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Milano - ven 5 marzo 2010
Restauro del ciclo di affreschi giotteschi nel tiburio dell’Abbazia di Chiaravalle

ABBAZIA DI CHIARAVALLE
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Via Sant'Arialdo 2 (20141)
Chiaravalle
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Dopo anni di lavori, è stato portato a compimento il restauro del ciclo di affreschi che decorano il tiburio dell’Abbazia cistercense di Chiaravalle, grazie ad Intesa Sanpaolo che ha inserito questo intervento nell’ambito di Restituzioni, ventennale programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico del Paese, promosso e curato dalla Banca in collaborazione con le Soprintendenze archeologiche e storico-artistiche.
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vernissage: 5 marzo 2010. ore 16
editore: ELECTA
ufficio stampa: NOVELLA MIRRI, MARIA BONMASSAR
genere: presentazione
email: stampa@intesasanpaolo.com

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comunicato stampa
In occasione del restauro degli affreschi giotteschi dell’abbazia di Chiaravalle, Electa pubblica, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un volume che documenta per la prima volta in modo esaustivo e analitico l’importante ciclo pittorico, situato nell’omonima abbazia, complesso monastico cistercense del XII-XIII secolo.

Gli affreschi principali della Torre nolare o tiburio sono dedicati alla Vergine tema caro alla spiritualità cistercense, e in particolare rappresentano le storie post ressurrectionem tratte dalla “Legenda Aurea”, scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine.

La paternità degli affreschi del tiburio è attribuita a pittori di scuola giottesca e risale agli anni Trenta-Quaranta del Trecento. Si tratta di due cicli che si susseguono per registri in verticale. Quelli nei settori più alti che rappresentano gli evangelisti della calotta le figure di santi del tamburo (probabilmente una specie di genealogia dell'Ordine cistercense), vanno riferiti ad un maestro lombardo del quarto decennio del secolo; quelli relativi alle storie della Vergine sulle pareti immediatamente al di sotto del tamburo, costituenti il ciclo più noto, che si distinguono per l'articolazione complessa, per la grandiosità, per la trasparenza e l'effetto sfumato dei toni cromatici, sono opera di Stefano Fiorentino. L’artista, attivo con una bottega di pittori toscani dei quali rappresentava la personalità di maggior spicco, fu uno degli allievi più dotati di Giotto, seppure ancora quasi sconosciuto, padre di Giottino, altro grandissimo artista fiorentino strettamente connesso alla tradizione di Giotto. Stefano rappresenta la vena più gotica di questa tradizione pittorica, che Vasari descrive in due parole di grande fascino e chiarezza come "pittura dolcissima e tanto unita" per indicare l'attenzione alla rappresentazione della dolcezza dell'animo attraverso i volti e la capacità di fondere i colori per effetto del pulviscolo atmosferico. Le pagine che Giorgio Vasari dedica a Stefano Fiorentino nelle sue Vite, così come quelle di prestigiosi storici precedenti, dal Ghiberti al Libro di Antonio Billi, gli riconoscono grande autorevolezza e citano anche il ciclo di Chiaravalle tra le sue opere fondamentali. Sappiamo dalle fonti che Stefano si ammalò e abbandonò bruscamente i suoi lavori di Milano. Il ciclo di Chiaravalle infatti mostra un repentino cambiamento e un passaggio del cantiere alle sua maestranze, che seguirono in linea di massima il disegno del maestro. Proprio a causa di ciò, per la mancanza di punti di riferimento sicuri per la ricostruzione della personalità dell'artista, la critica ha stentato a riconoscere la sua presenza a Chiaravalle. L’attività dell’abbazia in questo periodo rientrava nel fermento e rinnovamento culturale che caratterizzò la politica dei Visconti.

Il testo di Sandrina Bandera ricostruisce in modo puntuale e completo la storia degli affreschi, dalla costruzione del tiburio, alla committenza, alla formazione delle personalità coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori si sofferma invece sulla personalità di Stefano Fiorentino e ripercorre la letteratura critica di cui è stato oggetto di studio.

A corredo di questi qualificati interventi il volume presenta una documentazione spettacolare di tutti gli affreschi che consente di scoprire episodi, dettagli e aspetti ad essi relativi, grazie a più di duecento immagini tra cui molti particolari a grandezza naturale 1:1. La riproduzione del ciclo pittorico ha richiesto una campagna fotografica apposita realizzata da Antonio Quattrone. Oltre ai saggi critici alcuni testi essenziali illustrano i procedimenti e le scoperte derivati dal restauro.
SOMMARIO


Stefano fiorentino: itinerario da Assisi a Chiaravalle

Mina Gregori

Gli affreschi del tiburio

Sandrina Bandera

Gli affreschi del tiburio di Chiaravalle

Sandrina Bandera, Anna Rosa Nicola, Valentina Parodi


I. Evangelisti e Santi cistercensi

Cupola e tamburo

II. Glorificazione della Vergine

Parete est

III. Deposizione della Vergine

Parete nord

IV. Corteo funebre

Parete ovest

V. Annuncio della morte alla Vergine

Parete sud

Il cantiere

Sandrina Bandera, Anna Rosa Nicola, Valentina Parodi

Chiaravalle. La materia pittorica e le tecniche esecutive

Fabio Frezzato

Il restauro

Anna Rosa Nicola, Valentina Parodi

Bibliografia
 
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