Stefano Soddu 3062 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/03/2019
Lacoste omaggia Keith Haring con una nuova capsule collection
26/03/2019
La casa di Philip Roth a New York è in vendita
26/03/2019
Addio ad Andrea Emiliani. Si spegne una voce forte della storia dell’arte italiana
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva LIBA ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Giordano Bruno 9 Pontedera 56025

Pontedera (PI) - dal 14 al 28 novembre 2009

Stefano Soddu

Stefano Soddu
LIBA ARTE CONTEMPORANEA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Giordano Bruno 9 (56025)
+39 058758165 , +39 0587684513 (fax)
libarte@tiscali.it
www.gallerialiba.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Mostra personale
orario: giovedì, venerdì e sabato ore 17:00 - 19:30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 14 novembre 2009. ore 18,30
catalogo: in galleria a cura di Giorgio Bonomi
autori: Stefano Soddu
patrocini: comune di Pontedera
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Stefano Soddu, nato a Cagliari nel 1946, si trasferisce a Milano con la famiglia nel 1956. A Milano, dopo aver effettuato gli studi classici e conseguito la laurea in giurisprudenza, ancora oggi risiede e opera. Si è sempre occupato di arti visive, avvicinandosi negli anni sessanta allo sperimentalismo materico di Burri. Di quegli anni sono le sue opere in plastica e le sue sculture in rame. Nel 1995 fissa in un libro dal titolo “Risalendo la Corrente” - Soddu/Mininni - una sua esperienza di land art effettuata nei pressi di Canzo, sul torrente Lambro, nella quale vengono esclusivamente utilizzati materiali reperiti in loco. E’ questo il momento iniziale di un nuovo progetto d’arte in cui il materiale di recupero (industriale o no) verrà da Soddu utilizzato nella scultura e nei lavori decantato da un attento processo di ricerca estetica e etica. Si avvia così una intensissima attività espositiva sia in mostre collettive che personali, in Italia e all’estero (Spagna, Germania, Russia, U.S.A., Svizzera, Belgio, Grecia, Cina). Le sue principali mostre personali: Galleria Vismara Arte di Milano, Castello Visconteo di Trezzo sull’Adda, Warehouse Gallery di Orlando (California), Museo di Sant’Ambrogio, Oratorio della Passione di Milano, Museo Pagani di Castellanza, Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Chiostro di Voltorre, museo d’arte contemporanea prov. di Varese, Galleria Blu di Prussia di Albisola, Pinacoteca Comunale di Varallo Pombia, Museo Nuova Era di Bari, Galleria Ellequadro Documenti di Genova, Galleria Excalibur di Solcio, Leo’s gallery di Monza. Tra le numerosissime rassegne si segnalano la Biennale della Scultura di Gubbio, la mostra Nella Materia al museo della Permanente di Milanoa, la presenza alla 52 Biennale di Venezia (Spazio Thetis a cura di Lucrezia de Domizio Durini). Da alcuni anni lavora anche la ceramica ad Albisola presso le fornaci San Giorgio. Le edizioni “Pulcino Elefante” di Alberto Casiraghy hanno pubblicato, in dieci volumetti, opere visive e/o poesie di Soddu. E’ inoltre inserito nelle edizioni “Pensieri d’arte” e “Arte prioritaria” pubblicate da Scoglio di Quarto&Bazart. Nel 2004 pubblica con Enrico Cattaneo il libro, ed. Signum, Ritratti di Studio. Sue opere si trovano in importanti musei e collezioni pubbliche e private. E’ inserito nella “Storia dell’Arte Italiana del ‘900, generazione Anni Quaranta” di Di Genova, ed. Bora. Oltre alle innumerevoli recensioni delle sue mostre apparse sui principali quotidiani e periodici nazionali, e sulle riviste specializzate, hanno scritto sul suo lavoro, tra gli altri, Roberto Sanesi, Evelina Shatz, Giorgio Seveso, Donato Di Poce, Stefania Carrozzini, Claudio Mazzenga, Mimma Pasqua, Ave Appiano, Gabriella Cattaneo, Carlo Castellaneta, Gavina Ciusa, Roberto Borghi, Sandra Nava, Lorella Giudici, Rachele Ferrario, Alberto Veca, Lucrezia De Domizio Durini, Antonio D’Avossa, Angelo Mistrangelo, Giorgio Di Genova, Giorgio Bonomi. Stefano Soddu è uno scultore che usa prevalentemente il ferro. Un ferro scuro, forte, duro, che poco concede, nella sua matericità, al sentimento lirico. Eppure, come spesso accade con gli uomini (e con le donne) che appaiono “duri”, “coriacei”, anche la scultura di Soddu lascia trasparire, al di là della “ferrignità” un’anima “gentile” e di fine poeticità. Qui, in un’opera, unisce il ferro alle polveri, per giunta colorate, di rosso, verde, bianco, nero, giallo, poiché si tratta, come suggerisce il titolo “Celle dell’Anima”, della memoria dell’anima. E’ un lavoro che nella sua semplicità rende perfettamente il senso della molteplicità dell’Uomo e della sua unicità nella condizione comune dei limiti che lo contraddistinguono e nella tensione per il loro superamento. Altre volte Soddu, consapevole del valore ancestrale e archetipo del ferro, ad una perfezione geometrica del cerchio, contrappone una rottura dello stesso e lo addolcisce unendo del colore che sprigiona un alone di luce dal retro. Il colore steso sul retro del cerchio costituisce per un verso un elemento compositivo intenso e assai significativo e, per un altro, evoca il senso del mistero dell’essere umano. Fattore questo che ritroviamo in un’altra serie di sculture che si presentano con uno spirito neocostruttivista, essendo sostituiti da Senza titolo - ferro - 2008 - cm 180 x 40 x 3 cad. figure geometriche inserite in pannelli rettangolari in ferro. Dalle spaccature geometriche operate nel ferro, fuoriesce, provocato dalla luce naturale e dal materiale plastico usato, del colore: una dichiarazione esplicita che per Soddu la scultura vuole essere qualche cosa di più di un mero momento costruttivo destinato soltanto alla percezione visiva. Non è casuale che Soddu accosti queste sculture sulle pareti, rinunciando apparentemente alla plasticità complessa del tutto tondo, ma ritrovando sulle possibilità infinite date dal muro, attraverso le trasparenza, con il suo essere soglia con un al di qua, visibile, e un al di là, solo immaginabile. Così quelle che si presentano a prima vista come una variante dell’arte “geometrica”, si scoprono dotate di una concettualità più articolata, cioè si offrono come discorso complesso che nasconde, come voleva von Hofmannsthal, la profondità nelle superfici e che invita a riflessioni profonde sull’essere e sulla vita che è certo un dramma ma che l’arte, secondo il pensiero degli antichi Greci, presenta appunto come tale e, attraverso la catarsi, lo spettatore, dopo la consapevolezza della tragedia, ritrova il senso, lo scopo e, in fondo, il gusto della vita. Giorgio Bonomi - ottobre 2009
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram