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arte contemporanea, collettiva LA GALLERIA NAZIONALE ​ Viale Delle Belle Arti 131 Roma 00196

Roma - dal 15 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010

Sandro Chia - Della pittura. Popolare e nobilissima arte
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LA GALLERIA NAZIONALE
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Viale Delle Belle Arti 131 (00196)
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E’ la prima grande antologica dell’artista in Italia e la sua più importante retrospettiva dopo quella del 1992 alla Nationalgalerie di Berlino.
orario: martedì - domenica dalle 8.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45) Chiusura il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero 10 euro, ridotto 8 euro Ridotto per i cittadini UE fra i 18 e 25 anni Gratuità per i cittadini UE sotto i 18 e over 65 anni Ai visitatori di Stati non facenti parte dell’UE si applicano e disposizioni sull’ingresso gratuito a condizione di reciprocità
vernissage: 15 dicembre 2009. alle ore 18.00
catalogo: edito da Flash Art edizioni
editore: ELECTA
ufficio stampa: PAOLA MANFREDI, ELECTA
curatori: Achille Bonito Oliva
autori: Sandro Chia
genere: arte contemporanea, personale
email: press.electamusei@mondadori.it

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comunicato stampa
Dal 16 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali presenta negli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma la mostra Sandro Chia. Della pittura, popolare e nobilissima arte a cura di Achille Bonito Oliva. E’ la prima grande antologica dell’artista in Italia e la sua più importante retrospettiva dopo quella del 1992 alla Nationalgalerie di Berlino.

A conclusione di un anno intenso, che ha visto la partecipazione di Sandro Chia alla 53° Biennale di Venezia e ad altre importanti mostre in Italia e all’estero, tra cui la mostra “Campestre romantico” nell’ambito di “Italia in Giappone 2009” all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Kyoto, “Della pittura, popolare e nobilissima arte” offre al pubblico un’ampia selezione di opere storiche e recenti dell’artista, alcune delle quali raramente presentate nei circuiti espositivi.

Attraverso 61 opere, 56 dipinti e 5 sculture in bronzo, vengono ripercorse le principali tappe della quarantennale carriera di Sandro Chia: dagli esordi negli anni Settanta, al successo della Transavanguardia negli anni Ottanta, all’affermazione come punto di riferimento nel panorama artistico internazionale che dagli anni Novanta arriva fino ad oggi.

All’interno dell’allestimento le opere non sono presentate secondo una scansione cronologica ma suddivise in quattro sezioni organizzate attorno al tema della “figurazione”, elemento distintivo e costante dell’arte di Chia nel corso degli anni: "Figure Ansiose", "Figure Titaniche", "Figurabile" e "Figure ad Arte".

La scelta di incentrare il percorso espositivo sui dipinti, nonostante la molteplicità delle tecniche sperimentate negli anni dall’artista, dal mosaico al video, è motivata dal ruolo di indiscussa protagonista che nel mondo di Sandro Chia riveste l’arte “popolare e nobilissima” della Pittura.

Pittura che, ricorda l’artista nel catalogo della mostra, nella sua poetica non è un semplice oggetto ma diventa interlocutore: “…per parlare non di pittura, ma alla pittura é meglio mimarne le figure, divenire una sua manifestazione, in definitiva é meglio apparire alla pittura come essa appare a noi”.

Con questa affermazione Chia va al di là della definizione della tecnica pittorica come linguaggio espressivo; infatti, come osserva il curatore della mostra Achille Bonito Oliva, un innegabile merito dell’artista è quello di aver reso la Pittura “un campo dentro cui manualità e concetto trovano finalmente un equilibrio […] uno strumento capace di far saltare la distanza e di collegare tempi che sembrano lontani tra loro.”

“Della pittura, popolare e nobilissima arte” è un’occasione per incontrare un grande artista e al tempo stesso per riflettere insieme con lui, che accompagna le opere esposte con frasi destinate al visitatore, sul destino della Pittura Figurativa, da quasi un secolo al centro di un acceso dibattito, nel quale si sono confrontate e scontrate generazioni di artisti e critici d’arte.

Il libro che accompagna la mostra, edito da Flash Art edizioni, è articolato come un dialogo fra Sandro Chia e Achille Bonito Oliva e fra l’artista e un visitatore immaginario, impersonato dalla soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, che lo interroga sulle sue opere.












Biografia

Sandro Chia nasce a Firenze il 20 aprile 1946. Vive e lavora tra Miami, Roma e Montalcino (SI).

Frequenta l’Istituto d’Arte e si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Firenze nel 1969.

Dopo aver viaggiato in India, Turchia ed Europa nel 1970 decide di stabilirsi a Roma.

Negli anni Settanta comincia a esporre a Roma e in Europa. Agli esordi il suo lavoro è legato all’arte concettuale ma presto se ne distanzia a favore della scoperta del linguaggio pittorico attirando l’attenzione della critica italiana e internazionale.

Negli anni Ottanta diventa uno dei protagonisti del gruppo della Transavanguardia.

Dal settembre 1980 all’agosto 1981 lavora a Monchengladbach in Germania per poi trasferirsi a New York, dove vive per oltre due decenni pur tornando frequentemente in Italia a Ronciglione (VT) e, in seguito, a Montalcino (SI).

E’ stato invitato a esporre alle Biennali di Parigi e San Paolo e, più volte, alla Biennale di Venezia.

Nel 2003, lo Stato italiano ha acquistato tre sue opere per la collezione permanente del Senato della Repubblica a Palazzo Madama, mentre nel 2005 sono state collocate due sculture monumentali davanti alla sede della Provincia di Roma.

Nella sua azienda vinicola di Castello Romitorio (Montalcino – SI) si occupa della produzione di pregiati vini tra cui il rinomato Brunello.

Tra gli importanti musei che gli hanno dedicato mostre personali si ricordano: Stedelijk Museum of Amsterdam (1983), il Metropolitan Museum di New York (1984), Nationalgalerie di Berlino (1984, 1992), il Museo d’Arte Moderna di Parigi (1984); Musei di Dusseldorf (1984), Anversa (1989), Città del Messico (1989); Palazzo Medici Riccardi di Firenze (1991), Musei di Karlsruhe (1992), Palm Springs (1993), Villa Medici a Roma (1995); Palazzo Reale a Milano (1997), il MOMA di Boca Raton, Florida (1997), la Galleria Civica di Siena (1997), la Galleria Civica di Trento (2000), il Museo d’Arte della città di Ravenna (2000), Museo Archeologico Nazionale di Firenze e Palazzo Pitti (2002), Duomo di S.Agostino a Pietrasanta (2005), Boca Raton Museum of Art in Florida, USA (2007), Gemeentemuseum dell'Aia, Paesi Bassi (2008) e la partecipazione alla 53° Biennale di Venezia (2009).


 
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