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arte contemporanea, collettiva MUSEO DELL’ARTE DEL NOVECENTO E DEL CONTEMPORANEO - CONVENTO DEL CARMELO ​ Viale Umberto I 11 Sassari 07100

Sassari - dal 23 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010

Anni '70. Fotografia e vita quotidiana

Anni '70. Fotografia e vita quotidiana
Anders Petersen, Senza titolo. Serie "Café Lehmitz", 1977
Courtesy: Anders Petersen
Copyrights: Anders Petersen
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MUSEO DELL’ARTE DEL NOVECENTO E DEL CONTEMPORANEO - CONVENTO DEL CARMELO
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Viale Umberto I 11 (07100)
Archivolto Del Carmine
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Uno sguardo retrospettivo su un gruppo di opere e di autori che contribuirono a definire gli anni Settanta come i più importanti e fecondi della storia recente della fotografia.
orario: ore 10:00 - 13:00 /// 16:30 - 20:30 /// lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance - Servizio gratuito di visita guidata (attivo dal martedì al sabato dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:30 e le ultime domeniche del mese).
vernissage: 23 ottobre 2009.
catalogo: in mostra
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: MANUAL, STUDIO ESSECI
autori: Gabriele & Helmut Nothhelfer, Robert Adams, Laurie Anderson, Claudia Andújar, Christian Boltanksi, Victor Burgin, Sophie Calle, William Eggleston, Alberto García-Alix, David Goldblatt, Karen Knorr, Víctor Kolár, Ana Mendieta, Fina Miralles, J.D. Okhai Ojeikere, Carlos Pazos, Hans Peter Feldman, Anders Petersen, Eugene Richards, Allan Sekula, Cindy Sherman, Malick Sidibé, Ed Van Der Elsken, Kohei Yoshiyuki
patrocini: La Provincia di Sassari
La Provincia di Nuoro
il MAN Museo d'Arte Provincia di Nuoro
La Fondazione Banco di Sardegna
telefono evento: +39 0784252110
note: co-produzione internazionale che ha unito il polo espositivo sardo a La Fabrica/ PhotoEspaña 2009 e al Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia
genere: fotografia, collettiva
email: man.nuoro@gmail.com

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comunicato stampa
La mostra, figlia di una co-produzione internazionale che ha unito il MAN a La Fabrica/ PhotoEspaña 2009 e al Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia, propone uno sguardo retrospettivo su un gruppo di opere e autori che contribuirono a definire gli anni Settanta come i più importanti e fecondi della storia recente della fotografia.
La Provincia di Sassari ha accolto con entusiasmo l'opportunità di poter ospitare Anni '70. Fotografia e vita quotidiana. Per due motivi: il valore della mostra e l'occasione di instaurare con il MAN una collaborazione che negli auspici delle due parti si farà via via più serrata, consentendo di importare anche nel Nord-Ovest Sardegna un esperimento culturale tanto vitale quanto di successo come si è rivelato quello del Museo d'Arte della Provincia di Nuoro. Sassari lo farà attraverso la crescita dello Smap, il Sistema museale artistico provinciale inaugurato solo due mesi fa con la creazione di un vero e proprio percorso museale tra le sale storiche del palazzo della Provincia, in piazza d'Italia.
Eredi di un decennio tra i più rivoluzionari del dopoguerra e momento di incubazione di ciò che connoterà il poi e che disegna l'oggi, quelli Settanta sono stati anni fatidici: il MAN, diretto da Cristiana Collu, li racconta attraverso un mezzo, la fotografia, che in quel decennio visse un momento del tutto particolare, così come particolare è ciò che l'obiettivo ha inteso catturare: la quotidianità, lembi di vita reale e proprio per questo straordinaria testimonianza.
Fotografia e quotidianità hanno un legame del tutto specifico con gli anni '70. In quel decennio la vita quotidiana irrompe nella fotografia e - mentre va componendosi la dicotomia tra arte e fotografia - nascono nuove relazioni tra fotografia e arte contemporanea, superando divisioni prima marcate, trasformandole in contaminazioni e commistioni. Uno degli aspetti più singolari è la convergenza tra l'ambito più specifico della fotografia e quello più vasto delle arti plastiche, testimoniato anche dal notevole numero di artisti: alla fotografia fanno ricorso tutti indistintamente. E il rinnovato interesse per la fotografia passa soprattutto per la valorizzazione dell'idea di documento e dello stile documentale, come modello privilegiato e legittimo per la rappresentazione della quotidianità in combinazione tra la sfera pubblica e quella privata.
Alla mostra ospitata nell'ex convento saranno presenti 189 opere di ventidue artisti che realmente hanno fatto la differenza nel campo delle arti visive di quel periodo, offrendo un ampio e diversificato ventaglio di immagini paradigmatiche e nello stesso tempo di attitudini estetiche e concettuali. Tra loro, nomi di rilievo internazionale come David Goldblatt, Christian Boltanski, Anders Petersen, Cindy Sherman, insieme ad altri che, come Robert Adams, Laurie Anderson, Claudia Andújar, Victor Burgin, William Eggleston, Hans Peter Feldman, Alberto García-Alix, Karen Knorr, Víctor Kolár, Ana Mendieta, Fina Miralles, Gabriele & Helmut Nothhelfer, J. D. Okhai Ojeikere, Carlos Pazos, Eugene Richards, Allan Sekula, Malick Sidibé, Ed van der Elsken, Kohei Yoshiyuki, hanno percorso strade del tutto personali, di interesse assoluto. A uno solo di loro, Goldblatt, la mostra offre due diverse "isole": nella prima l'artista si misura col tema dell'apartheid, nella seconda conduce una ricerca sulle mani come altro viso di una persona.
 
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