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arte contemporanea, collettiva MUSEO ADRIANO BERNAREGGI ​ Via Pignolo 76 Bergamo 24121

Bergamo - dal 21 novembre 2009 al 10 gennaio 2010

Ferrariofreres - Ascesi e caduti
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MUSEO ADRIANO BERNAREGGI
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Via Pignolo 76 (24121)
+39 035248772 , +39 035215517 (fax)
info@museobernareggi.it
www.museobernareggi.it
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In San Lupo presenterà una suggestiva istallazione intitolata Ascesi e caduti che medita, con il linguaggio estremamente coinvolgente dell’istallazione multimediale, sulla natura dell’essere umano visto come creatura potenzialmente destinata alla discesa e al degrado ma anche alla risalita esistenziale e alla integrità spirituale.
orario: venerdì, sabato e domenica 9.30-12.30 ; 15.00-18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 21 novembre 2009. ore 18
catalogo: in mostra
editore: ELECTA
autori: Ferrariofreres
patrocini: La mostra è sostenuta da Comune di Bergamo,
Fondazione Credito Bergamasco, Fondazione della
Comunità Bergamasca ONLUS e Minitallux.
genere: arte contemporanea, personale
web: www.ferrariofreres.it

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comunicato stampa
IL SUGGESTIVO EX ORATORIO DI SAN LUPO OSPITA UN’INSTALLAZIONE DEL VIDEO ARTISTA BERGAMASCO FERDINANDO FERRARIO Il Museo Adriano Bernareggi promuove una mostra di arte contemporanea dedicata a Ferdinando Ferrario. Ferrario, che firma le sue iniziative con nome collettivo “Ferrariofreres”, ha un nutrito curriculum artistico alle spalle. A Bergamo ha già lavorato negli spazi del Teatro Sociale (quando ancora ospitava iniziative di arte contemporanea) e alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. In San Lupo presenterà una suggestiva istallazione intitolata Ascesi e caduti che medita, con il linguaggio estremamente coinvolgente dell’istallazione multimediale, sulla natura dell’essere umano visto come creatura potenzialmente destinata alla discesa e al degrado ma anche alla risalita esistenziale e alla integrità spirituale. Il lavoro si ispira a un report etnografico, un lavoro sul campo da parte di una spedizione australiana, partita da Cooktown e approdata nell’isola di Daru in Papuasia (ora Papua Nuova Guinea), in cui la spedizione scientifica si dedica ad uno studio di osservazione su un gruppo tribale, che abita vicino a Kikori River. È un reperto vivo di un rituale che si svolgeva, probabilmente, già nel Paleolitico Superiore. Dalla suggestione di questa materia di ricerca Ferrario la sua particolare visione estetica che indaga la radice universale dell’esperienza del sacro, secondo tonalità arcaica alle quali la nostra cultura postmoderna è tornata ad essere sensibile. L’istallazione consisterà di un grande cilindro trasparente, di circa 2m di diametro, che dal pavimento della chiesa sale fino al soffitto, nel quale viene fatto circolare del fumo bianco. Il fumo bianco nel cilindro genera una superficie fluttuante sulla quale, con l’ausilio di proiettori disposti sui pilastri della chiesa, vengono proiettate immagini di figure umane in movimento, alcune maschili e discendenti, altre femminili e ascendenti. Proiettate su questa superficie fumosa le immagini, che sono in movimento, avranno la suggestiva consistenza di ologrammi. Dalla grata che apre sull’ossario sottostante si potrà vedere l’immagine proiettata di elementi acquatici, luogo di transito delle figure e di rigenerazione dello spirito. Tutto questo riceve tutta una sua vitalità sonora da un sistema acustico che completa l’installazione. Il suono completa l’atmosfera del dramma di queste figure in trasformazione.Il Museo Adriano Bernareggi Di proprietà della Diocesi di Bergamo, il Museo è stato inaugurato nel 2000. Le sue raccolte sono costituite da opere provenienti dal territorio della Diocesi di Bergamo, dal XVI al XIX secolo. Il Museo è dotato di una biblioteca e di una fototeca specializzate, entrambe aperte al pubblico. Oltre alle numerose mostre di arte antica il Museo ha organizzato iniziative di arte contemporanea negli spazi – recentemente recuperati – dell’ex Oratorio di San Lupo. San Lupo L’ex Oratorio di San Lupo si affaccia sull’attuale via San Tomaso, al n. 7. L’edificio, recentemente restaurato, è costituito da un’aula unica che si sviluppa in altezza tramite il collegamento di matronei percorribili. Presso l’Oratorio – costruito nel 1734 – era aggregata la Giovanile confraternita della morte e fino all’inizio dell’Ottocento svolse la funzione di cimitero e ossario della vicina chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro della Croce. L’architetto della fabbrica di San Lupo è Ferdinando Caccia, ricordato dalle fonti settecentesche come un personaggio “abilissimo a trovar modi nelle fabbriche già esistenti, di rendere usuali, comodi e vistosi, dei luoghi abbandonati o tetri e dare ad essi con poco un’aria di magnificenza”. E l’oratorio esibisce un’aria di magnificenza grazie alla facciata classica, intervallata da quattro colonne. Dietro a questo prospetto scenografico si nasconde un corpo di fabbrica a pianta centrale. L’accesso ai piani superiori è garantito da due rampe di scale. Dalle balconate del primo e del secondo piano si ha la visione complessiva dell’interno, più somigliante a un teatro che a un luogo sacro. Le attività Dall’epoca della riapertura dell’ex Oratorio di San Lupo (2007) il Museo Adriano Bernareggi ha allestito in questo spazio tre mostre di arte contemporanea. La prima realizzata da Gianriccardo Piccoli (Vanitas Vanitatum, 2007-2008), la seconda concepita da Giovanni Frangi (MT2425, 2008-2009) fino ad ospitare Jannis Kounellis nel periodo maggio-settembre 2009. Le esposizioni hanno avuto un buon successo di pubblico e sono state illustrate con cataloghi appositamente realizzati. La fortuna di queste iniziative è dimostrata anche dal fatto che l’intera installazione di Gianriccardo Piccoli è stata acquistata dalla Fondazione Credito Bergamasco, la quale l’ha generosamente data in deposito permanente allo stesso Museo Adriano Bernareggi.
 
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