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arte contemporanea, collettiva SPAZIO TACCORI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 2 Milano 20121

Milano - dall'undici al 25 febbraio 2010

Tremuit terra. Milano. L'Aquila: punti di vista. Punti di incontro

Tremuit terra. Milano. L'Aquila: punti di vista. Punti di incontro
SPAZIO TACCORI
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Corso Giuseppe Garibaldi 2 (20121)
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Ivano Taccori prosegue nel suo intento di aiutare i giovani artisti, questa volta apre le porte del suo prestigioso
spazio a una collettiva benefica in favore dell’Aquila.
orario: da lunedì a venerdì ore 15-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 febbraio 2010. ore 18.30
curatori: Vera Agosti
autori: Giovanni Cerri, Francesco Corbetta, Francesco Correggia, Aliona Cotorobai, Fernando De Filippi, Omar e Michelangelo Galliani, Cristina e Calina Lefter, Anna Madia, Michela Martello, Ester Negretti, Francesca Partesi, Nelu Pascu, Lorenzo Puglisi, Lavinia Rotocol, Nicola Salvatore, Andrea Simoncini, Angela Tremonti
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Ivano Taccori prosegue nel suo intento di aiutare i giovani artisti, questa volta apre le porte del suo prestigioso spazio a una collettiva benefica in favore dell’Aquila. La terra tremò. In Abruzzo dall’aprile scorso, quando L’Aquila e altri paesi vennero devastati dal terremoto. A Milano nell’agosto 1943, sotto i bombardamenti nemici. Milano che ha conosciuto la distruzione della guerra ed ha una lunga tradizione di solidarietà umana oggi non dimentica L’Aquila e si impegna a raccogliere fondi per la ricostruzione attraverso i club Rotaract Milano Aquileia Giardini e Milano Ovest. Il tema è lo scatenarsi della natura contro l’uomo _con opere di artisti noti e non_ che ci sgomenta come nella catastrofe di Haiti, quindi il terremoto in Abruzzo, e la rinascita dei centri abitati colpiti dal sisma. Ecco allora l’albero di ulivo di Omar Galliani, raffinato omaggio all’Abruzzo; l’occhio che si smembra di Angiola Tremonti; le balene di Nicola Salvatore che ci rammentano i branchi di cetacei misteriosamente arenati sulle coste, tragico preludio a sconvolgimenti naturali, terrestri o marittimi; il tifone di Calina Lefter, simbolo della violenza distruttiva degli eventi atmosferici; il fiore che sboccia tra le mani della donna nella fotografia di Andrea Simoncini, testimone di nuova vita. E ancora Il Cristo contemporaneo di Michelangelo Galliani; il centro della terra infuocato di Cristina Lefter; la demolizione della Ticosa di Como nelle fotografie di Francesco Corbetta; i fiori neri del Black Out di Nelu Pascu; le lande sconfinate di Giovanni Cerri, fatte di rovine e macerie, sulle quali si ergono i tralicci, portatori di energia, comunicazione e futuro; il paesaggio desolato di Lorenzo Puglisi, immagine della caducità dell’esistenza. Aliona Cotorobai presenta un trittico espressionista dedicato al concetto della mutazione, mentre Lavinia Rotocol interpreta in chiave astratta su seta e resina una fenice che rinasce dalle ceneri. In mostra anche l’impronta di creta di Ester Negretti; l’immagine di solidarietà e cooperazione di Michela Martello; il paesaggio di cielo di Francesco Correggia, il sogno di Anna Madia, la fotografia di Francesca Partesi sul lavoro di costruzione e l’opera raffinata di Fernando De Filippi. Completa l’esposizione una serie di fotografie storiche della Milano del Primo Novecento, giustapposte ad immagini della Milano odierna, raccolte nel volume Milano: Punti di Vista, Punti di Incontro, realizzato dal Rotaract e presentato durante la serata di inaugurazione.
 
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