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arte contemporanea, collettiva STUDIO ARTE FUORI CENTRO ​ Via Ercole Bombelli 22 Roma 00149

Roma - dall'otto al 23 aprile 2010

Salvatore Giunta - Sculture d'ombra

Salvatore Giunta - Sculture d'ombra
Ombre 2010
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STUDIO ARTE FUORI CENTRO
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Via Ercole Bombelli 22 (00149)
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un’istallazione complessa eppure minimale. Una forma geometrica apparentemente semplice, ma strutturalmente articolata si relaziona con l’ambiente
orario: dal lunedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 8 aprile 2010. alle ore 18,00
catalogo: in galleria. a cura di Loredana Rea
curatori: Loredana Rea
autori: Salvatore Giunta
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra, è il secondo appuntamento di Sguardi eccentrici, ciclo tematico di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea in occasione dei dieci anni di attività dello spazio espositivo.
Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno cinque artisti – Salvatore Giunta, Alfa Pietta, Salvatore Lovaglio, Oriano Zampieri e Giancarla Frare – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alla molteplicità linguistica della sperimentazione contemporanea. Quello proposto è dunque un percorso assolutamente permeabile in cui gli artisti invitati presentano le loro opere come i segni inequivocabili della complessa articolazione di un mosaico linguistico capace di creare interessanti commistioni, raffinate decontestualizzazioni e seducenti alterazioni, per esprimere tutta la disorientante molteplicità di questo nostro tempo.
L’intento critico è quello di riflettere sul bisogno di contaminazione, che sembra caratterizzare in maniera assolutamente determinante la ricerca contemporanea, intesa non solo come volontà di uscire da canoni espressivi e tecnici considerati tradizionali per raggiungere una maggiore libertà di azione, ma anche come necessità di focalizzare l’attenzione su dettagli che altrimenti sfuggirebbero, per delineare i confini di un territorio ampio in cui prospettive differenti trovano sempre nuove declinazioni.

Per questa esposizione Salvatore Giunta ha progettato un’istallazione complessa eppure minimale. Una forma geometrica apparentemente semplice, ma strutturalmente articolata si relaziona con l’ambiente spaziale che la circonda, proiettando sulle pareti una serie di ombre: alcune costruite attraverso un sapiente gioco di luci, altre tracciate sul muro con un segno di matita sottile ma incisivo come una rasoiata. Il proposito è quello di mettere a punto una partitura visuale orchestrata su segni tridimensionali e bidimensionali. Mentre l’obiettivo è quello di innescare una serie di rimandi, come in un gioco di specchi, capaci di creare degli piazzamenti percettivi tra la struttura plastica originaria e i suoi riflessi, avviando una ricercata dialettica tra realtà e illusione, tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto, tra aperto e chiuso. Il risultato è l’inevitabile annullamento della fisicità della scultura, per esaltarne però la struttura primaria e la matrice esclusivamente mentale.

 
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