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Milano - dal 18 settembre al 21 ottobre 2009
Regina José Galindo - Juegos de poder
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Regina José Galindo, Libertad condicional, 2009. Associazione Phaedora, Livorno, Fortezza vecchia.
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Mostra personale di Regina José Galindo in cui verranno presentate azioni recenti che l’artista guatemalteca ha realizzato negli ultimi due anni tra il suo paese, gli Stati Uniti, il Sud America e l’Italia.
orario: Da martedì a sabato 11.00-14.00 e 15.00-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 18 settembre 2009. ore 19.00
autori: Regina José Galindo
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Prometeogallery di Ida Pisani è lieta di annunciare l’apertura presso il proprio spazio di Milano della personale di Regina José Galindo dal titolo "Juegos de poder" (Giochi di potere), in cui verranno presentate azioni recenti che l’artista guatemalteca ha realizzato negli ultimi due anni tra il suo paese, gli Stati Uniti, il Sud America e l’Italia.
Immigrazione, volontà, nudità, empatia, biologia, potere, rabbia, sadismo, disperazione, costrizione e libertà sono le parole attorno a cui si articola da sempre il discorso artistico di Regina José Galindo. Nelle performance a queste parole presta il suo corpo, usandolo come se non le appartenesse, come uno specchio.
Nel lavoro che da il titolo alla mostra Regina José Galindo segue pedissequamente le istruzioni di un ipnotizzatore. Questo pezzo si inserisce in una lunga ricerca sulla natura sadica e sulla irrefrenabile sete di libertà incontrollata del potere. Su questa faglia insiste il lavoro di Regina. L'attenzione ricade sull'incapacità psicologica del potere di colmare il suo stesso vuoto.
Quando la Biennale de L’Avana le chiede di partecipare con un suo lavoro, l'artista con molta ironia invia un suo mezzo busto, opera che distrugge il mito dell'artista politico e allo stesso tempo lo rafforza.
In "America's Family Prison" vive per 24 ore dentro una cella assieme alla sua famiglia e poi la lascia aperta in modo che il pubblico possa esperirla come se fosse un oggetto d’arte. Per "Curso de supervivencia para hombres y mujeres que viajarán de manera ilegal a los Estados Unidos" organizza per dei futuri clandestini una serie di lezioni in cui si apprende come resistere alla fatica, come orientarsi e leggere le mappe, nozioni di primo soccorso, come accendere un fuoco e come scalare un muro, insomma come riuscire a sopravvivere in condizioni estreme. In "Let's Rodeo" si sottopone ad un’estenuante prova di resistenza a cavallo di un toro meccanico nel vano tentativo di domarlo.
Nell’ultima fase della sua produzione Regina José Galindo ha iniziato ad includere il pubblico nel ruolo di rivelatore e liberatore del suo corpo. In una recente azione realizzata a Livorno nel luglio di quest’anno – "Libertad condicional" – l'artista è sdraiata sulla ghiaia e incatenata al centro di uno spazio definito solo da uno spot luminoso. Davanti a lei un ricco mazzo chiavi, mentre intorno si aggira il pubblico. Appagata la vista, dopo un po' qualcuno si avvicina, la tocca e l'accarezza a lungo sulle mani e sul volto come a sentire di cosa è fatta, poi prova a liberarla. Subentra un'altra persona e un'altra ancora, finché il lavoro è compiuto, le catene sono sono sciolte. Questa volta la libertà dipende dagli altri.

Regina José Galindo (Città del Guatemala, 1974) ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2001 e nel 2005, edizione nella quale ha vinto il Leone d’oro come miglior artista under 35. Quest’anno è presente a Venezia nel progetto speciale “The Fear Society – Pabellón de la Urgencia” curato da Jota Castro per la regione di Murcia. Il suo lavoro è stato esposto – tra gli altri – al PS1 di New York, a Le Plateau a Parigi ed è parte di numerose collezioni pubbliche e private. Ad ottobre inaugurerà una sua importante personale a New York presso Exit Art e in dicembre sarà presente ad Art Basel Miami nella sezione Art Nova.
 
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