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arte contemporanea, collettiva ISTITUTO CENTRALE PER LA GRAFICA - PALAZZO POLI ​ Via Poli 54 Roma 00187

Roma - dal 9 dicembre 2003 al primo febbraio 2004

Vetrine della Calcografia 2003 - L'officina della calcografia
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ISTITUTO CENTRALE PER LA GRAFICA - PALAZZO POLI
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Via Poli 54 (00187)
+39 0669980242
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opere su carta di di Maurizio Donzelli , Vedovamazzei e Sislej Xhafa
orario: tutti i giorni 10-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 5€, ridotto 3€
vernissage: 9 dicembre 2003. ore 18
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: STUDIO BEGNINI
autori: Maurizio Donzelli, Vedovamazzei, Sislej Xhafa
telefono evento: +39 06699801
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Martedì 9 dicembre 2003 alle ore 18 inaugura, presso l'Istituto Nazionale per la Grafica, l'edizione 2003 di Vetrine alla Calcografia, progetto decennale che quest'anno è articolato in quattro diverse mostre. L'esposizione dedicata a SALVATORE SCARPITTA sarà ospitata presso le sale della Calcografia di Via della Stamperia 6, e successivamente presso l'Archivio di Stato a Torino (febbraio - marzo 2004); mentre, gli interventi di MAURIZIO DONZELLI, SISLEY XHAFA e vedovamazzei, saranno ospitati nel Palazzo della Fontana di Trevi.



Vetrine alla Calcografia è lo spazio dedicato all’arte contemporanea vista dal punto di osservazione dell’Istituto Nazionale per la Grafica. Interamente concepito all’interno di questo museo, della sua identità, delle tecniche (grafiche, calcografiche, fotografiche) su cui esso si fonda, della loro storia e della loro attualità. Finanziato dalle risorse del Minstero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la DARC (Direzione per l’Architettura e l’Arte Contemporanee), e dal contributo strutturale della Fondazione San Paolo di Torino per la Cultura la Scienza e l’Arte. E’ un progetto decennale, giunto alla sua terza edizione. Ha prodotto finora 9 mostre che, oltre la sede di Roma, hanno coinvolto, in successive edizioni, a Torino, l’Archivio di Stato e a Munster, il Landesmuseum.


Questa del 2003 è un’edizione di crisi. I principali e disparati elementi di difficoltà dell’istituzione, quali le immense trasformazioni culturali in atto, le incertezze economiche e finanziarie nazionali, il sempre più vasto e contraddittorio ricorso della società italiana all’arte contemporanea, richiedono la ricerca di risposte al vertiginoso rinnovamento dei valori stabiliti. Specificamente, la moltiplicazione di iniziative, luoghi e modi di manifestazione dell’arte attuale, determinano la necessità, per la Calcografia, di rinnovare l’affermazione della sua specifica identità. Verificare ulteriormente il proprio schema interpretativo costituito è una reazione tipica di una situazione d’emergenza, indispensabile per tentare di adeguare la propria funzione di storia rispetto alla straordinaria ed ingovernabile dinamicità del presente.

Per questa ragione l’edizione delle Vetrine alla Calcografia presenta quest’anno l’opera di un grande protagonista dell’arte moderna come Salvatore Scarpitta, letto attraverso una visuale totalmente inedita, quale la completa retrospettiva della sua opera su carta: fasi omogenee della sua produzione artistica in cui si è espresso col disegno e specifici episodi in cui ha utilizzato la stampa e la fotografia.

Scarpitta, così originale, precorritore ed esplosivo in ogni fase della sua diversificata attività, da non avere neppure concesso il tempo critico per riconoscere la sua grandezza, risulta oggi uno dei maggiori nodi irrisolti nella consapevolezza del presente artistico.

L’attività di committenza della Calcografia, la sua capacità di produzione artistica, mettendo a disposizione degli artisti i contenuti concettuali e tecnici della propria identità e, quando necessario, i mezzi della propria stamperia, è rappresentata dalla mostra L’officina della CalcografiaDi fronte alla crisi della cultura che questa edizione di Vetrine alla Calcografia recepisce e si sforza di interpretare, il museo ha la possibilità o di difendersi, sviluppando entro le proprie interne contraddizioni la dinamica della propria decadenza o di trasferire la riflessione analitica, che è la forza principale della disciplina storico artistica, nel cuore del problema. La scelta della seconda ipotesi ha prodotto, quest’anno le produzioni che i questa occasione si presentano. Nel Palazzo della Fontana di Trevi saranno esposte le risposte di Maurizio Donzelli, Vedovamazzei e Sislej Xhafa all’invito dell’Istituto a realizzare interventi sui temi tecnico estetici ad esso attinenti.

Conseguentemente con le relative poetiche, le loro reazioni sono molto differenziate: Maurizio Donzelli, con Spettacolo di niente, ha realizzato un’edizione di grafica all’acquaforte ed acquatinta, Vedovamazzei hanno impiegato l’acquerello su carta in Storia naturale di Vedovamazzei, Sislej Xhafa, con See no evil/ hear no evil/ speak no evil, un intervento che, in ragione della propria immediatezza, verrà reso noto esclusivamente al momento della sua manifestazione, il 9 dicembre, giorno di inaugurazione delle quattro mostre.

 
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