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arte contemporanea, collettiva MUSEO DI CAPODIMONTE ​ Via Di Miano 2 Napoli 80131

Napoli - dal 2 ottobre al 15 novembre 2009

Candida Höfer - Napoli
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Candida Höfer - Napoli
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Candida Hofer, 2009, Napoli, Biblioteca Oratoriana Statale, annessa al monumento Nazionale dei Girolamini
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MUSEO DI CAPODIMONTE
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Via Di Miano 2 (80131)
+39 0817499111 , +39 0817445032 (fax)
sspsae-na.capodimonte@beniculturali.it
www.museo-capodimonte.it
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Verranno esposte sedici immagini fotografiche di eccezionale formato che l’artista tedesca ha realizzato a Napoli, nel corso di quest’anno, proprio per questa occasione.
orario: tutti i giorni ore 8.30-19.30;mercoledì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: mostra e museo € 7,50
vernissage: 2 ottobre 2009. ore 18
catalogo: saggio di Angela Tecce
editore: ELECTA
ufficio stampa: CIVITA GROUP, ELECTA
curatori: Angela Tecce
autori: Candida Höfer
patrocini: La mostra è realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, promossa dalla Regione Campania/Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali - progetto Cofinanziato con i fondi PO FESR CAMPANIA 2007-2013 Obiettivo OPERATIVO 1.9
telefono evento: +39 848800288
note: Organizzazione e promozione: Civita
L’esposizione è realizzata in collaborazione con Ben Brown Fine Arts, London e Marco Voena, Milano
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Venerdì 2 ottobre, alle ore 18.00, verrà inaugurata al Museo di Capodimonte, nella Sala Causa, la mostra di Candida Hofer.

Verranno esposte sedici immagini fotografiche di eccezionale formato che l’artista tedesca ha realizzato a Napoli, nel corso di quest’anno, proprio per questa occasione.

“Il mio lavoro riguarda la trasformazione di spazi in immagini”, così Candida Höfer descrive la sua opera, la sua poetica che l'ha resa famosa come una “antropologa delle architetture”.

L’obiettivo della grande fotografa ha ritratto alcuni tra i più significativi luoghi della cultura e della storia del capoluogo campano, ritraendo i soggetti tipici della sua ricerca: interni di musei, teatri, palazzi, chiese e biblioteche, in un imponente excursus architettonico.

Le sale della Biblioteca dei Gerolamini, della Biblioteca Nazionale e dell’Archivio di Stato, il Lazzaretto dell’Ospedale di Santa Maria della Pace, Castel Capuano, la Reggia di Portici, la Sacrestia e la Chiesa della Certosa di San Martino, il Teatro San Carlo e il Teatro Mercadante, il Museo di Capodimonte, la chiesa di San Francesco di Paola: i suoi scatti fotografano gli spazi così come non li abbiamo mai visti, privi della vita che li anima, come in silenzio, in assenza di presenze umane. È proprio questo silenzio, quasi religioso, metafisico e congelato a regalare ai luoghi un'intensità sacra e inviolabile, capace di raccontare ciò che solitamente quegli spazi nascondono e celano alla vista.

“Il lavoro di Candida Hofer – scrive Angela Tecce - per Napoli assume, proprio per la distanza siderale tra la sua enigmatica e solenne celebrazione del silenzio e la ribollente vita partenopea, un nuovo valore di testimonianza. La fotografa tedesca, allieva per altro di due cantori dell’assoluto architettonico come Berndt e Hilla Becher, non si lascia minimamente sedurre dalle grida, dal clamore o dal traffico, dal ‘pittoresco’ in una parola, ma lavora su ciò che le appare ‘eterno’ o che perlomeno dell’eternità rappresenti un aspetto: il frutto del lavoro e del pensiero sottratti alla contingenza del tempo. Nessuna sua fotografia dà la sensazione di esser stata ‘catturata’, ma tutte appaiono piuttosto l’esito di una lentissima, elaborata distillazione di un momento supremo, in cui la concinnitas – che è insieme simmetria, bellezza, equilibrio - appare veramente la ‘cifra’ definitiva di uno spazio.”

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Nonostante le immagini siano fondate su vuoti assoluti e luminosi, in una ricerca che si caratterizza ad un livello ‘oggettivo’ di indagine, il grande protagonista dell'opera di Candida Höfer rimane il vivere sociale e politico.

In conclusione, un ‘omaggio’ più che dovuto a una delle personalità più rilevanti e significative del panorama dell’arte contemporanea e allo stesso tempo alla città e ai suoi luoghi più significativi.
 
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