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arte contemporanea, collettiva MUSEO CASA CAVALIER PELLANDA ​ Via Lucomagno 14 Biasca 6710

Biasca () - dal 14 novembre 2009 al 31 gennaio 2010

Varlin - Per un ritratto

Varlin - Per un ritratto
MUSEO CASA CAVALIER PELLANDA
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Via Lucomagno 14 (6710)
cultura@biasca.ch
www.casapellanda.ch
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Scritti, carte, dipinti
orario: mercoledì, sabato, domenica e festivi ore 14-18, venerdì ore 16-19, chiuso 25-26 dicembre e 1 gennaio
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Fr. 7.-
Ridotto: Fr. 4.-
Fino a 16 anni: ingresso libero
vernissage: 14 novembre 2009. ore 18
catalogo: Testo in catalogo, Stefano Crespi
curatori: Patrizia Guggenheim, Marco Gurtner
autori: Valin
genere: documentaria, arte contemporanea, personale, disegno e grafica

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comunicato stampa
...Un pittore colto Varlin nell'interna esplorazione dell'immagine, da un lascito aristocraticamente impressionista all'espressionismo, fino a raggiungere quel fondo della vita più oscuro, grigio, “folle, stralunato e demente”. Un artista colto ed estremo nel bruciare le categorie storiografiche, i codici intellettuali. La pittura diventa forza, energia, anche atto deformante del grigio, di una perduta raffinatezza, dissoluzione linguistica, fino a quel punto di rovesciamento, di gesto sprezzante e umano (così suo) che è il salto dall'arte alla vita... Questa mostra dedicata al grande artista svizzero Willy Guggenheim, in arte Varlin (Zurigo 1900 – Bondo 1977), nata anche per l'occasione della pubblicazione del libro La cenere e il niente: Scritti di Giovanni Testori per Varlin (collana Atelier, diretta da Stefano Crespi, edizioni Le Lettere, Firenze), propone attraverso i documenti fotografici, gli scritti, le carte e gli straordinari dipinti una “retrospettiva” sulla vita e sull'opera di Varlin: la famiglia Guggenheim e l'infanzia del piccolo Willy a Zurigo; l'apprendistato come litografo, presto interrotto per dare avvio alla formazione di grafico presso la Kunstgewerbeschule di San Gallo; gli studi d'arte (un breve periodo a Berlino e poi Parigi, dove rimane per un decennio); il ritorno in patria, a Zurigo e i frequenti viaggi e soggiorni (Italia, Inghilterra, Scozia, Francia, Spagna, Marocco, New York); i primi importanti riconoscimenti: assieme a Otto Tschumi e Robert Müller, Varlin rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia del 1960/61, nello stesso anno vince il Guggenheim Internescional Award e il Kunsthaus di Zurigo gli dedica una retrospettiva; è invitato ad esporre nel 1964 all'Esposizione Nazionale di Losanna; grandi personalità come Friedrich Dürrenmatt, Max Frisch, Giovanni Testori, ecc., si interessano alla sua opera e gli dedicano importanti scritti; gli anni ultimi di Varlin a Bondo, assieme alla moglie Franca Giovanoli, originaria della Val Bregaglia, e la loro figlia Patrizia: determinante di quel periodo è, oltre alle frequenti visite di amici e di personalità di vario genere come Dürrenmatt, Frisch, Loetcher, Cartier-Bresson, Giacometti (che incontra occasionalmente a Stampa), l'amicizia e la frequentazione con il drammaturgo, scrittore e pittore italiano Giovanni Testori, che avrà una lettura innovativa sull'opera di Varlin, accostandolo, in un memorabile scritto a lui dedicato, a Bacon e Giacometti, definendoli “...la triade o trinità dei veri, grandi protagonisti in figura della generazione che, qui, in Europa, è nata nel primo decennio del secolo. Col vantaggio, per chi ami i viaggi in terre poco battute, che il nostro Varlin resta ancor tutto da scoprire; magari da rivoltare, certissimamente da rivelare. ...”.
 
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