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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DI SAN GIUSTO ​ Piazza Della Cattedrale 3 Trieste 34121

Trieste - dal 16 luglio al 4 novembre 2009

Genti di San Spiridione. I serbi a Trieste 1751-1914

Genti di San Spiridione. I serbi a Trieste 1751-1914

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CASTELLO DI SAN GIUSTO
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Piazza Della Cattedrale 3 (34121)
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Con questa mostra il Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura-Direzione Area Cultura-Civici Musei di Storia ed Arte intende ripercorrere la storia della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, in occasione del 140° anniversario della consacrazione della chiesa di San Spiridione e del 240° anniversario della prima messa celebrata a Trieste in antico slavo ecclesiastico.
orario: tutti i giorni 9-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 16 luglio 2009. ore 19
catalogo: a cura di Lorenza Resciniti Michela Messina Marisa Bianco Fiorin
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Michela Messina, Lorenza Resciniti
patrocini: mostra promossa da
Comune di Trieste
Assessorato alla Cultura, in collaborazione con
Consolato Generale della Repubblica di Serbia, Trieste
Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa, Trieste
note: ideata e realizzata da
Direzione Area Cultura
Civici Musei di Storia ed Arte
genere: documentaria, architettura, fotografia, arte antica
email: serviziodidattico@comune.trieste.it
web: www.triestecultura.it

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comunicato stampa
Con questa mostra il Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura-Direzione Area Cultura-Civici Musei di Storia ed Arte intende ripercorrere la storia della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, in occasione del 140° anniversario della consacrazione della chiesa di San Spiridione e del 240° anniversario della prima messa celebrata a Trieste in antico slavo ecclesiastico.

"Dopo le iniziative dedicate negli ultimi due anni - osserva l'Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco - alle Comunità armena e greco-orientale, si conferma con questa grande mostra nel Castello di San Giusto uno dei più significativi indirizzi di lavoro culturale dell'amministrazione, basato sulla conoscenza e sulla valorizzazione delle presenze religiose, culturali e sociali che hanno contribuito all'importanza e alla peculiarità di Trieste".

La mostra sarà inaugurata giovedì 16 luglio 2009 alle ore 19 presso il Castello di San Giusto, in piazza della Cattedrale 3, a Trieste, alla presenza di S. E. Dr. Mirko Cvetkovic, Presidente del Consiglio della Repubblica di Serbia.

I primi insediamenti serbi a Trieste risalgono al Settecento. Sono gli anni in cui la città, che l'Imperatore Carlo VI assurgeva a Porto Franco di un Adriatico in cui era finalmente permessa la libera navigazione, spiccava il volo verso la modernità, quale principale porto commerciale dell'Impero austriaco.

A Trieste confluivano e si insediavano mercanti, uomini d'affari, armatori marittimi provenienti da tutta Europa e dall'Impero Ottomano, contribuendo a costruire rapidamente le fortune economiche dell'emporio adriatico: negli anni '70 del '700 approdavano annualmente a Trieste tra i 5 e i 6 mila bastimenti e le merci esportate superavano il valore di 6 milioni di fiorini.

Numericamente la Comunità Serbo Ortodossa non raggiunse mai grandi numeri, da poche decine a poche centinaia di persone. Nel 1864, periodo particolarmente florido per Trieste, gli Illirici erano circa 500, i Protestanti di confessione augustana 850, di confessione elvetica 520, anglicana 350, i Greci ortodossi 1200 e gli Ebrei 4400.

Eppure il ruolo dei Serbi fu significativo: l'attività marittima era di primaria importanza ma non esauriva gli interessi dei commercianti della comunità illirica, che preferivano investire gli ingenti capitali di cui disponevano in diversi settori di attività. Oltre all'acquisto e alla vendita di merci, provvedevano al loro trasporto con naviglio proprio. Per finanziare gli acquisti fondarono le prime banche private e per assicurare le merci le prime compagnie di assicurazione: alla fine del '700, su quattordici compagnie esistenti sulla piazza triestina, gli Illirici ne controllavano otto.

Quando, il 20 febbraio del 1751, Maria Teresa emise la Patente di Riconoscimento in base alla quale a Greci e Illirici veniva riconosciuto il diritto di fondare una propria comunità religiosa e fondare una chiesa, la Comunità decise di innalzarne una dedicandola a San Spiridione. L'area scelta era nel cuore della nuova Trieste, accanto al Canal Grande. Un'area instabile, visto che un secolo dopo chiesa e campanili erano così lesionati da dover essere abbattuti. Il concorso per la nuova chiesa venne vinto da Carlo Maciachini: un edificio monumentale ispirato all'architettura bizantina sovrastato da una grande cupola centrale e attorniato da quattro campanili. A decorarlo furono chiamati insigni artisti lombardi, in un profluvio di mosaici e marmi preziosissimi che il restauro che si sta ora concludendo restituisce in tutta la loro bellezza e forza celebrativa.
Il tempio doveva confermare a tutti il "peso" economico e culturale di una comunità piccola ma di grande prestigio e rilevanza. Una comunità i cui membri stavano innalzando anche alcuni dei più imponenti edifici privati della nuova Trieste.

La mostra intende sottolineare proprio l'importanza del ruolo culturale ed economico che la comunità serba ebbe nello sviluppo della città, mettendone in luce le vicende storiche e artistiche e gli intrecci familiari.

Attraverso diverse sezioni, una ricca documentazione dà risalto ai personaggi più rappresentativi che contribuirono alle fortune economiche di Trieste, attivi nel settore commerciale, marittimo, assicurativo e politico, nella beneficenza e nel collezionismo: le vicende biografiche, i volti, i palazzi, i velieri di famiglie e personaggi come i Gopcevich, i Popovich, gli Opuich o gli Skuljevich - solo per citarne alcuni - sono ricostruiti tramite ritratti, fotografie, progetti, libri, documenti d'archivio.
Ampio spazio viene dedicato alle vicende architettoniche della chiesa di San Spiridione, a partire dall'originario edificio settecentesco sino ai restauri di oggi: gli acquerelli che testimoniano l'aspetto della chiesa settecentesca, i progetti chiamati a concorso nel 1859 per la realizzazione della nuova chiesa, la documentazione degli importanti lavori di restauro che hanno riguardato le facciate, i mosaici e la sostituzione del tetto della chiesa di San Spiridione e che si concluderanno alla fine di quest'anno.
Accompagnano l'esposizione diversi manufatti liturgici: evangeliari ed oreficerie sette-ottocenteschi ed antiche e raffinate icone permettono di entrare virtualmente nella ritualità delle cerimonie religiose di confessione ortodossa.
Due sezioni inoltre sono dedicate alla biblioteca ed alla scuola della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, importanti istituzioni culturali che hanno perpetuato il patrimonio culturale serbo in città con le loro raccolte di preziosi documenti e antichi volumi.
Le opere esposte provengono prevalentemente dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, dalla Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste e dalla chiesa di San Spiridione, ma per garantire la completezza del percorso espositivo ci si è avvalsi delle opere d'arte di proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di diverse istituzioni museali, tra cui il Civico Museo Revoltella ed il Museo Etnografico di Servola a Trieste, ed i Musei Provinciali di Gorizia, fornendo così anche l'occasione per ammirare opere inedite o raramente visibili.

 
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