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La Lavagna |
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Una grande bellezza sprecata di Ludovico Pratesi L’ultimo film di Paolo Sorrentino punta l’indice su un mondo romano floscio e forse disperato che abita una città dalla bellezza ormai paradossale. Ma ce n’è anche per il mondo dell’arte contemporanea. Altrettanto malmesso e paradossale. Senza essere neanche particolarmente "bello". ... segue
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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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L’incontro tra Elisabetta Benassi e Paola Ugolini chiude il nostro viaggio per conoscere meglio gli artisti che ci rappresentano a Venezia. Benassi è l'unica altra donna presente, oltre Francesca Grilli. Di poche parole, come spesso sono gli artisti ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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Musica elettronica, parole d’artista, specchi e luci sono gli ingredienti del terzo appuntamento di “Con Parole Sue”, al Museo Del Novecento di Milano. Per coniugare note e arte contemporanea, sotto Lucio Fontana di Caterina Failla ... segue
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Milano - dal 21 gennaio al 21 febbraio 2004
Lawrence Carroll - Luca Giordano / Deposizione [leggi la recensione]
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comunicato stampa  |
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Lawrence Carroll: artista americano che s¹immerge nella realtà urbana di New York, per coglierla in tutte le sue drammatiche contraddizioni di violenza, miseria e indigenza. Condizioni tragicamente consuete in molte città americane ed europee. La riflessione di Carroll assume come punto di partenza la drammaticità dell¹esistenza umana colta nei ghetti, nelle periferie popolate di emarginati, di diseredati. L¹artista raccoglie materiali abbandonati lungo le strade, per poi assemblarli in modo approssimativo, ricoprendoli in seguito con tele dipinte da colori smunti, pallidi, giallastri. Poetica del riutilizzo di materiali, dunque. Raccogliere materiali già utilizzati e abbandonati, per poi manipolarli attraverso l¹atto poietico della creazione artistica, significa farli rinascere, dar loro nuova vita, sottraendoli all¹oblio, alla corruzione della materia. All¹inevitabilità della morte. Significa guardare con fiducia le cose che ci circondano, perché si aprano al futuro. È un atto di gratuità. Ciò che appare inutile, tragicamente votato alla decomposizione, un rifiuto, uno scarto, sembra mostrare Carroll, può essere trasformato, riportato a nuova vita, acquisire nuova dignità. L¹oggetto può risorgere, rinascere. Può diventare testimone di un riscatto, di un¹inaspettata apertura alla vita. Un oggetto, sottratto al proprio mondo e re-intepretato dall¹artista, si fa simbolo, in qualche modo, dell¹attesa di riscatto di tutti coloro che attendono una rinascita concreta, reale, in questo mondo. Un¹attesa di redenzione, di resurrezione.
All¹opera di Lawrence Carroll è stata accostata la Deposizione di Sant¹Andrea Apostolo attribuita recentemente a Luca Giordano dalla Dott.ssa Valentina Maderna, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoloantropologico di Milano. Uno splendido quadro inedito del celebre pittore napoletano del XVII secolo, dunque. Il tema dell¹opera s¹incentra sulla deposizione dalla Croce di un uomo morto per la testimonianza della propria fede. Andrea segue il Cristo, sin dagli inizi della sua predicazione e, come lui, muore sulla Croce, attraversando la sofferenza, il dolore, l¹umiliazione. I toni del quadro sono terrei, opachi, come se parlassero della disperazione della morte. Tuttavia, dare la vita per il Cristo significa testimoniare che la morte non si dischiude su di un baratro senza uscita, su di un cammino senza ritorno, ma alla resurrezione. La vita del credente si apre su di un orizzonte che non si esaurisce in un semplice "al di qua". Il corpo di Sant¹Andrea è deposto dalla Croce. Sta per essere sepolto, interrato, abbandonato nell¹oscurità della notte. Tuttavia, non sarà dimenticato. Certo, è un corpo che dopo avere annunciato la vita dopo la morte si trova ora sul punto di essere gettato nella fossa, ma per rivivere, per rinascere accanto a Dio, nella memoria e nell¹affetto dei credenti che ne proseguiranno l¹annuncio e la testimonianza. Il martirio. È dunque un corpo inafferrabile, che si sottrae a qualunque conclusione definitiva sul mondo che vediamo e che abitiamo. Il seme non porta frutto se non muore, dice il Vangelo. Il corpo di Andrea è un corpo crocifisso: corpo morto, ma in attesa di risorgere. Corpo senza vita, ma non semplice cadavere. È un corpo deposto dalla Croce, ma che paradossalmente si rivolge al futuro. Un corpo che si apre alla verità di un incontro, alla vita di resurrezione di ogni uomo.
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