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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE STELLINE - PALAZZO DELLE STELLINE ​ Corso Magenta 61 Milano 20123

Milano - dal 20 settembre al primo novembre 2009

Alberto Ghinzani - Sculture

Alberto Ghinzani - Sculture
Il tempo sulla soglia
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FONDAZIONE STELLINE - PALAZZO DELLE STELLINE
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Corso Magenta 61 (20123)
+39 0245462111 , +39 0245462403 (fax)
fondazione@stelline.it
www.stelline.it
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Mostra antologica per Alberto Ghinzani in due luoghi importanti per l’arte contemporanea, il Museo d’arte contemporanea di Lissone e la Fondazione Stelline di Milano.
orario: Tutti i giorni 10-19.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 20 settembre 2009. ore 11.00, presso il Museo d’arte contemporanea di Lissone.
catalogo: a cura di Luigi Cavadini
editore: SKIRA
autori: Alberto Ghinzani
note: Apertura dal 16 settembre. Conferenza stampa mercoledì 16 settembre, ore 11.30, presso la Sala Solari, Fondazione Stelline, Milano. A seguire visita in anteprima della mostra a Milano e presso la sede museale lissonese.
genere: arte contemporanea, personale
email: museo@comune.lissone.mb.it
web: www.museolissone.it

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comunicato stampa
Mostra antologica per Alberto Ghinzani in due luoghi importanti per l’arte contemporanea, il Museo d’arte contemporanea di Lissone e la Fondazione Stelline di Milano.

Mostra unica nonostante i luoghi espositivi siano dislocati a una certa distanza, ma da Milano si giunge a Lissone in treno in poco più di 15 minuti da Porta Garibaldi e il Museo è situato proprio di fronte alla stazione ferroviaria.

Due iniziative espositive differenti sono confluite in un unico progetto complessivo che permette di mettere in scena la proposta plastica di Ghinzani in tutti i suoi più significativi sviluppi: nel chiostro e nei giardini del Palazzo delle Stelline sono installate opere recenti di grandi dimensioni, mentre negli spazi del Museo lissonese viene documentato il percorso creativo dell’artista a partire dalla fine degli anni Sessanta attraverso una ampia e accurata selezione di disegni, bozzetti e sculture di diverse dimensioni realizzate in vari materiali dal bronzo al legno, dal ferro alla vetroresina, spesso con l’aggiunta di interventi cromatici.

La mostra a Lissone riporta Ghinzani in una Città dove l’artista (finiti gli studi all’Accademia di Brera nella scuola di Marino Marini) ha avuto per qualche tempo il suo studio, e dove ha partecipato nel 1967 al XV Premio Lissone, l’ultima edizione dello storico Premio, dedicato per la prima ed unica volta anche alla scultura. In ricordo di queste esperienze Alberto Ghinzani ha recentemente offerto alla Città di Lissone una scultura di grandi dimensioni, che sarà collocata nella piazza davanti al Museo.



Come sottolinea l’Assessore alla Cultura, Identità e Tradizioni locali Daniela Ronchi, “In linea con i primari obiettivi di promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea e dei suoi molteplici linguaggi, è per il mio Assessorato un vero onore accogliere presso la sede museale di Lissone una mostra di Alberto Ghinzani. Tale progetto espositivo, oltre a presentare al pubblico una delle figure più interessanti della scultura di oggi, rappresenta un forte collegamento con il territorio e la straordinaria avventura del Premio Lissone storico.

Passato e presente si intrecceranno sapientemente all’interno di una mostra che intende nuovamente porre l’accento sulla volontà del nostro Museo di dare un meritevole spazio, non unicamente alla pittura, ma a tutte le innumerevoli e dinamiche espressioni dell’arte del presente, scultura compresa”.







Riguardo alla specificità dell’opera di Alberto Ghinzani appare significativa la riflessione di Francesco Poli: “La scultura di Ghinzani, che si oppone a ogni rischio di retorica monumentale, si sviluppa in stretta interrelazione con lo spazio ambientale attraverso una complessa logica di assemblaggio liberamente costruttivo di elementi che danno vita ad articolate forme plastiche la cui tensione estetica è determinata da aerei e instabili equilibri, da una raffinata enfatizzazione dell’espressività primaria dei materiali e da ben studiati interventi cromatici”.

La parte di esposizione presso il Museo lissonese si sviluppa su tre piani e propone sculture e installazioni, accompagnate da una carrellata di piccole opere che costituiscono a volte studi per lavori maggiori, ma in buona parte sono lavori in sé compiuti. Per illustrare il procedimento creativo dello scultore vengono presentati alcuni dei grandi disegni di riflessione, di studio e di progetto, che mostrano il lento e graduale avvicinamento all’opera e alla scelta dei materiali più idonei per ciascun lavoro.

Alla Fondazione Stelline di Milano l’attenzione è concentrata su una serie di grandi opere realizzate nell’ultimo anno, che sono presentate nei giardini del chiostro centrale e costituiscono un interessante momento nella evoluzione della ricerca di Ghinzani: la struttura complessa delle opere, il loro sviluppo prevalentemente verticale, l’interazione dei materiali riassumono molto bene il pensiero plastico dell’artista sviluppato in oltre quarant’anni di lavoro.

Il catalogo della mostra, edito da Skira, è introdotto da un testo critico di Francesco Poli e da un’intervista a Ghinzani a cura di Luigi Cavadini, autore anche di una riflessione storica sulla partecipazione dell’artista al Premio Lissone nel 1967.






Biografia

Alberto Ghinzani, nato nel 1939 a Valle Lomellina, vive e lavora a Milano. Scultore di fama internazionale, si è formato all’Accademia di Brera, frequentando i corsi di scultura di Marino Marini, che a quel tempo aveva come assistente Alik Cavaliere. Nel 1962 è invitato alla Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (vi tornerà nel 1967), mentre del 1966 sono le sue prime personali: una alla Galleria delle Ore di Milano (con una presentazione di Mario de Micheli) e l’altra alla Galleria Il Girasole di Roma (con una presentazione di Luciano Caramel). Da allora si sono succedute numerose altre personali e le sue opere sono state presentate in importanti rassegne dedicate alla sculture: fra le più recenti, la XI Triennale di New Delhi, India, e “Scultura italiana del XX secolo”, presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.




 
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