si basa su di una strategia scenografica di circuito indotto. Malgrado l’apparenza fuori-dal-tempo, a volte documentale a volte parascientifica, lo spettatore si trova di fronte a proposte eminentemente contemporanee, informatrici di un immaginario verosimile.

Natxo Checa_curatore







The Portuguese artist duo made up of João Maria Gusmão and Pedro
Paiva represent Portugal in this edition, the 53rd International
Exhibition of Art - La Biennale di Venezia. The works to be presented
have been executed in close collaboration with the curator of the
exhibition, Natxo Checa.

Experiments and Observations on Different Kinds of Air, is an
appropriated title from one of Joseph Priestley's better known
scientific papers. In the exhibition the artists set out to isolate,
stage and explore singular phenomena pertaining to science as a
possible way to get to know the world. Priestley, an 18th century
natural philosopher not unanimously credited with the discovery of
oxygen in its gaseous state, sets the tone for their explorations.

"In adopting Nature and its respective manifestations as their
subject matter, the artists aggregate and propose complicated blocks
of ideas and knowledge that together establish a complex
scientificticious phantasm. We are faced with a series of fictional
scripts, literary in profile, rooted in the observation of particular
phenomena and the design of a particular philosophical architecture"
states the curator in his introductory text.

Setting in motion defunct as well as functional theories of science,
influenced by anthropology, Greek philosophy and literature, the
artists will present an installation consisting of a number of 16 mm
and 35 mm silent film works.

As is common to their practice, an anthology of texts has been edited
to accompany the exhibition. This anthology, eponymously titled after
the exhibition, is edited by Mattia Denisse and include essays by
Honoré de Balzac, Jorge Luis Borges, Geneviève Calame-Griaule, Jean
Cocteau, Charles Darwin, René Daumal, Roger Gilbert-Lecomte,
Stanislaw Lem, Lie-tseu, Auguste de Villiers de L'Isle-Adam, Gustav
Meyrink, Fernando Pessoa, Plato, Pliny the Younger, Edgar Allan Poe,
Gaston Tissandier, Paul Valéry, Jules Verne, H. G. Wells as well as
contributions by the curator, commissioner and editor. The anthology
is published by the Directorate-General for Arts of the Portuguese
Ministry of Culture and distributed by Electa Mondadori in Italy and
90º in Portugal. The publication will be on sale at the Portuguese
Pavilion and at Electra bookstores in Venice.

João Maria Gusmão (Lisbon, 1979) and Pedro Paiva (Lisbon, 1977) are
artists of a new generation with a recent and unusually solid career.
In the last decade the duo's participation in international contexts
such as the 27th São Paulo Biennial, the 6th Mercosul Biennial,
Manifesta 7, PhotoEspaña 08 along with exhibitions, among others, at
CCA Wattis Institute for Contemporary Arts, San Francisco and
Kunstverein Hanover has contributed to the consolidation of their
work. Upcoming exhibitions at Ikon Gallery, Birmingham and Inhotim
Cultural Center, Minas Gerais.

Natxo Checa (Barcelona, 1968) is an independent curator and Director
of Zé dos Bois (ZDB) Center for creation, production and diffusion
of contemporary art in Lisbon. In partnership with ZDB, the artists
and curator have collaborated on several projects: DeParamnésia
(2001-2002), Magnetic Effluvium (2004-2006) and Abissology (2008).

The Portuguese Pavilion is commissioned and produced by the
Directorate-General for Arts of the Portuguese Ministry of Culture
represented by Jorge Barreto Xavier, the Director-general for Arts.

 
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